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Erotismo e sensualità: i 5 sensi+1

 

5 sensi+1Intervista a Inachis Io

 

Come nasce un libro sull'erotismo?

 

Scrivo di erotismo perché lo ritengo un ambito in cui le persone sono fisicamente e interiormente nude. È uno svincolo di relazioni umane, in cui si capisce molto di una persona. In alternativa, avrei forse scritto di morte.

Ma a questa consapevolezza sono arrivato per gradi: ho iniziato a scrivere più che altro per liberare delle parole che avevo dentro e che non sapevo comunicare a voce, come un gruppo comunicativo. Allora ho provato a metterle su carta e a pubblicarle su un blog. Da lì è nata un'avventura che non è fatta solo della scrittura, ma anche delle relazioni e dei contatti che si creano con i lettori. Il blog si chiama direfarelamore proprio per questo: liberare le parole dell'amore. Riscoprire il sesso come forma di comunicazione e la parola come prima forma di sesso orale.

 

Come hai trovato il tuo stile?

 

Ho dovuto lottare molto per trovare un mio stile e "pulire" l'immaginario da tutte quelle incrostazioni scontate e spesso anche discriminanti verso la donna che purtroppo abitano copiosamente nel mondo della scrittura erotica, almeno in quella che si trova su internet.

Ho lavorato per sottrazione, cercando di lasciare al lettore tutta la libertà di immaginare le scene e gli atti così come vuole. In qualche modo io lo accompagno in camera da letto, poi chiudo la porta e mi allontano a passi felpati. Per me l'erotismo è soprattutto il gioco mentale, la preparazione di una situazione, l'imprevedibile e il reale che si scontrano nella vita di ogni persona. Sono attratto dall'eros della vita quotidiana, dagli oggetti comuni e dalle persone imperfette. Preferisco la mutanda alla mutandina e la cucina alla camera da letto. Infine, credo che ci voglia una certa delicatezza: il tema erotico smuove profondamente i nostri vissuti e il nostro immaginario, ed è importante non perdere leggerezza, umorismo e buon gusto.

 

A mio parere il tuo modo di raccontare nasconde una “preziosità”: i tuoi racconti vanno scavati con la lettura fino a trovarne un tesoro, che non è solo erotico. Già il titolo stesso è evocativo, no?

 

Ho scelto di raccontare il sesso attraverso i cinque sensi come un omeopata cerca una cura non per un sintomo ma per una persona. Vorrei essere capace di vivere, prima ancora che di raccontare, la sessualità non come una parte di me, ma come una caratteristica che abita ogni dimensione del corpo e delle relazioni. Trovo che sia, prima di tutto – prima di essere voglia, pulsione, piacere –, una questione di comunicazione.

I sensi sono precisamente gli strumenti che il corpo usa per comunicare al meglio in ogni situazione: anche al buio, anche nel caos di una città, o attraverso un cibo. Il tesoro non è il sesso, ma la relazione. Poi però ho voluto aggiungerne un sesto, di senso, perché mi sono reso conto che non tutto si può dire a parole e che molto di ciò che facciamo non è in realtà un atto consapevole.

 

A chi è rivolto “5 sensi+1”?

 

Credo di aver in mente soprattutto una lettrice donna, senza un'età precisa e probabilmente in una situazione dinamica e mutevole di vita sentimentale. Mi intriga la sua ironia e la sua intelligenza, la capacità di essere al tempo stesso donna, lavoratrice, compagna, amante, magari mamma. Ho visto però che spesso tra i lettori ci sono coppie che comprano il libro insieme e se lo passano, o addirittura se lo leggono a vicenda ad alta voce. Questa "vita" del libro mi pare una cosa molto bella, perché risponde proprio alla finalità di dire e fare l'amore.

 

Dal punto di vista pubblicitario, economico e distributivo in quale prospettiva vedi il tuo e-book?

 

Il libro è pubblicato da Emma Books, una nuova casa editrice esclusivamente digitale che si rivolge a un pubblico femminile, offrendo ebook di qualità in una gamma molto ampia che va dal "rosa", al glamour, al romance all'hot.

Emma Books è nata da Bookrepublic e dall'agenzia Grandi e Associati in collaborazione con il Women's Fiction Festival di Matera.

Credo molto nella lettura digitale, anche se so bene che il mercato è per il momento ancora ristretto. Questa fruizione, però, permette di sfruttare nuovi spazi e nuovi tempi di lettura, si adatta bene alla forma del racconto, perché spesso l'ebook viene letto in viaggio o nelle piccole pause della giornata. Soprattutto, è un mezzo molto coerente con la dinamica dei social network e della condivisione online, permette una comunicazione anche pubblicitaria su blog, siti e piattaforme. Dà spazio di protagonismo al lettore che può dire la sua nelle recensioni, nei commenti; può aiutare la diffusione di autori ancora non conosciuti al grande pubblico attraverso un passaparola domestico, spontaneo ma efficace.

I libri di Emma Books sono distribuiti su tutti gli store online: Bookrepublic, Ibs, per esempio, ma ora anche iBooks per chi acquista direttamente da iphone e ipad. Il prezzo "di copertina" è di 1,99 € e aiuta certo la diffusione. Io percepisco dei regolari diritti d'autore sul venduto.

 

Se tu vedessi il tuo libro nelle vetrine delle librerie ti sentiresti più scrittore? O è altro che fa essere scrittori?

 

Partirei da questo dato: in Italia, ogni anno, vengono pubblicate oltre 54mila novità, circa mille titoli alla settimana. Questo fa sì da un lato che il vero "collo di bottiglia" non sia tanto la pubblicazione quanto la distribuzione, l'arrivare in libreria in scaffali sovraffollati e dal turn-over sempre più rapido. Dall'altro lato, quello del lettore, la vastità dell'offerta fa sì che occorra trovare dei criteri per capire se fidarsi o meno di un libro, se addirittura andarlo a cercare apposta, se leggerlo o ignorarlo. Certamente, la notorietà dell'autore e i suoi libri precedenti sono uno di questi criteri. Ma per un esordiente occorre un "marchio di garanzia" che dica in qualche modo al lettore: "guarda, l'abbiamo letto noi che siamo esigenti, già ci conosci, fidati".

Questo compito finora è stato affidato al marchio dell'editore e ai recensori più quotati o alle trasmissioni televisive.

Dico quindi che se vedessi il mio libro in libreria con un marchio di un qualche spessore mi sentirei legittimato come scrittore da un giudizio esterno competente. Qualcuno ha investito soldi e tempo su di me e questo significa che per lui valgo, al di là della mia impressione soggettiva e di parte.

Ma oggi questa logica un po' troppo verticale è rimessa in discussione dalle dinamiche orizzontali della rete. Il passaparola, le recensioni dei lettori, i commenti sui siti e blog diventano una legittimazione dal basso sempre più importante e decisiva. Credo molto in questa dinamica perché attribuisce al lettore un ruolo attivo, crea legame e comunicazione tra autori e lettori, dà agli editori un nuovo ruolo più a contatto con il pubblico. Anche per questa via si può essere a pieno titolo riconosciuti come scrittori e non sono pochi i casi di libri nati da blog o dal passaparola in rete.

 

Trovi che esista un'affinità tra il lavoro dello scrittore in generale e l'erotismo? Il narrare è di per sé seduzione erotica?

 

Sedurre è l'atto più bello e nobile che una persona possa fare verso un'altra persona: è attenzione specifica, ascolto, anticipazione, scoperta, sorpresa, creatività. È l'esatto opposto del "provarci a caso" o del "gettare un'esca".

Se scrivere è questo, capire a fondo il lettore, anche se sconosciuto, parlare ai suoi desideri profondi, stanarlo e sorprenderlo, penso proprio che, sì, sia un atto di seduzione deliberata.

 

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Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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