Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Ernest Hemingway – Consigli di lettura

HemingwayErnest Hemingway, generalmente restio ai consigli, offre una lista di letture imprescindibili in un articolo per Esquire datato Febbraio 1935. L’articolo, intitolato Ricordando la caccia agli uccelli – che fa parte della serie delle Key West Letters – ha un soggetto completamente diverso dalla lettura: la caccia. Hemingway, infatti, apre l’articolo con un’intonazione pressoché lirica parlando delle migliori condizioni per la caccia, e i ricordi migliori che gli saltano in mente intorno all’argomento. E proprio nel contesto del ricordo, lo scrittore passa in rassegna – con un tono più malinconico – quelle che sono state le sue migliori letture di sempre:

Se sei stato abbastanza fortunato nella tua vita da scoprire che, nel preciso istante in cui i libri migliori sono stati letti nel passato (e vorrei rileggere ancora per la prima volta Anna Karenina, Far away and long ago di W.H. Hudson, I Buddenbrooks, Cime tempestose, Madame Bovary, Guerra e pace, Memorie di un cacciatore, I fratelli Karamazov, Hail and Farewell di George Moore, Le avventure di Huckleberry Finn, I racconti dell’Ohio, La regina Margot, Casa Tellier, Il rosso e il nero, La certosa di Parma, Gente di Dublino, e le Autobiografie di Yeats, e alcuni altri libri che hanno una rendita assicurata di milioni di dollari per anno), ti rimangono un sacco di cose dannatamente belle da ricordare. E quando il tempo in cui hai fatto le cose che ora puoi ricordare è finito, e mentre stai facendo altro, scopri che puoi leggere di nuovo quei libri, e che hai sempre altri pochi, davvero pochi, nuovi libri da leggere. Lo scorso anno era La condizione umana di Andre Malraux. È stato tradotto, e non so quanto bene, come Man’s fate, e a volte ricordava Stendhal, cosa che nessun prosatore francese in cinquant’anni è riuscito a fare.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete la nostra Webzine

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+ e Pinterest]

Ma questa lettera dovrebbe parlare d’altro, non di libri, sebbene alcune delle migliori scene di caccia che ricordo sono in Tolstoj e mi sono spesso chiesto come volano i beccaccini ora in Russia e se sparare ai fagiani è controrivoluzionario. Quando per tutta la tua vita hai amato solo tre cose; pescare, cacciare e leggere; e quando la necessità di scrivere ha fatto da padrona per tutta la tua vita, impari a ricordare, e quando pensi al passato, ricordi più momenti di pesca, caccia e lettura che qualsiasi altra cosa, e questo è un piacere.

La lista verrà ripetuta qualche mese più tardi, nello stesso anno, in un altro articolo per Equire. Si tratta di Monologo al Maestro: lettera dall’alto mare. In questo articolo Hemingway racconta dell’incontro con un aspirante scrittore, Arnold Samuelson, giunto a Key West per interrogare l’autore de Il vecchio e il mare sull’arte della scrittura. Durante questo incontro Hemingway sostiene che un aspirante scrittore deve aver letto i libri già citati – con l’aggiunta di qualche autore più “contemporaneo”: L’hotel azzurro e La scialuppa di Stephen Crane, Schiavo d’amore di Somerset Maugham, l’Oxford book of English verse, La stanza enorme di E.E. Cummings e L’americano di Henry James – per essere capace di poterli “battere” e diventare migliore. Se sei un corridore devi cercare di battere un metronomo, non un avversario qualunque, sostiene Hemingway, così come uno scrittore deve sempre cercare di superare i classici che l’hanno formato, e non «gli scrittori viventi. La loro fama è creata dai critici che hanno sempre bisogno di un genio del momento, qualcuno che loro comprendono a pieno e che li fa sentire bene nell’esaltarlo».

E sebbene competere con i classici possa essere scoraggiante per un aspirante scrittore – come Samuelson giustamente sostiene – Hemingway risponde che allora quell’aspirante scrittore farebbe bene a sentirsi scoraggiato.

«Questi e molti altri libri andrebbero letti», si afferma per concludere il discorso. E considerando che Ernest Hemingway può essere a pieno diritto annoverato fra i classici che egli stesso cita, si farebbe bene a seguire i consigli di lettura che ci offre.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (4 voti)

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.