Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

“Eravamo dei grandissimi” nella Germania della caduta del Muro

“Eravamo dei grandissimi” nella Germania della caduta del MuroCi sono libri che trascinano il lettore dentro il loro mondo di parole fin dalla prima pagina, altri che ti lasciano entrare poco alla volta, quasi avessero paura di ricevere visitatori troppo irruenti. Eravamo dei grandissimi fa parte di quel primo gruppo di libri ipnotici che rapiscono il lettore e lo lasciano andare solo dopo l’ultima parola dell’ultima pagina. Un’affermazione scontata, forse, se si pensa che il libro dato alle stampe dall’editore italiano Keller, in Germania è un romanzo di culto da quando è comparso per la prima volta sugli scaffali delle librerie nel 2006. Un successo meritato che noi conosciamo con dieci anni di ritardo ma del quale non possiamo non riconoscere l’importanza.

Il romanzo di Clemens Meyer (tradotto con maestria da Roberta Gado e Riccardo Cravero) fa il paio con quei romanzi di formazione come Trainspotting che prendono per mano una generazione e l’accompagnano fino agli sgoccioli dell’adolescenza, all’alba di un’età adulta il cui linguaggio è ancora da costruire. E quella di Eravamo dei grandissimi è una generazione che si è ritrovata a vivere i turbamenti dell’adolescenza nel momento stesso in cui la Storia stava mutando pelle, poco lontano dal luogo in cui il cambiamento avveniva:

«So una filastrocca. La canticchio tra me e me quando la testa comincia a giocarmi strani scherzi. Credo che la cantassimo da bambini saltellando da un rettangolo di gesso all’altro, ma può essere che me la sia inventata o l’abbia soltanto sognata. Certe volte la recito in silenzio, solo muovendo le labbra, altre mi metto a canticchiarla e nemmeno me ne accorgo perché mi ballano in testa i ricordi, no, non dei ricordi qualsiasi, ma quelli dopo la magnifica caduta del Muro, quando siamo, come dire… venuti in contatto. In contatto con tutte quelle auto colorate, con la birra Holsten e lo Jägermeister. All’epoca avevamo quindici anni, la Holsten Pilsener era troppo amara e quindi, almeno nel bere, eravamo conservatori».

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

“Eravamo dei grandissimi” nella Germania della caduta del Muro

A parlare è Daniel, il narratore che ricostruisce per il lettore quel puzzle di frammenti di ricordi che costituiscono il bagaglio condiviso di un gruppo di amici cresciuti negli anni a cavallo della caduta del Muro, nella periferia di Lipsia, tra case occupate e genitori assenti.

Daniel, Mark, Paul, Rico e Pitbull frequentano la stessa scuola quando ancora il Muro dà un senso alla Germania, fanno le esercitazioni come tutti i bravi Pionieri e cercano di non cacciarsi nei guai più del necessario, ma sono anni di perturbazioni politiche e familiari e l’innocenza va presto perduta.

«A quindici anni si è ancora bambini? Forse abbiamo smesso di esserlo la prima volta che siamo comparsi davanti al giudice, quasi sempre una donna, o la prima volta che ci hanno riaccompagnato a casa di notte e il giorno dopo siamo andati a scuola (o anche no) con i polsi sottili ancora segnati da quell’8 del cazzo».

 

LEGGI ANCHE – La Caduta del Muro di Berlino – 25 anni fa, un nuovo corso per la storia

 

L’amara rassegnazione che si percepisce già in queste prime righe non fa che acuirsi nel corso del romanzo, e la rabbia adolescenziale che fa spaccare le vetrine e rubare le auto emerge potente man mano che i protagonisti crescono e affrontano la durezza della strada.

“Eravamo dei grandissimi” nella Germania della caduta del Muro

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Clemens Meyer restituisce al lettore un affresco della vita di chi è cresciuto in un’epoca di cambiamento in cui la Storia si faceva sullo sfondo, così vicina da non poter essere compresa. Una vita fatta di sconfitte e lutti che ti resta appiccicata addosso nonostante gli sforzi per allontanartene e che l’autore tedesco dipinge a tinte forti, con un linguaggio chiaro e immediato che non lascia spazio alla compassione ma arriva dritto al cuore, creando pagine di intensa commozione.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.