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“Entra nella mia vita” di Clara Sánchez

Entra nella mia vita, Clara SánchezDopo il successo in contemporanea con la Spagna de Il profumo delle foglie di limone e la conferma con la pubblicazione di un romanzo di alcuni anni fa, La voce invisibile del vento, Clara Sánchez è tornata nelle librerie italiane, con la sua ultima fatica, Entra nella mia vita (trad. di Enrica Budetta, Garzanti, 2013), un’altra storia al femminile e un altro viaggio nell’animo delle donne, partendo da premesse diverse rispetto agli altri due libri.

La protagonista è Veronica, bambina e poi ragazza, cresciuta in una famiglia segnata dalla morte, ancora in fasce, della sorella maggiore e, in seguito, dalla grave malattia che colpisce sua madre. Da ragazzina, frugando nelle carte dei genitori, scopre l’esistenza di Laura, forse la sorellina perduta, data per morta ma, in realtà, rapita ancora neonata, con la quale tenterà un contatto anni dopo per chiudere il percorso iniziato dalla mamma, con l’intento di ritrovarla e riavvicinarsi a lei.
Il tema dei bambini rubati in culla e poi ritrovati a distanza di anni non è nuovo in letteratura: era, infatti, una costante nelle fiabe e nei feuilleton e, in tempi più recenti, è diventato tragicamente realistico in alcuni Paesi, basti pensare all’Argentina, forse il caso più clamoroso, dove le nonne di Plaza de Majo cercano ancora oggi i nipoti e le nipoti partoriti dalle loro figlie e nuore nella carceri della dittatura militare e dati in adozione in segreto, tra la metà degli anni Settanta e gli anni Ottanta.

I fatti qui raccontati, ispirati all’autrice da una storia realmente accaduta, non riguardano tanto una dittatura, che la Spagna ha conosciuto, quanto piuttosto cose criminose e poco chiare che capitavano (o capitano) talvolta nei reparti maternità e che non sono solo leggende metropolitane.
Ma al di là del pretesto giallo, non nuovo per l’autrice, basti pensare che ne Il profumo delle foglie di limone c’era un’indagine, sia pure anomala, su persone al di sopra di qualunque sospetto, quello che interessa a Clara Sánchez è parlare di donne.
Le protagoniste del libro sono Veronica, bambina e poi donna in cerca della sua strada, che si confronta con un dolore in famiglia e con la voglia di sapere la verità a tutti i costi, ma anche con il suo diritto di stravolgere la vita a qualcuno che non la conosce e che se si è costruito un suo mondo, e Betty, la mamma di Veronica, che non ha mai accettato la morte di quella bambina e ha cercato a tutti i costi di scoprire una verità che sembrava impossibile, una ricerca che si trova costretta a smettere per cause di forze maggiore, senza dimenticare Laura, con una sua identità, che vedrà stravolta in nome della giustizia e della verità, ma che troverà un nuovo posto nel mondo, malgrado tutto.

Rifacendosi, quindi, a meccanismi tipici del feuilleton, ma presenti anche nella vita reale, Clara Sánchez parla di ricerca della verità, di identità, di legami familiari, dell’eterno dilemma di chi sono i figli, se di chi li mette al mondo o di chi li cresce. Il personaggio di Veronica è uno dei suoi più grintosi, e la storia è comunque avvincente, ma malgrado i colpi di scena non è incisiva come era Il profumo delle foglie di limone, forse perché è già un po’ sentita.
Nonostante questo, Entra nella mia vita riesce ad essere scorrevole, portando ancora una volta nel cuore dei personaggi femminili e rivelando di nuovo alcuni lati oscuri della società occidentale, dove i criminali possono annidarsi anche in un reparto maternità, pronti a sottrarre i bambini alle legittime madri per quattro soldi.

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Commenti

Dear Senora Sanchez,
I would like to understand a couple of ideas from this book:
Why did Greta subject herself to her mother's (Lili's) wishes by obtaining a child from the
clinic, that is, actually "buying" the child when she herself was not particularly maternal
in her instincts, actually, she would seem not to have looked after the child at all!
Another point, why and how did the photograph of Laura as a little girl turn up in the
folder at Veronica's home? I understand that Ana may have put it there in the course
of her so-called friendship with Betty but when would she did give it to Betty and how did
she explain the child's age as this baby (Betty's baby) should have died at birth.
I may be missing some facts but I would like to understand this part of the novel better.
Thank you.

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