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Editoria sociale: Romolo Pignone e un’esperienza ticinese

Fondazione RomulusPuò l’editoria essere sociale? Nell’epoca della letteratura di massa, ci si può ancora soffermare, come autore, come lettore, come persona umana, a riflettere sui problemi della nostra società? Può essere, la letteratura, un mezzo per sensibilizzare?

Romolo Pignone ne è convinto e per questo motivo si è lanciato nella scrittura e nella pubblicazione di “Spasticoide”, libro autobiografico, che narra la vita di una persona disabile e delle complicazioni che essa può incontrare nei singoli momenti della vita. “Ho scelto di scrivere di me stesso,” spiega l’autore “Perché in definitiva è ciò che conosco meglio”.

Ma il romanzo non è il solo progetto di Romolo Pignone e della sua Onlus, la Fondazione Romulus. L’idea sarebbe in effetti di creare una vera e propria casa editrice, ora solo al suo stadio embrionale, i cui proventi sarebbero destinati a finanziare borse di studio per persone portatrici handicap, ma non per questo prive di talento in molti ambiti, che intendono proseguire gli studi superiori o accademici. Già con le 2000 copie di “Spasticoide” vendute sul suolo ticinese sono state stanziate due borse di studio per i prossimi dieci anni.

In effetti, come ben spiega Romolo, lo studio aiuta le persone portatrici di handicap a sviluppare le proprie abilità e a inserirsi nella società. 

Inoltre, la casa editrice si vuole anche punto di ascolto per scrittori portatori di handicap che non verrebbero nemmeno considerati nelle altre case editrici perché poco “fruttuosi”.

“Attraverso la nostra microscopica casa editrice (Romulus Edizione)” aggiunge in effetti Romolo “vorremmo offrire ad altri disabili l’opportunità di pubblicare i propri scritti, supportandoli secondo le nostre crescenti capacità tecnico-organizzative, sempre con il massimo dell’impegno e dell’entusiasmo”.

 

L’idea di lanciarsi nell’editoria nacque pensando a un modo per far conoscere la fondazione Romulus e i suoi scopi. “Ci voleva un “qualcosa” che potesse attirare l’attenzione della gente, e non solo nel breve periodo”. L’idea di scrivere di se stesso, della sua situazione, dei suoi vissuti e dei suoi sentimenti gli è allora parso un eccellente vettore per far pubblicità alla propria associazione e per sensibilizzare la gente. E ovviamente per avviare la nuova casa editrice.

I riscontri a livello locale, a quanto sembra, sono stati più che positivi. Nel solo Ticino, come già detto, sono state vendute circa 2000 copie, e il libro è in ristampa per la grande domanda. Romolo stesso si dice impressionato ma felice dei risultati delle vendite.

 

Tra i progetti futuri, in oltre, ci sarebbe quello di ampliare l’attività e di lavorare con altri enti. In particolare, per motivi più che comprensibili, con associazioni che condividono finalità simili alla Fondazione Romulus e alla sua casa editrice. Per quanto riguarda i contatti già esistenti, la Fondazione ha già siglato una collaborazione con una onlus senese, anch’essa avente lo scopo di migliorare l’integrazione delle persone disabili.

 

Integrazione non sempre semplice. Come ricorda bene Romolo Pignone, ci sono differenti tipi di disabilità, dalle più gravi alle meno gravi. Ma tutti, comunque, hanno un potenziale da sviluppare.

 

Il sogno di Romolo e dei suoi collaboratori sarebbe quello di poter mostrare ad altre persone disabili che ci sono degli obbiettivi da raggiungere, che gli handicap non chiudono le porte a chi ha sogni e speranze.

 

Parlando con Romolo non si può che essere stupiti dal suo entusiasmo e dalla sua voglia di cambiare le cose. Ed è quello che ci vorrebbe in tutti noi: la voglia di cambiare le cose, forse anche nel nostro piccolo, per migliorare la nostra vita e quella di chi sta attorno con ogni mezzo, letteratura compresa.

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