Editing su un testo letterario: capirne il vero significato
Poco tempo fa un cliente dell’agenzia letteraria mi ha chiesto: “Precisamente, che cosa è l’editing?”.
Domanda che vorrei trattare con serietà, per due ragioni.
La prima: fra gli scrittori esordienti (o candidati scrittori esordienti) esiste non poca confusione sul significato di editing.
La seconda: numerosi addetti ai lavori italiani non rendono più semplice la situazione del primo punto.
L’anno scorso, prima di avviare l’agenzia letteraria Sul Romanzo, ho provato un esperimento: ho scritto a numerose agenzie letterarie italiane (da una mail creata ad hoc), chiedendo un preventivo per un editing e contemporaneamente chiedevo precisazioni sul servizio (per il sottoscritto era un’analisi di mercato prima dell’avvio dell’attività). Un esperimento interessante, tanto che la confusione in me aumentò, ognuno possiede uno stile particolare, ognuno a volte nega quanto sostiene l’altro. Ho continuato l’esperimento, rivolgendo le medesime domande ad alcune fra le più note agenzie letterarie del mondo anglosassone.
Non mi interessa qui palesare le differenze, magari lo farò in un post futuro, ma è indubbio che noi italiani ci distinguiamo spesso per la creatività (o anarchia, dipende dal punto di vista). Mentre in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, all’interno del settore editoriale, in particolare per le agenzie letterarie, il termine editing assume un significato abbastanza univoco, nel nostro paese le sfumature sono notevoli.
Il mio cliente, chiedendomi il significato di editing – su un testo letterario –, mi ha ancor più convinto che in Italia la confusione sia dilagante.
Primo passo.
L’editing non è un servizio di ghostwriting. Il distinguo è netto.
Il ghostwriter non interviene sul testo, ma crea il testo. In altre parole, un intervento è successivo alla creazione. Partendo dal foglio bianco vi è la necessità di un ghostwriter, il quale non sempre porta nero su bianco un testo intero di un cliente; chi gli/le commissiona un lavoro potrebbe avere eseguito un 30% del testo e richiede un servizio per il restante 70%.
Secondo passo.
L’editing non è un servizio di correzione bozze. Il distinguo è un po’ meno netto.
Il correttore di bozze corregge gli errori di battitura servendosi delle norme prescritte dallo standard UNI 5041 (nella versione del 1996). Esempi sono la sostituzione di una lettera con quella precedente, uno spazio da inserire per staccare due parole, una parte di testo da portare al rigo successivo, una spaziatura orizzontale da ridurre, una lettera da eliminare, ecc.
Un po’ meno netto il distinguo perché negli anni il correttore di bozze si trova non di rado a ricoprire per certi aspetti il ruolo dell’editor (per ragioni che sarebbe lungo spiegare). Ciononostante se ci si rivolge a un’agenzia letteraria l’editing non è una correzione delle bozze.
Che cosa è l’editing per un’agenzia letteraria? (preciso “agenzia letteraria” perché in una casa editrice l’editing potrebbe essere svolto in maniera diversa – con paletti più rigidi –, a seconda delle necessità dell’editore e/o a seconda delle caratteristiche di una collana).
Editare un testo per un’agenzia letteraria dovrebbe consistere almeno in alcune azioni precise:
a) Sistemare parti di testo con errori di coerenza (esempi. Emanuele sarà sempre Emanuele, non è possibile che a un certo punto diventi Manuele. Se una persona si è ferita alla gamba, quella ferita, dopo trenta pagine, non potrà essere al braccio. Esistono casi meno scontati, a volte nascosti fra le righe). La coerenza nelle sue strutture multiple: nelle scene, nei personaggi, nei dialoghi, ecc.
b) Affinare il livello di comprensibilità (la scrittura è comunicazione, chi legge dovrà comprendere quanto si è scritto, il messaggio dovrà essere chiaro, l’editing interverrà laddove vi sia una mancanza di comprensibilità).
c) Controllare e rivedere il perché della narrazione (quanto più un testo presenterà periodi funzionali al suo interno – con funzionali intendo che ogni frase avrà una ragione di causa o effetto per esempio o di relazione stretta –, tanto più il lettore ne sarà coinvolto intuendo i perché appunto della presenza di personaggi, azioni, descrizioni, scene, dialoghi, ecc.).
d) Migliorare le scelte stilistiche (gli stili che donano tristezza o realismo, gioia o ansia, soltanto per citare alcuni esempi, abbisognano di modalità di prosa distinte).
e) Strutturare al meglio la sintassi, conservando intatti i contenuti dell’autore, ma con una resa armonica (“Armonica” rispetto allo stile, all’evoluzione dei personaggi e della storia, al linguaggio nei dialoghi, ecc.).
f) Individuazione del o dei climax. Rendere la storia quanto più assemblata all’apogeo della narrazione.
Non solo, per questo ho sottolineato sopra il termine almeno. Esistono livelli di editing più strutturali (questo accade perlopiù nelle case editrici), subito un esempio: capita che uno scrittore scriva che un concetto rimandi alle idee nicciane (Nietzsche): compito dell’editor è controllare che ciò corrisponda al vero, quindi un controllo sulla veridicità dei contenuti (a meno che non sia volutamente un’esagerazione o una falsità).
Ma torniamo alle agenzie letterarie, altrimenti l’articolo prenderebbe sentieri argomentativi complessi. Esistono anche livelli di editing più approfonditi all’interno dei punti sopraelencati (al punto b accade che vi sia una scelta premeditata per stupire il lettore, per spiazzarlo o per portarlo esattamente a un ragionamento particolare;al punto c si potrebbe discutere e confrontare i perché in un capitolo e metterli in relazione con un capitolo successivo; al punto d si potrebbe riflettere sulle scelte volontarie o non volontarie dell’autore, a volte il discriminante è necessario cercarlo per rendere il testo davvero adeguato rispetto a quanto si desiderava descrivere; ecc.).
Un cliente potrebbe chiedere un servizio di editing particolare, per esempio un editing che si rivolga a una precisa casa editrice. Chi frequenta la letteratura contemporanea sa benissimo che i cataloghi di Einaudi o Bompiani o Feltrinelli possiedono notevoli differenze: un cliente, per i suoi motivi più che legittimi, ambisce alla pubblicazione con Bompiani, e allora l’editing si dovrà eseguire in modi precisi. Inutile dire che qui l’editor sarà dotato di notevole esperienza nel settore editoriale per poter editare al meglio un testo che possa orientarsi verso Bompiani.
Un cliente potrebbe essere preoccupato di trovarsi un testo assai differente da come lo ha consegnato. Il ruolo dell’editor potrà svilupparsi in due modi: o intervenendo sul testo direttamente o, come accade il più delle volte, indicando i suggerimenti all’autore (questo può essere fatto con mezzi anche distanti fra loro: colorando parti di testo, inserendo commenti laterali – sfruttando le *Revisioni*, se Word –, allegando commenti audio, ecc.).
Un cliente potrebbe avere bisogno di un sostegno continuo nella scrittura, un caso di editing-affiancato: l’agenzia letteraria mette a disposizione un professionista che sia in grado di affiancare con costanza l’autore affinché ogni avanzamento sia controllato e indirizzato.
Un cliente potrebbe avere necessità particolari, questo sto cercando di spiegare, allora l’editing diventa, oltre ai punti prima elencati, peculiare, si cerca non soltanto il vestito che piace, ma anche la taglia più precisa, così che l’acquirente del servizio rimanga soddisfatto al 100%.
Il post di oggi sarà la premessa per spiegare con accuratezza quanto l’agenzia letteraria Sul Romanzo propone con il suo servizio di editing, a domani.





































Commenti
È più importante l'editing o il market(t)ing?
Prendiamo per esempio un romanzo campione di vendite, tradotto in svariate lingue e candidato a molti premi letterari (vincitore di alcuni).
Acciaio, Silvia Avallone - Rizzoli.
Mi pare che l'editor sia Michele Rossi. Anzi, non ci sono dubbi: è lui. http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/michele_rossi_editor_ri...
Premessa doverosa: Acciaio è ambientato nel 2001/2002.
Bene.
- Nel romanzo appare una Porsche Cayenne: è del 2003; http://it.wikipedia.org/wiki/Porsche_Cayenne
- Su una panchina c'è scritto: "Jennifer e Cristiano tre metri sopra il cielo", ben tre anni prima del boom di Federico Moccia. Tre metri sopra il cielo pur essendo stato pubblicato nel 1992 rimase del tutto sconosciuto fino al 2004, anno in cui Feltrinelli lo ripubblicò;
- In una scena una ragazza balla la lapdance e i commenti degli avventori sono: "Finirà dritta dritta a Canale 5!". "Altro che Canale 5, questa la voglio in Parlamento!". "Ministro! Ministro del welfare!".
Ministero che esiste dal 2008/2009.
Quindi chiedo: è più importante l'editing o il market(t)ing?
Alessandro, la tua domanda finale è retorica.
Siamo nell'epoca del marketing baby! Fuor di battuta, una cosa è parlare di marketing nel momento della pubblicazione, un'altra cosa il percorso attraverso il quale il libro giunge alla pubblicazione (qui c'è anche l'editing). Non confondiamo i piani, secondo me. A meno che non si voglia investire da subito sul marketing prima della pubblicazione (caso non raro, qualche libro in tal senso anche in terra italica...).
Poi, se l'editing è fatto bene o male (da un'agenzia letteraria e/o da una casa editrice), questo dipende da non pochi fattori. Sempre più la precarizzazione sta entrando nell'editoria, tagliando personale ed "esternalizzando" tutta una serie di servizi che prima erano interni (l'editing non è immune da tale pratica).
Dal mio punto di vista, l'editing dipende dalle singole persone, non dai nomi. Quanto tu segnali è frequente ahimè, si potrebbero citare altri romanzi degli ultimi anni con medesimi problemi di editing.
Perciò, più che parlare di importanza, o di vendite, parliamo del senso dell'editing. Quanto è eseguito con serietà, si vede da lontano, da molto lontano.
molto interessante grazie, ma mi lasci un dubbio aperto nel momento in cui scrivi 'Un po’ meno netto il distinguo perché negli anni il correttore di bozze si trova non di rado a ricoprire per certi aspetti il ruolo dell’editor (per ragioni che sarebbe lungo spiegare).' siccome me lo chiedo da un po', mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, magari qui nei commenti un po' di spazio si trova....
grazie mille!
Chiara, credo che ne farò nelle prossime settimane un post.
Grazie.
Dal commento di Alessandro ne consegue che le puttanate scritte in un romanzo non ne inficiano il successo. Quello della Avallone deve essere davvero una bestia di romanzo per far passare in secondo piano quelle che io chiamo "puttanate".
Visto come stanno le cose, per imparare a scrivere, invece di leggermi Fitzgerald e Miller dovrò rivolgermi alle pagine di Acciaio...
Sono convinto che l'attuazione di un editing richieda capacità non alla portata dello scrittore che ne usufruisce, e la cosa squalificherebbe in partenza il lavoro dello scrittore che ha richiesto questo servizio. Tuttavia credo ci possano essere scrittori con testi molto interessanti, raccontando storie personali e non d'invenzione, che hanno necessità di un editing fatto da esperti. Nessun corridore ha bisogno di qualcuno che corra per lui, ma ci sono camminatori che raggiungerebbero migliori risultati correndo. Ci sarebbe, poi, da considerare anche l'eventualità che comporta l'impossibilità di svolgere un editing. È rappresentata dalla situazione in cui si viene a trovare chi, non potendo comprendere il senso profondo di uno studio, per esempio di metafisica, non potrebbe modificarne nemmeno una piccola parte.
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