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Ecco come finì l’amicizia tra Charles Dickens e Hans Christian Andersen

Ecco come finì l’amicizia tra Charles Dickens e Hans Christian AndersenGaleotta fu una visita. Fu infatti questa a porre fine all’amicizia tra Hans Christian Andersen e Charles Dickens, nonostante la loro relazione sembrasse destinata a durare, vista l’ammirazione tra i due. Il primo incontro avvenne nell’estate del 1847 durante una serata aristocratica, quando Andersen, in presenza di Dickens, si disse un suo ammiratore e lo definì «il più grande scrittore della nostra epoca».

La visita in questione fu quella che Andersen fece allo scrittore inglese, che l’ospitò insieme alla sua famiglia presso la sua abitazione nel Kent. A rivelare l’increscioso episodio è una lettera molto franca messa all’asta qualche giorno fa.

 

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Nel marzo del 1857, Andersen annunciò che sarebbe arrivato in Inghilterra per una breve vacanza estiva di al massimo due settimane: «La mia visita è solo per te» e aggiunse: «Soprattutto, lasciami un piccolo angolo nel tuo cuore».

Quando la visita di Andersen giunse al termine, dopo cinque settimane, Dickens confidò all’ex primo ministro Lord John Russell che il creatore di alcune delle più amate fiabe per bambini era in realtà un pessimo ospite.

«Parlava francese come Peter il ragazzo selvaggio e inglese come se lo avesse studiato a una scuola per sordomuti» si lamentò lo scrittore inglese.

Ecco come finì l’amicizia tra Charles Dickens e Hans Christian Andersen

E, sempre secondo il padrone di casa, Andersen non se la cavava in nessun’altra lingua: «Non sapeva pronunciare nemmeno il nome del suo libro The Improvisatore (Improvvisatore) in italiano e sembra che la sua traduttrice abbia scoperto che lui non parla danese», scrisse Dickens.

 

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Gli ospiti, si sa, sono come il pesce, dopo tre giorni puzzano. E le cinque settimane furono così lunghe che Charles Dickens arrivò ad appuntare la seguente nota nella sua residenza nel Kent nel luglio del 1857:

«Hans Christian Andersen ha dormito in questa stanza per cinque settimane, che alla famiglia sono sembrate ANNI!»

 

La stessa figlia di Dickens ricorda Andersen come «un ossuto noioso, e continuava a rimanere».

Ma da dove nasce tutto il disappunto di Dickens e della sua famiglia? Cominciamo col dire che Andersen non era di certo un tipo facile.

Ecco come finì l’amicizia tra Charles Dickens e Hans Christian Andersen

E infatti, proprio all’inizio della sua permanenza, annunciò che, secondo una tradizione danese, gli ospiti maschili dovevano essere rasati dai figli del padrone di casa. In risposta Dickens gli organizzò un appuntamento giornaliero con un barbiere di Rochester.

In seguito Andersen sconcertò molto la famiglia quando, dopo aver ricevuto una recensione negativa di uno dei suoi libri, si gettò con la faccia sul prato e pianse inconsolabilmente.

 

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Ancora, quando si recò con Dickens a guardare la rappresentazione teatrale della sua commedia L’abisso di ghiaccio, Andersen fu molto felice di scoprire che la Regina Vittoria, che era tra il pubblico insieme al Principe Albert, sapeva della sua presenza. Ma comunque Andersen fu di malumore per tutta la sera perché non si sentì al centro dell’attenzione.

Dickens non risultò invece del tutto antipatico ad Andersen, anche se è ovvio che ne aveva avuto abbastanza di lui quando si avvicinò il tempo di ripartire. Andersen si accorse della tensione che si respirava e chiese conforto proprio a Dickens, quasi come un bambino farebbe con un genitore.

 

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Dickens fu abbastanza educato, anche se quando Andersen ritornò a casa ricevette solo una lettera con un tono molto freddo di condiscendenza e addio.


Fonte: «The Guardian»

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