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“È tempo di ricominciare” di Carmen Korn. Fra macerie e sogni di rinascita

“È tempo di ricominciare” di Carmen Korn. Fra macerie e sogni di rinascitaCarmen Korn torna in libreria con È tempo di ricominciare, pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Manuela Francescon. Trattasi del secondo volume di una trilogia che si affaccia sulla vita di Amburgo fra gli anni in cui nasce e si alimenta la Seconda guerra mondiale fino alla Guerra fredda.

Con Figlie di una nuova era, il primo romanzo della saga, l’autrice ha accompagnato il lettore all’interno di una Amburgo vissuta attraverso lo sguardo di quattro giovani donne molto distanti fra loro. Estrazione sociale, carattere, ideali e sogni sono completamente, o in parte, diversi; ma ciò che si mostra ai loro occhi non lo è altrettanto. Nel corso di pochi anni la città e lo sfondo sociale si trasformano lasciando libero sfogo all’ascesa di Hitler e a un potere che vedrà la nazione in ginocchio.

Quando il lettore stringe fra le mani È tempo di ricominciare, ha in testa tutto questo ma guarderà con un po’ di ottimismo le nuove pagine che accolgono, come suggerisce lo stesso titolo, una forma di rinascita.

 

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Rinascita sociale, politica ed economica ma, soprattutto, personale. Attraverso questo secondo volume, Carmen Korn intende tramutare i sogni dei protagonisti in realtà.

La vera parola chiave del romanzo è questa: futuro. La speranza di tutta la popolazione è di poter osservare la propria Amburgo con uno sguardo carico di energia e ottimismo, non solo da parte delle nuove generazioni ma anche, e soprattutto, da parte di coloro che la guerra l’hanno vissuta sulla loro stessa pelle: prigionieri, madri in lutto, famiglie che hanno perso qualsiasi cosa.

Poco a poco la libertà di vivere diventa non solo un sogno ma una conquista tangibile, e lo fa attraverso il ritorno a una normalità che accompagna i protagonisti a ballare sulle note dei Beatles e ad assistere allo sbarco sulla luna.

“È tempo di ricominciare” di Carmen Korn. Fra macerie e sogni di rinascita

L’ambientazione e gli avvenimenti che coinvolgono questo periodo storico sono descritti fedelmente dalla mano di Carmen Korn. La sua scrittura leggera e scorrevole riesce a rendere partecipe anche il lettore meno esperto, coinvolgendolo all’interno del mondo e della vita dei diversi protagonisti.

In secondo luogo, è importante notare come queste vicende non servano solo a descrivere un’epoca, ma vogliano connettersi agli stessi protagonisti, in balia di una vita che può continuare e a pregiudizi che ancora non lasciano libero spazio alle singole personalità.

La guerra è finita ma esiste davvero la libertà di non avere figli? Di amare qualcuno dello stesso sesso? Di protestare per i propri diritti? Queste e molte altre sono le domande che l’autrice vuole mettere in luce fra le pagine di È tempo di ricominciare, lasciando forse spazio ad alcune calde tematiche da inserire all’interno dell’ultimo capitolo della trilogia.

Ma quali sono le sorti dei personaggi che già abbiamo conosciuto nel primo volume? Risulta difficile parlarne senza svelare parte della storia ma cercheremo di dare solo qualche spunto.

È tempo di ricominciare catapulta il lettore nel 1949, a guerra finita. Amburgo è sotto un cumulo di macerie e gran parte della popolazione non ha nemmeno una casa in cui dormire. È in questa situazione che ritroviamo, per esempio, Lina e Louise. Assieme al loro socio, le due donne decidono di voltare le spalle alla vecchia vita e di aprire una libreria che porterà il nome di Kurt Landmann.

“È tempo di ricominciare” di Carmen Korn. Fra macerie e sogni di rinascita

Per Käthe, invece, non c’è sollievo dai danni della guerra; la vediamo all’interno del campo di concentramento, non sa più nulla di Rudi e non riesce a trovare la forza di ricomporre i frammenti della propria vita.

Nel caso di Else, vediamo scomparire le simpatie nei confronti di Hitler ma non accade lo stesso in Ernst, l’ex marito di Henny. L’uomo, colpevole di aver denunciato Käthee di aver rifiutato il figlio omosessuale, continuerà a credere di aver agito nel migliore dei modi, soprattutto nei confronti del figlio che sarà costretto a lottare per costruire le basi della sua nuova vita. In quest’epoca, infatti, l’omosessualità è ancora vista come un reato ma, se da un lato lui e il suo compagno dovranno continuare a nascondersi, dall’altro lato Klaus vedrà crescere la propria vita professionale e il suo talento artistico.

Questi e molti altri avvicendamenti riempiono le pagine di È tempo di ricominciare. Carmen Korn racconta con mano abile le variegate sensazioni dei protagonisti, investiga la loro emotività rivangando vecchie storie e costruendone di nuove. Fra i vecchi personaggi sorgono, infatti, nuove comparse e nuove storie pronte ad alimentare la curiosità del lettore che, malgrado la mole del romanzo, non riuscirà comunque ad annoiarsi.

 

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È tempo di ricominciare è un romanzo che guarda al futuro con speranza ma Carmen Korn non lascia spazio al puro ottimismo, circondando questa “ricostruzione” di elementi negativi che ritroveremo di certo nell’ultimo capitolo della trilogia.


Per la prima foto, copyright: Adrian Degner su Unsplash.

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