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E se i telefonini facessero male? “Il coniglio bianco” di Nino Treusch

E se i telefonini facessero male? “Il coniglio bianco” di Nino TreuschIl coniglio bianco di Nino Treusch (edito da De Agostini) non è il solito thriller. E non è nemmeno un libro giallo, o noir. È qualcosa di lievemente diverso: di semplice e, allo stesso tempo, di più articolato. Di sicuro, èun testo capace di attanagliare il lettore e tenerlo incollato alle singole pagine – dal primo all’ultimo rigo –, pur se con qualche lacuna. Ma procediamo per gradi e partiamo dalla trama.

Il protagonista è un manager trentasettenne di nome Jan che vive con la bellissima moglie e i suoi due figli. È servo e fiero di far parte del capitalismo moderno, anche se non riesce più a provare gli stimoli giusti. Così, decide di cambiare lavoro e invia il curriculum a una multinazionale a Monaco di Baviera che opera nel settore della telefonia mobile. La società gli fa un’offerta e lui accetta. Diventa così un dirigente strapagato. Uno di quelli che è costretto a viaggiare in giro per il mondo al fine di curare gli interessi della nuova azienda.

Uno dei suoi primi giri d’affari è a Bangalore, nella Silicon Valley indiana, dove la multinazionale ha una divisione. Il suo obiettivo è gestire lo smantellamento completo della sede, con il conseguente licenziamento di un numero enorme di dipendenti.

 

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Prima di partire, però, sente qualcosa che non doveva sentire. Una frase che, apparentemente, non ha senso. Ma poi, una volta arrivato in India qualcosa cambia. Viene avvicinato da una persona che gli confida un segreto e gli passa alcuni strani codici.

«Ben presto nasce il sospetto che nella sua nuova azienda molti abbiano qualcosa da nascondere e lo vogliano usare come pedone di una scacchiera in cui non pare possibile prevedere la successiva mossa».

 

Un po’ alla volta, nella mente di Jan, il quadro inizia a delinearsi. E i contorni di uno scenario terribile prendono forma. Così decide di indagare e, rocambolescamente, si impossessa di un computer nel quale è conservato un documento riservatissimo.

Torna a Monaco per poi ripartire subito dopo per Shangai. Dove accade qualcosa d’imprevedibile…

E se i telefonini facessero male? “Il coniglio bianco” di Nino Treusch

La prima caratteristica che si nota, leggendo le pagine scritte da Nino Treusch, è il ritmo serrato della lettura. Il romanzo, infatti, è un avvicendarsi di azioni cronologicamente ordinate, senza pause narrative, se non per un breve prologo e un capitolo iniziale dove, oltre alla presentazione dei personaggi, viene spiegata anche la genesi del titolo. Le descrizioni sono ridotte all’osso: non ci sono digressioni né salti temporali né intrecci narrativi. In altre parole, tutto scorre pari passo con la trama: una soluzione che accresce la tensione della lettura. Così come il linguaggio utilizzato: semplice, diretto e privo di fronzoli o ricercatezze stilistiche. Un mero susseguirsi di eventi composto da frasi brevi.

Anche la caratterizzazione dei personaggi è il conseguente risultato di una serie di azioni stringate. Ma pagina dopo pagina, le peculiarità dei singoli protagonisti vengono avvertite in maniera più che sufficiente, raggiungendo lo scopo di fare affezionare il lettore.

E se i telefonini facessero male? “Il coniglio bianco” di Nino Treusch

Classificare Il coniglio bianco in un genere letterario preciso non è banale. Si tratta di un romanzo che potrebbe stare tranquillamente nei thriller, ma anche nei gialli/noir e nelle spy-story. Ciò che è certa è la presenza di numerosi colpi di scena, alcuni dei quali spiazzano il lettore in maniera eclatante, mentre altri sono facilmente prevedibili. E forse è questo il neo più grande di questo testo: la prevedibilità di alcune vicissitudini.

 

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Come ultima considerazione, è doveroso citare il tema trattato dal libro: quello della telefonia mobile e, in particolare, della dannosità per la salute delle onde elettromagnetiche. Un argomento che, visto il proliferare delle nuove tecnologie, riguarda la stragrande maggioranza delle persone. Una scelta, quella di incentrare un thriller a scatole cinesi, su un tema che riguarda l’intera popolazione mondiale certamente azzeccatissimo. Un escamotage già usato in tantissimi romanzi e che si è rivelato spesso un’ottima leva per le vendite e l’interesse dei lettori. Valore aggiunto che si nutre anche della biografia dell’autore. Nino Treusch, infatti, dopo essersi laureato in marketing internazionale, ha lavorato a Monaco di Baviera per conto di un’importante multinazionale della telefonia mobile, ricoprendo vari ruoli nel top management…


Per la prima foto, copyright: rawpixel.com

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