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E se gli editori iniziassero a dire la verità? Le “Fascette oneste” di Marco Cassini

E se gli editori iniziassero a dire la verità? Le “Fascette oneste” di Marco CassiniPubblicato da Italo Svevo Editore, Fascette oneste. Se gli editori potessero dire la verità è uno spasso e uno squarcio dietro le quinte del mondo editoriale contemporaneo. La sensazione è che, se gli editori potessero dire la verità, succederebbero due cose: il tasso di vendite dei libri e quello della pubblicazione scenderebbero a picco.

Marco Cassini, il curatore del libro e l’ideatore dell’hashtag #fascetteoneste, dà vita così a una provocazione che, a guardarla bene, ha l’effetto di un cazzotto in pieno stomaco. È un po’ come se gli attori rivelassero che la loro bellezza sullo schermo è solo un gioco di luci e di ombre, che l’intensità di quello sguardo è stata richiesta dodici ore più tardi dal suo arrivo sul set, prima di allora è rimasto seduto su una sedia in attesa. Sapere attendere con pazienza è una delle virtù degli attori. Aspetti che tocchi al tuo personaggio, entri in scena, piangi o ridi o ti arrabbi, in base al copione, e poi torni a sedere finché servi di nuovo.

 

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A raccontare questi dettagli, è come fare entrare lo spettatore nella zona proibita, dietro le quinte e lasciarlo sbirciare. Ed è quello che fa Marco Cassini in questo volume dedicato ai libri e al grado di onestà con cui vengono immessi nelle librerie

L’idea, spiega il curatore nella prefazione alla raccolta delle fascetteoneste, è nata a Mantova dove si trovava come ospite al festival letterario. È nata dopo il festival, a dire il vero, nel bar. Insieme a nomi noti del panorama letterario contemporaneo, si è trovato a fantasticare sull’improbabile scenario di una pubblicità onesta. Perché è a questo che servono le fascette, ad attirare il lettore con un’informazione intrigante sul titolo che hanno sott’occhio. Questa forma di pubblicità nasce come bisogno: in un mondo, come quello editoriale, in cui le pubblicazioni di nuovi titoli raggiunge cifre astronomiche nell’arco di un anno, le novità in libreria resistono per poco tempo in quanto tali. Per sfruttare al meglio lo statuto di essere una novità, serve attirare il pubblico con un colore sgargiante e uno slogan avvincente.

E se gli editori iniziassero a dire la verità? Le “Fascette oneste” di Marco Cassini

Ma cosa succederebbe al mercato editoriale se non soltanto gli editori ma anche i giornali, i recensori, i critici letterari potessero essere onesti? Giusto per iniziare il ragionamento da un solo mercato.

Cassini non dà risposte, ma raccoglie testimonianze di recensori e fascette che dicono la verità. Ne viene fuori un quadro esilarante, ironico, a tratti spietato, e, anche se non ci sono i titoli abbinati alla fascetta, è bello il gioco di provare a indovinare a quale libro si potrebbe aggiungere quella determinata dicitura. E viene fuori un mondo editoriale ingarbugliato che non vende cultura – il più delle volte – ma prodotti. Ben confezionati, ma pur sempre solo prodotti.

Emergono libri scritti male in lingua originale, ma molto musicali in traduzione. Ovviamente, grazie al traduttore. Oppure, libri illeggibili, per gli stessi editori ed editor, pubblicati però perché l’autore è il marito o la moglie del capo. Ma anche libri improbabili scritti da autori conosciuti: beh, il capolavoro se l’era accaparrato un altro editore, più bravo a negoziare i termini dei contratti di edizione.

A quanti best seller mondiali si addice la fascettaonesta «Un libro che ti farà sentire intelligentissimo anche se non sai leggere»? Anzi, a pensarci bene, è uno degli ingredienti necessari e sufficienti per produrre un best seller a livello planetario.

E se gli editori iniziassero a dire la verità? Le “Fascette oneste” di Marco Cassini

«Un libro di cui stanno parlando tutti quelli a cui abbiamo chiesto di farlo» è un’altra fascetta onesta universalmente applicabile a tantissimi libri in testa alle classifiche mondiali. E non solo.

«Poi lui pubblica me» non ha bisogno di nessun tipo di ulteriore commento.

Non mancano nemmeno le riflessioni sulle difficoltà dell’editoria in quanto luogo di lavoro popolato da stagisti laureati in materie umanistiche che si accontentano, certe volte, di apparire come nome in copertina a titolo di remunerazione. «Nessun redattore è stato maltrattato durante la produzione di questo libro. Al massimo è stato sottopagato».

 

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A leggere Fascette oneste. Se gli editori potessero dire la verità si ha come prima reazione quella di sorridere, poi, però, quando la prima reazione si è esaurita, rimane un insieme di domande senza risposta. Una tra le tante è: come si esce da questo cerchio vizioso?


Per la prima foto, copyright 【微博/微信】愚木混株【Instagram】cdd20da Pixabay.

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