Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

“E così vuoi lavorare nell’editoria – I dolori di un giovane editor” di Alessandra Selmi

Alessandra Selmi, E così vuoi lavorare nell'editoriavE così vuoi lavorare nell’editoria  (Editrice Bibliografica) è un agile e corrosivo libricino che si legge d’un fiato, col sorriso sulle labbra. Lo ha scritto Alessandra Selmi, laureata alla IULM di Milano in Scienze della comunicazione. Il sottotitolo, citazione di una celebre opera di Goethe, cala senza mezzi termini il lettore nella dimensione complicata e spesso “tribolata” di un lavoro non sempre compreso dai più: quello dell’editor in una casa editrice.

«Faccio l’editor. “Ah, e cioè?”. Be’, lavoro per una casa editrice. Seleziono manoscritti per la pubblicazione. Poi dipende… correggo gli errori, sposto virgole, sistemo la sintassi, riscrivo dei pezzi, suggerisco cambiamenti di trama, vado alle presentazioni, faccio la balia, la baby sitter, la badante, eccetera». Difficile restringere il campo sulle competenze professionali – e io aggiungerei anche etiche e di relazione – che ha o dovrebbe avere l’editor, figura proteiforme che accoglie un manoscritto nella sua forma originaria, ne intuisce il valore (non solo artistico, ma pure il suo potenziale commerciale: non dimentichiamo che l’editor viene stipendiato da un editore); concorre a ricombinarlo e plasmarlo, in sinergia con il suo autore, per trasformarlo in un oggetto-libro e ne segue, in parte, la successiva pubblicazione e promozione. Vallo a spiegare ai parenti, per dirne una. C’è sempre qualcuno che si finge interessato, per poi sbadigliare a più riprese e rinvenire all’ultimo: “Ho capito! Scrivi i romanzetti!” E a quel punto, scrive Selmi: «Il desiderio di scavalcare il tavolo e inciderle sulla fronte con il coltello del pesce “EDITOR” fu grande. Ma purtroppo avevano già sparecchiato».

Ma come si diventa editor? Alessandra Selmi afferma che non lo si può fare per caso. Deve piacerti leggere, anzi di più. Leggere dovrebbe essere come una forma di dipendenza, come l’alcol, il gioco e il sesso. Ma a differenza degli altri vizi, in un Paese come l’Italia (dove si legge pochissimo), quello della lettura ha il vantaggio di poter essere sbandierato con una punta di snobismo. I dolori del giovane editor, però, hanno inizio nel momento in cui al “lettore compulsivo” balugina nella mente l’ipotesi che di questa sua passione potrebbe farne un mestiere. A volte sono gli amici stessi che glielo chiedono, dice Selmi, forse solo per dirottare i suoi lunghi pistolotti culturali su qualcosa che non sia il loro sabato sera. Da quel momento in poi, scoprendo in sé la vocazione a fare l’editor, il nostro vorace lettore è spacciato.

Le conseguenze, in effetti sono drammatiche. Il dono del piacere della lettura, il “superpotere” di leggere velocemente (per questioni di scadenze lavorative) e in maniera critica, di annusare il refuso più occulto, ha qualcosa del dono “divino” di cui parlava Proust per lo scrittore e che può tramutarsi in una frusta con la quale ci si autoflagella. Un editor come Alessandra Selmi legge almeno sei ore al giorno, e sembra esistere una speciale legge di Murphy per soli editor «[…] secondo la quale quello che devi leggere, nove volte su dieci, non ti piace».

Come Paperino è assediato dai creditori, così l’editor è un bersaglio per ogni potenziale scrittore(nel Belpaese dove, è risaputo, gli aspiranti scrittori sono più numerosi dei lettori). Ovunque c’è qualcuno che, armato di computer, di tablet, di macchina per scrivere ma anche di carta e penna, là un editor è in pericolo di vita! Tenere a debita distanza gli autori, in occasione di pranzi di lavoro, fiere o presentazioni di libri, è impresa ardua che diviene “disperata” quando i potenziali scrittori si annidano nelle categorie degli ex: ex compagni del liceo, ex colleghi, ex fidanzati (a volte anche il vostro veterinario potrebbe rivelarsi, con vostro sconcerto, un autore sotto false spoglie, pronto a sganciarvi il suo manoscritto e a rimpolpare, fulmineo, le fila degli ex).

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Issuu e Pinterest]

Alessandra SelmiQuello che rende gradevole e al tempo stesso utile questo volumetto è, prima di tutto, il registro adottato dalla Selmi: la scrittura è fluida, il linguaggio è piano, venato di humor e nonsense che rendono spassose le situazioni e gli aneddoti raccontati; al contempo, soprattutto per chi si vuole accostare al mondo dell’editoria in modo lieve e divulgativo, è possibile evincere dal testo informazioni preziose per farsi un’idea di come si sviluppano certe dinamiche tra le figure professionali che ruotano attorno alla costruzione e produzione di un libro. E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor è pure strutturato in quest’ottica: la prima parte esplora la figura dell’editor e il vaglio dei manoscritti; una seconda parte illustra il confronto col testo, l’individuazione dei refusi (c’è sempre un “infiltrato” che sfugge a ogni rastrellamento, anche al più capillare, e finisce invariabilmente in stampa!); croce e delizia di ogni editor che si rispetti, insomma, anche per il rapporto di stretta vicinanza che si deve instaurare con lo scrittore al quale si propongono tagli e revisioni; nella terza parte, infine, la confezione del prodotto e la sua promozione, attraverso la presenza attiva ad alcune presentazioni ufficiali.

Per Alessandra Selmi, come ha di recente affermato nel corso di un’intervista, la cosa più difficile del suo lavoro è relazionarsi con gli autori; la scrittura ha sempre un aspetto emotivo: è coinvolgente e può creare contrasti, conflitti e incomprensioni. Non è facile rifiutare un manoscritto senza ferire; nello stesso tempo stabilire quel che è degno di pubblicazione è una grossa responsabilità. C’è in questo libro anche un campionario delle manie, dei tic più diffusi e delle idiosincrasie degli scrittori. Leggerne potrebbe istruirvi agevolmente sul come organizzare senza passi falsi una proposta editoriale. Attenzione alle lettere di presentazione: ce ne sono per tutti i gusti, da quelle che contengono troppi refusi, troppi termini stranieri, iperboli, misteri, insulti, raccomandazioni, bugie e autocelebrazioni. E, cari aspiranti scrittori, è (forse) meglio abbordare gli editor alle cene, alle presentazioni o in rete che avvicinarli alle fiere, dove le loro energie sono allo stremo per la full-immersion delle kermesse di questo tipo. Le fiere tenetele buone, magari, per aggiornarvi sui cataloghi.

Tra le pagine più gustose che ho avuto modo di leggere, il mio favore e tenerezza vanno alla figura, quasi mitologica, dell’uomo del fax, sorta di scrittore di estrazione romantica che aborre la moderna tecnologia e che invia le sue revisioni del testo via fax al suo editor, salvo poi tempestarlo di telefonate per assicurarsi che sia pervenuto e leggibile. Agitazioni psicomotorie che pungolano l’autore di turno a chiamare a casa il suo editor la domenica mattina (“ricordati di santificare le feste!”) per proporre delle varianti a un periodo. Per non dire dell’ansia da prestazione dell’editor durante le presentazioni dei libri, il disagio di “dover parlar bene” del suo lavoro; di non venir, in molti casi, valorizzato e ricordato per il suo contributo all’opera pubblicata e il mordersi, spesso, la lingua e non sbottare con frasi del tipo: «Quest’uomo scrive qual è con l’apostrofo!».

Di certo la nostra editor/scrittrice avrà fatto tesoro – e, in effetti, ne scrive – dell’esperienza di aver saltato il fosso ed esser passata dall’altra parte della barricata allorché le hanno proposto di pubblicare questo divertente pamphlet. «Naturalmente l’ho detto a tutti quelli che conosco. Dal momento che lavoro nell’editoria, cerco di frenare l’entusiasmo per non fare la figura della pivellina emozionata. La verità è che anche il muschio del mio giardino sa che sto scrivendo un libro. Supermercato, cassiera: “Vuole un sacchetto?”. “No, guardi. Ne ho già uno che ho preso nella libreria in cui presto presenterò il mio libro” […]». E l’irriferibile emozione di vedersi recapitare a casa un pacco dei primi esemplari freschi di stampa, da scartare con trepidazione, come fosse Natale. Sfogliare le pagine intonse e fragranti, osservare l’impaginazione, la bandella, il colophon e la grafica di copertina. Il tuo nome a lettere cubitali, e il titolo: Alessandra Selmi, Così vuoi lavorare nell’editoria – I dolori di un giovane editor. Segnatevelo, mi raccomando.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (6 voti)

Commenti

Alberto ciao,
sì, una descrizione più approfondita ci voleva su questo mestiere.
Da quando mi son messo in testa di scrivere (a parte i "ma chi me lo fa fare!"), a poco a poco son venuto a conoscenza di questo mondo; dell'editor in particolare. Ricordo che il primo fu proprio Morgan, a sua insaputa. Passando per la vostra Irina e approdando a te. Rappporti? Ora nutro timore quando mi rivolgo a voi: siete persone con un quid in più.

Caro Alberto,
grazie per aver letto il mio libro e per averne parlato qui.
Un abbraccio
Alessandra

Grazie a te Alessandra (purtroppo leggo solo ora il tuo commento).
E' stato un piacere leggerti; ho compreso molte dinamiche editoriali e mi sono divertito: che volere di più.
Un carissimo saluto.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.