Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Due scrittori, uno pseudonimo e una stimolante caccia al colpevole

Due scrittori, uno pseudonimo e una stimolante caccia al colpevoleDopo il grande riscontro di lettori con Nostalgia del sangue, ritorna con Il destino dell’orso Dario Correnti, pseudonimo dietro al quale si celano due menti abilissime nella creazione di una stimolante caccia al colpevole. Il romanzo, edito da Mondadori, è una corsa frenetica tra le pagine per scoprire chi sia la mente criminale che si nasconde dietro gli omicidi apparentemente scollegati.

A indagare ci sono due giornalisti. O meglio, un giornalista della nera, Marco Besana, e Ilaria Piatti, la sua giovane collega, ancora da assumere in redazione.

Se Marco all’inizio è distaccato, anzi propende per la soluzione orso omicida, Ilaria è sicura che dietro la morte di un industriale milanese ci sia dell’altro. Glielo dice l’istinto e anche una serie di elementi che rompono il puzzle dell’orso assassino e ne costruiscono un altro.

Mistero, delitti irrisolti della preistoria e non solo, adrenalina, rapporti umani e giornalisti che vogliono ancora fare i giornalisti, sono solo alcuni degli ingredienti de Il destino dell’orso che rendono il romanzo un’appassionante scoperta a più livelli.

In occasione dell’uscita del libro, Dario Correnti ha spiegato qualche ulteriore dettaglio che si cela dietro Il destino dell’orso.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

In che modo Il destino dell’orso si collega al precedente Nostalgia del sangue?

Ci eravamo affezionati alla coppia Besana-Piatti: non potevamo mica mollarli. È interessante lavorare su un sequel perché conosci già i tuoi personaggi, hai passato con loro molto tempo e li ritrovi diversi. Come gli amici del mare: li vedi crescere, invecchiare. Marco non ha smesso di fumare, Ilaria non ha ancora la patente e nemmeno un posto fisso, eppure sono cambiati.

Anche qui c’è un serial killer del passato, realmente esistito. È la firma di Dario, in qualche modo. Dopo Vincenzo Verzeni, Giovanna Bonanno, avvelenatrice seriale del Settecento.

 

Marco Besana riflette spesso sulla professione di giornalista. A un certo punto, soppesa due sottocategorie: il cronista di nera e quello dedito all’economia, si dà dello stupido per aver scelto di girare tra omicidi che non lo salveranno in extremis. Il giornalista: una categoria ambigua, amata e odiata... Perché Marco ha questi sentimenti contrastanti nei confronti della professione che ha scelto?

Se parli con un qualsiasi giornalista, ti accorgi che tende a lamentarsi del suo ambiente e dei colleghi ma che non può fare a meno del mestiere che ha scelto. Marco poi è un cronista duro e puro, per vocazione e non per interesse. Quando confronta la sua storia professionale e soprattutto il suo conto in banca con quelli di colleghi più scafati, naturalmente gli sale la rabbia. Non per invidia sociale, o per moralismo: è semplicemente umano. Detto questo, difende anche l’orgoglio della categoria, oggi più che mai sotto attacco.

Due scrittori, uno pseudonimo e una stimolante caccia al colpevole

I giornalisti che scrivono libri, per Marco, sono la peggior specie. Meglio una dignitosa uscita di scena che il ripiego. Chi sono gli scrittori se, stando alla definizione di Marco, saper scrivere non basta? Quali sono gli scrittori che vi hanno formato, conquistato, i maestri, per così dire?

Noi abbiamo avuto dei maestri diversi, intanto. E non ci siamo formati sul noir. Abbiamo scoperto la letteratura di genere solo negli ultimi anni. Nel primo romanzo abbiamo guardato al thriller scandinavo. Questo secondo è molto più vicino al giallo all’inglese e ci serviva di più studiare Agatha Christie. Come lettori, condividiamo la passione per Simenon, che però non c’entra niente con il lavoro di Dario.

 

«Tutto è veleno e niente è veleno, è solo una questione di dosi». Potete commentare questo pensiero?

È una frase di Paracelso molto attuale, che può valere per tanti aspetti della vita. Basti pensare al cibo: molte malattie nascono da un’alimentazione sbagliata o eccessiva. Nel libro poi abbiamo davanti un serial killer che usa sostanze non convenzionali che non vengono rintracciate da un esame tossicologico standard. E a volte non sono nemmeno dei veleni in senso stretto.

 

Sono tante le chicche, chiamiamole così, tra cui colpisce senz’altro il riferimento al botulino. La sensazione è che ci stiamo avvelenando sistematicamente con l’obiettivo di vincere la vecchiaia. Quali sono le molle sociali su cui si regge questo “gioco”?

Il botulino è un veleno micidiale, che andrebbe usato con molta cautela. Invece abbiamo scoperto che ci sono dei fanatici che organizzano perfino dei botox party. Recentemente abbiamo letto la storia di una donna uccisa dal suo stesso grasso per una liposuzione sbagliata. Quest’accanimento sull’aspetto fisico può avere anche epiloghi tragici. Forse per tenere a bada l’invecchiamento dovremmo mantenere fresca la mente più che il corpo.

 

Seguendo le indagini di Marco e Ilaria, questa volta tra i ghiacciai, si scoprono dettagli su Ötzi, un antenato con una storia molto interessante. In che modo Ötzi intreccia la sua «esistenza» a quella delle vicende de Il destino dell’orso?

Beh, lo possiamo considerare un delitto irrisolto dell’età del rame. Più cold case di così. Anche nel libro, a un certo punto, riaffiora un cadavere da un ghiacciaio. Ma non è così antico.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Ilaria e Marco: non potrebbero essere più diversi, eppure questa diversità risulta l’ingrediente che li tiene uniti. È ipotizzabile un’evoluzione ulteriore del loro legame?

Se intende una storia d’amore, non succederà mai. Sono amici e noi non abbiamo nessuna intenzione di rovinare il loro rapporto. In questo secondo romanzo li abbiamo fatti anche litigare, ma solo per metterli alla prova. Quei due si vogliono bene davvero.

 

Uno pseudonimo, due scrittori: in che modo riuscite a trovare la giusta sinergia? Come gestite i diversi punti di vista nell’ottica della stesura del romanzo?

Anche noi siamo diversi ma ci vogliamo bene. E questo è il semplicissimo segreto della nostra sinergia.


Leggi tutte le nostre interviste a scrittori e scrittrici.

Per la prima foto, copyright: Aron Visuals su Unsplash.

Il tuo voto: Nessuno Media: 3.5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.