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Due gemelle, uguali ma così diverse. “Lo straordinario” di Eva Clesis

Due gemelle, uguali ma così diverse. “Lo straordinario” di Eva ClesisC’è davvero qualcosa di straordinario nel romanzo di Eva Clesis, edito da Las Vegas Edizioni. E non mi riferisco solo al titolo, Lo straordinario, appunto. E nemmeno al condominio che dà il nome al romanzo. Parlo del ritmo serrato con il quale la storia si dispiega sotto gli occhi del lettore. Perché se non riesci a smettere di leggere un libro, è segno che sta succedendo qualcosa di straordinario.

La vicenda è quella di Lea. Gemella di Tea. Due animi completamente opposti. Tea è affascinante, sicura di sé, vive a Parigi con un milionario e ha un naso nuovo di zecca, mangia l’indispensabile per la sopravvivenza e ha sempre una buona ragione per far notare alla sorella quanto questa sia inadeguata. Lea, dal suo canto, è il rovescio della medaglia. Più in carne che magra, con una vita ancora da costruire nonostante i trentasette anni anagrafici e le pressioni sociali da essi derivanti. È la sorella sfigata, insomma. Quella che è andata in terapia da piccola, che ha mollato tutto per il sogno del giornalismo, che ha lasciato la mamma psicologa a Roma e si è trasferita a Milano per amore. Quella che non combina mai nulla di soddisfacente. A differenza dei forti che sanno scegliere, a lei le cose accadono. Un po’ come a tutti i deboli di spirito.

 

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E, infatti, accade che non le rinnovino il contratto da stagista presso la redazione della rivista di moda. Argomento che comunque la frustrava più che appassionarla, e la spingeva ad acquistare accessori d’abbigliamento che le stavano addosso come la noce sta appiccicata a un muro. Un gusto personale in materia di vestititi, Lea lo ha. È una sorta di fiore vivamente colorato.

Perdere il lavoro non basta per poter definire un giorno, a ragion veduta, il peggiore della tua vita. Tra un nigiri e l’altro, Lea nota che il fidanzato è più attratto dal telefono che dal cibo o dalla sua presenza. Un’attrazione che lo mette di buon umore e anche un po’ sulle spine. Lo nota contro voglia, Lea. Sì, perché vorrebbe credere ancora che davvero loro sono in grande sintonia, che sono quasi telepatici per via del continuo completarsi a vicenda le frasi e i pensieri. Lea vuol credere che abbia pagato a sufficienza perdendo il lavoro. Ma deve avere il karma molto sporco, direbbe una delle più belle attrici che si siano mai viste negli ultimi tempi. Un’attrice dal karma sporco, a sua volta, vien da dire leggendo il primo capitolo.  

Due gemelle, uguali ma così diverse. “Lo straordinario” di Eva Clesis

Inutile fingere di non sapere. Sembra questo il pensiero di Lea quando prende la decisione di accertarsi se quel brivido freddo chiamato dubbio sia fondato o meno e prova a cogliere il fidanzato in flagrante. Davanti alla scena, ci vien da pensare che nella fase d’innamoramento si diventa stupidi. Il dubbio di Lea si trasforma in certezza.

E la certezza in disperazione. Non ha un lavoro, non ha grandi risorse economiche, salvo qualche risparmio. Non ha dove andare. Non ha una famiglia e neanche tanti amici. Può solo vivere una guerra fredda in casa con l’ex fidanzato che certe notti si gode “Topless selvaggio”, come la chiama Lea questa amante, una donna conosciuta durante le vacanze al mare.

Due gemelle, uguali ma così diverse. “Lo straordinario” di Eva Clesis

I prezzi degli affitti a Milano sembrano le schedine del superenalotto. Persino un posto letto è troppo costoso per le tasche di Lea. Allora, bisogna lasciar perdere la città e cercare nella periferia. Hinterland, in sintesi, se non fosse che alla sorella Tea, la parola dà l’idea di una squadra di calcio. Banlieue, ecco, suona meglio. Che poi, in fondo, se ci fanno una metropolitana, quello che oggi viene chiamata periferia diventa vivace quanto i Navigli. Questo sempre secondo Tea che analizza la situazione dal lontano Parigi, forse da uno degli uffici in Champs-Elysées del suo fidanzato aristocratico e ricco.

 

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Per Lea, che la periferia la vede da vicino, visitando le varie topaie disponibili in un inquietante tour, la situazione non è altrettanto romantica. Infatti, quando legge l’annuncio di un certo appartamentino fuori Milano, arredato in stile retrò e dal prezzo accessibile, non perde tempo e chiama. A risponderle, sono due vecchietti arzilli, curiosi, impiccioni, affettuosi e fin troppo gentili. L’affitto è basso, il posto è magnifico e profumato, gli altri inquilini sono socievoli fino all’inverosimile. E sembra vivano in una specie di comune, o un comunismo rivisitato dove vige un baratto basato sul tempo e sul lavoro: in cambio di pomodori freschi e succosi, tu zappi la terra con me oppure progetti la serra. Gente stramba, evidentemente, secondo Lea. E non solo secondo lei. Infatti, una voce fuori dal coro prova a far notare alla ragazza una costellazione di dettagli a favore di una certa teoria cospirazionista. Ed è davvero difficile non dargli ragione. Leggere per credere.

Dal punto di vista stilistico, il romanzo è tempestato di riflessioni ironiche e, in più di un’occasione, l’umorismo si rivela fine ed efficace. Detto altrimenti, appassiona e intrattiene, Lo straordinario di Eva Clesis.


Per la prima foto, copyright: Maarten Deckers.

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