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Diventare adulti lontano da casa. “Deviazioni. Storie di un italiano a Lisbona” di Marcello Sacco

Diventare adulti lontano da casa. “Deviazioni. Storie di un italiano a Lisbona” di Marcello SaccoDeviazioni. Storie di un italiano a Lisbona è l'ultimo libro di Marcello Sacco pubblicato da Tuga Edizioni.

Il titolo Deviazioni, racconta Sacco in un’intervista rilasciata a Italian Culture, si ispira in parte alla canzone di Vasco Rossi («quante deviazioni hai! E non mi dire che sei puro come un giglio, che sei un padre perché c'hai un figlio…») e in parte il titolo introduce a una trama fatta di varie “deviazioni/ digressioni” e a un filo conduttore basato su ricordi non disposti su un tempo uniforme.

Ma solo la struttura temporale è disomogenea perché lo stile narrativo è chiaro e nitido come lo definirebbe Fabrizio, protagonista del romanzo:

«Io invece, anche solo come scrittore potenziale, scrivevo nell’unico modo in cui, da bambino, mi riusciva di disegnare: ricalcando. Prendevo un libro illustrato e, con l’aiuto della carta carbone, lo ricopiavo. Oggi praticamente una bestemmia. Ho visto giovani genitori minacciare denunce in Procura perché la maestra d’asilo chiedeva ai pargoli di colorare entro i margini, frustrandone tutta la debordante creatività. Io, che nella mia repressione tutto sommato ci stavo bene, amavo i disegni dalle linee chiare e la prospettiva falsa e matematica. Ero un razionalista del Rinascimento, mica un macchiaiolo qualsiasi. Perciò ricalcavo. E anche nel mondo della scrittura c’ero entrato ricalcando. Ossia traducendo. Avevo bisogno di un originale qualsiasi che stesse sotto e mi guidasse la mano.»

 

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Il romanzo parla della vita di alcuni giovani europei, soprattutto di origine italiana, che il destino ha condotto a Lisbona nel 2002, anno “palindromo”. In particolare la voce narrante è quella di Fabrizio che partendo dal ricordo del settembre 2001 racconta il dipanarsi delle vicende che si svolgono in una capitale contemporanea ma un po' “marginale” quale è Lisbona.

Diventare adulti lontano da casa. “Deviazioni. Storie di un italiano a Lisbona” di Marcello Sacco

Gli avvenimenti non sono privi di una certa saudade, «che non denota la nostalgia di un passato a cui si vuole ritornare, ma di un presente parallelo che si intuisce e non si può afferrare.» Saudade della vita che questi ragazzi non hanno mai avuto pur avendo compiuto delle scelte ben precise legate all’emigrazione.

«Andare a vivere all’estero, in fondo, è un po’ come giocare a fare l’Adamo di primo mattino. La nuova vita sta alla vecchia come il postmoderno al moderno, secondo la bibliografia dell’esame di Teoria della Letteratura. È la possibilità, dopo tante sperimentazioni letterarie che danno il romanzo per spacciato, tornare a raccontare e a raccontarsi mandando al diavolo rovelli di sempre.»

 

I personaggi hanno una vera e propria iniziazione alla vita adulta nel cuore di Lisbona. All’inizio «stanno a Lisbona come si sta allo zoo», tutto intorno a loro è fauna esotica. C’è entusiasmo ma pure affaticamento anche solo per gli aspetti linguistici. D’altronde «espatrio significa anche questo: riservarsi un argomento di conversazione semplice quando ogni ragionamento complesso si è esaurito.»

È in questo luogo che i ragazzi esperiscono l'amore, la paternità e il lavoro. Ma sono veramente pronti a vivere con una certa dose di rigore queste esperienze?

È un romanzo non adatto ai lettori che amano libri “lineari” in quanto tutto il testo è pensato come a una serie televisiva. Solo alcuni personaggi con i loro avvenimenti legano un capitolo all'altro. Non si tratta di un libro autobiografico, tuttavia il protagonista e lo scrittore condividono una storia di una vita divisa tra due nazioni.

Sacco non è solo un italiano all'estero ma uno scrittore italiano all'estero e questo racchiude in sé una valenza di tipo sociologico. Impossibile non ricordare un altro celebre scrittore, massimo esperto italiano di letteratura portoghese e padre di tutti gli italiani a Lisbona, quale era Antonio Tabucchi. Evidentemente il Portogallo esercita un fascino particolare sugli italiani. Anche dalla prosa di Tabucchi, come in alcuni passaggi di Sacco, emerge un grande affetto per la città prescelta come luogo adottivo.

Quindi esiste un Portogallo che non è solo quello noto per il recente successo globale di Cristiano Ronaldo, bensì uno stato e in particolare una città come Lisbona dall'indubbio fascino letterario che filtra i suoi suoni e i suoi colori dalla parole degli scrittori di origini italiane.

Diventare adulti lontano da casa. “Deviazioni. Storie di un italiano a Lisbona” di Marcello Sacco

Sarà forse una certa affinità generazionale ma sicuramente il libro di Sacco, pur essendo dotato di una notevole dose di ironia, lascia come una sensazione di ricerca mai compiuta e di sogni inevitabilmente disattesi come è tipico dei ragazzi del romanzo che nell’anno palindromo avranno avuto circa una trentina d’anni. Una sorta di rassegnazione ad accettare anche ciò che non fa proprio per noi, amore compreso:

«Mi rendo conto di non poter vivere senza le persone che detesto e mi detestano, perché detestare è l’unico modo di amare che conosco. Lo so che il vero amore è contemplativo e che, anche in Paradiso, assiepati nella rosa mistica, non si fa altro che contemplare un Padre onnipotente (che a sua volta, ricordiamolo, è anche Figlio) e una Madre vergine. Ma qui sulla terra la contemplazione è un momento di beatitudine breve. Sconto a malincuore, ma con coraggio, il contrappasso, perché mi accorgo che non riesco, non dico a farmi contemplare, ma almeno a godere di quella particolare forma di apprezzamento cui in famiglia ha sempre goduto il salumiere dell’angolo. D’altronde solo le vedove e i figli degli eroi ammazzati – intervistati nei documentari sugli anni di piombo e sulle lunghe notti insonni della Repubblica – li vedevo condanna-ti alla pena eterna non poter sfanculare mai il caro congiunto nemmeno per un minuto. Perché se una cosa ci piace, se ci riguarda davvero, va manipolata, come i giocattoli che il bambino spacca per poi provare a rimontare. Ecco, forse ero tornato a casa come il bambino che prova a rimontare il giocattolo rotto.»

 

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Una nota di merito va riservata a Tuga Editore, una casa editrice indipendente italiana con una innata passione per il mondo lusofono. La casa editrice, che oltre a pubblicare autori in lingua portoghese, ancora ricerca grandi opere classiche mai tradotte in Italia.


Per la prima foto, copyright: Robenson Gassant su Unsplash.

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