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“Diario di un’apprendista astronauta” di Samantha Cristoforetti, guida spaziale per lettori curiosi

“Diario di un’apprendista astronauta” di Samantha Cristoforetti, guida spaziale per lettori curiosiSamantha Cristoforetti nel suo Diario di un’apprendista astronauta, edito da La nave di Teseo, racconta in prima persona la sua lunga avventura nello spazio. Il lettore può seguire, attraverso gli occhi della protagonista, le fasi che l’hanno portata a essere la prima donna italiana in orbita e il resoconto dettagliato dell’esperienza, rara e affascinante, dei mesi trascorsi sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). È così possibile conoscere questa grande donna, eccellenza italiana nel mondo, esempio meraviglioso di tenacia, vera e propria forza della natura dal cuore grande e soprattutto dalla mentebrillante.

Samantha da ragazzina sogna lo spazio. Si laurea in ingegneria aerospaziale all’università di Monaco di Baviera; nel 2001 viene ammessa all’accademia di aeronautica diventando pilota di diversi velivoli militari; nel maggio 2009 questo sogno inizia a farsi strada quando viene selezionata, in una rosa di sei futuri astronauti, tra un migliaio di aspiranti tali ma è solo con l’assegnazione alla sua prima missione che il desiderio di Samantha diventa finalmente realtà:

«L’attesa era finalmente giunta al termine. Niente più dubbi, incertezze o timori di eventi imprevisti. In allegato, firmate e protocollate, le lettere del presidente dell’ASI che raccomandava rispettivamente alla NASA e all’ESA la mia assegnazione. Era uno spartiacque. Per chi non ne era al corrente ero la stessa persona del giorno prima, ma per me tutto era cambiato. Iniziava il conto alla rovescia: in poco più di tre anni sarei andata nello spazio.»

 

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Anche il lettore sogna lo spazio attraverso le parole di AstroSamantha. Il racconto è ricco di emozioni ed è sempre giocato tra il piano della contemporaneità degli eventi narrati, attraverso le impressioni a caldo della Cristoforetti, e il piano del ricordo, del resoconto lucido dell’esperienza appena trascorsa. Samantha mostra se stessa alle prese con il duro addestramento che la porta in giro per il mondo, da Huston alla Città delle stelle, dal Giappone alla Germania, dal Canada all’Alaska; ma anche quando ha a che fare con le piccole soddisfazioni quotidiane, le inevitabili delusioni, le sconfitte e i traguardi che ogni giorno la portano sempre più vicina all’obiettivo.

Il diario è ricco di termini sconosciuti ai più che vengono però illustrati in modo chiaro e semplice così che ciascuno riesca ben presto a prendere familiarità con tutto ciò che – per restare in tema – orbita interno alla galassia degli astronauti. Dopo aver letto questa mini-guida al viaggio spaziale, il lettore sarà in grado di padroneggiare una conversazione sul braccio robotico (Space Station Remote Manipulator System) della ISS, sulla tuta EMU (Extravehicular Mobility Unit), sulla passeggiata spaziale, sulla tuta Sokol, sulla piccola astronave Soyuz e su tanti altri aspetti tecnici di cui è molto probabile che abbia ignorato finora l’esistenza.

“Diario di un’apprendista astronauta” di Samantha Cristoforetti, guida spaziale per lettori curiosi

Grazie a un linguaggio adatto ai principianti, la narrazione non risulta mai pesante e addirittura stimola sempre di più la curiosità di chi legge. Cosa mangia un astronauta nello spazio? Come fa i bisogni in assenza di gravità? Cosa “mette in valigia” per questo viaggio fuori dal comune? Ma anche, in che consiste l’addestramento? Quali sono le abilità fisiche necessarie ad affrontare questo tipo di avventura? Quali sono le insidie a cui si va incontro e quali necessitano di una preparazione meticolosa? Queste sono solo alcune delle domande alle quali Samantha Cristoforetti dà risposta nel corso della narrazione. Non mancano riferimenti alla cultura pop, ad esempio alla «famosissima cover di Space Oddity di David Bowie cantata da Chris Hadfield nello spazio» oppure il poster della NASA – e già perché è tradizione realizzare manifesti scanzonati con l’equipaggio delle missioni come protagonisti – di Expedition 42 (la spedizione di Samantha Cristoforetti) ispirato alla Guida galattica per gli  autostoppisti«con il suo famoso riferimento al numero “42” come risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.»

Proseguendo la lettura si resterà di certo sorpresi nel venire a conoscenza di tutti quei rituali tra lo scaramantico e il rispetto della tradizione che gli astronauti mettono in pratica prima di essere lanciati in orbita dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan. Samantha Cristoforetti non risparmia nessun dettaglio al lettore curioso, neanche il numero delle misure necessarie per confezionare una tuta spaziale russa: «settanta misure, per l’esattezza» e chissà se lì, sullo spesso quaderno in cui sono appuntate le sue, «alle prime pagine, non ci siano le misure di Gagarin e Tereskova», i primi cosmonauti. Di sicuro tra le varie informazioni quelle che stuzzicano di più la curiosità e risultano più interessanti sono relative alle attività di vita quotidiana a bordo della ISS. Se «prendere il caffè la mattina è un piacere che accomuna spazio e Terra», berlo nello spazio è un tantino diverso che sorseggiarlo al bar sotto casa; fare una corsa sul tapis roulant in palestra è un po’ differente da farlo in assenza di gravità mentre si guarda una puntata di Battlestar Galactica.

“Diario di un’apprendista astronauta” di Samantha Cristoforetti, guida spaziale per lettori curiosi

Anche la Terra vista da lassù è qualcosa che incuriosisce molto, anche perché il nostro pianeta, scrutato nella sua complessità è una di quelle vedute mozzafiato, l’unica probabilmente – chiunque potrebbe esplorare il più remoto angolo del globo ma solo pochissimi potranno mai godere della vista dallo spazio – che potremo solo immaginare dai video e dai racconti degli astronauti e un po’ perché è in queste descrizioni che la narrazione di Samantha Cristoforetti acquista davvero un tono più intimo e commosso tale da farci sognare.

 

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In conclusione, leggendo questo Diario di un’apprendista astronauta ne risulta il profilo di una vera e propria esploratrice con un grande spirito di avventura:

«Sotto di me scorre lentamente un pezzo di Terra, come un pigro e maestoso fluire di fiume in pianura: vedo distese rosse e sabbiose che si alternano e si avvinghiano a rilievi neri e aridi, un paesaggio aspro, ma subito addolcito da uno stuolo di nuvolette. Non distinguo città né strade. “Chi vuole guardare bene la Terra deve tenersi alla distanza necessaria,” diceva il barone rampante. Ho fatto del mio meglio.»


Per la prima foto, copyright: SpaceX su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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