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Dialoghi sull’Uomo: la condivisione è la soluzione per uscire fuori dal tunnel

Stefano RodotàSi è conclusa con un bilancio più che lusinghiero la quinta edizione dei Dialoghi sull’Uomo di Pistoia. Circa 18 000 presenze, ovvero il 20% di affluenza in più rispetto allo scorso anno per il festival di antropologia del contemporaneo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli, spalmate sui 22 incontri che hanno animato il centro storico della cittadina toscana. Non è però la fatidica “guerra delle cifre” ad interessare, quanto piuttosto la capacità di una manifestazione culturale di captare l’attenzione del pubblico – numeroso, variegato e sempre attento – ma soprattutto di testare il polso della situazione in Italia, di sondare il dibattito – se ce n’è ancora uno – e di offrire nuovi spunti di riflessione.

Condividere il mondo. Per un’ecologia dei beni comuni è stato il tema prescelto per quest’anno, il leitmotiv che ha legato i relatori tra loro in un unico discorso, multidisciplinare certo, ma coerente, forte, vibrante. La crisi economica degli ultimi anni ha fatto riscoprire la solidarietà, la prossimità all’altro, non solo come tecniche di mera sopravvivenza in una giungla di disoccupazione e di difficoltà economiche, ma anche come strumenti preziosi avallati dalla filosofia, dalla scienza, dal diritto, dalla storia, dall’economia, dalla sociologia.

Lo conferma il giurista Stefano Rodotà nella sua lectio introduttiva, nel corso della quale si è soffermato sulla necessità di sottrarre i beni comuni – che rispondono a un rapporto diretto con un diritto fondamentale – alla logica di mercato, derogando improrogabilmente alle norme economiche. Molti sono gli esempi riportati da Rodotà, dal diritto alla salute «che deve essere in cima all’agenda» al diritto alla conoscenza e all’informazione,all’acqua come bene primario. «Secondo Jurgen Habermas – afferma Rodotà – è necessario investire e puntare sulla solidarietà. La crisi dell’Europa è frutto del venir meno dei legami solidali. Solo la condivisione e la solidarietà possono aiutarci a uscire fuori dal pantano della crisi economica e di valori ed è l’unico modo per far venire meno l’odio tra i Paesi creditori e debitori – commenta, aggiungendo un ingrediente d una ricetta tanto semplice, quanto geniale – senza dimenticare l’alto valore della nostra costituzione, sufficientemente lungimirante per guidarci in questi anni».

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Anche lo scrittore e divulgatore Luca Scarlini, nel suo brillante excursus storico sulle donne padrone di sé, che hanno fatto leva sulla condivisione per riscattarsi dalla loro condizione, ha guardato anche al prezioso contributo delle donne della Costituente: «Si parla quasi sempre dei Padri della Costituzione – afferma perentoriamente – ma le donne che hanno partecipato? Vogliamo dimenticare le Madri delle Costituzione? Le ventuno donne che hanno partecipato a questo evento?».

Ed ecco come un evento culturale di rilievo nazionale sia capace di assolvere a molteplici funzioni: catalizza l’attenzione del pubblico, stimola riflessioni, crea occasioni di incontro e di scambio proficuo, promuove il turismo, genera condivisioni (abusando di una parola tanto in voga per i social network), misura la temperatura della cultura (alta e bassa) nel nostro Paese, fornisce indicazioni utili a chi sia in grado di coglierli e di valorizzarli.

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Commenti

Complimenti! Questi sono gli obiettivi di ogni evento culturale che si rispetti. C'è bisogno di risvegliare la voglia di partecipazione delle persone e fare in modo che tale voglia si trasformi in profondo interesse per i problemi degli altri, cioè della società tutta. Lotta all'individualismo e all'esaltazione del privato inteso come unica ancora di salvezza. Resta l'incognita giovani che per il momento sembrano appartenere ad un'altra galassia e ignorare completamente questo tipo di problemi; molto può fare la scuola e soprattutto una Università rinnovata. Bisogna innescare un processo virtuoso di cui siamo soltanto all'inizio. Mi sembra però che ci siano anche le condizioni per farcela.

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