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Di nuovo in libreria tre romanzi brevi di Eraldo Baldini

Di nuovo in libreria tre romanzi brevi di Eraldo BaldiniConoscendo la sua scrittura, la prima impressione che si ha quando si inizia la lettura di Tre mani nel buio, è quella di ritrovarsi tra le mani un Eraldo Baldini acerbo; un Baldini che ancora non ha affinato del tutto il suo stile noir e horror al tempo stesso; uno stile che mischia alla perfezione con il gotico-rurale e che lo ha reso celebre e tanto amato dai suoi “fan” più affezionati.

Sembra sì… ma non lo è affatto. Già, perché nonostante questa raccolta di romanzi brevi risalga al 2001 – oggi ristampata ed edita da Fernandel –, Baldini dà solo l’impressione di dover ancora maturare, realizzando, al contrario, una serie di scritti che possono essere definiti completi e ricchi di spunti interessanti, ma che appartengono a tutto un altro genere letterario. Vicino a quello dell’autore di oggi, ma diverso: che interseca caratteristiche tipiche del poliziesco e del giallo.

Ma procediamo per gradi e partiamo dalla trama…

 

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Tre mani nel buio si compone di tre romanzi brevi, tre storie ambientate nel ravennate, dove si consumano crimini sanguinosi e sottili, su cui indaga la Polizia e, in particolare, il commissario Righetti, l’ispettore Cardona e i loro collaboratori: protagonisti di tutt’e tre le vicende.

Il primo caso, dal titolo Una caldissima estate, è quello che vede la morte di due pescatori del posto, Miro e Luigi, due dei tanti che tirano avanti pescando e commerciando cozze.

Un giorno, mentre tentano di raccogliere dei militi da alcunepiattaforme metanifere, vengono raggiunti da un motoscafo e barbaramente uccisi.

Di nuovo in libreria tre romanzi brevi di Eraldo Baldini

Sull’omicidio indaga Righetti e scopre il funzionamento di tutto il mercato delle cozze, caratterizzato dalla grande distribuzione e da tanti piccoli sacrifici fatti dai pescatori. Segue diverse piste e, passo dopo passo, cerca di comporre un puzzle intricato e poco chiaro. Nel frattempo, qualcuno entra nello stabulario e lo sabota, riuscendo a diffondere il virus dell’epatite…

 

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La seconda vicenda, Un trapano in testa, vede protagonista il collaboratore di Righetti, l’ispettore Marcello Cardona.

Cardona vive da solo, essendosi lasciato alle spalle – forse non del tutto – il suo matrimonio. Si vede ogni tanto con sua sorella Livia che, il più delle volte – per far contenta la madre –, riporta a casa da locali poco affidabili, dove la diciannovenne fuma e beve fino a tardi.

Un giorno, in un condominio, viene scoperto il cadavere di un piccolo spacciatore, ucciso con un colpo in testa e a cui è stata, successivamente, infilata la punta di un trapano nella tempia.

Medesima sorte tocca anche a una signora e, si scopre, era toccata un ragazzo omossessuale diversi anni addietro.

Oltre all’arma del delitto, cos’altro lega i tre omicidi? Cardona inizia a pensare a un serial killer…

 

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La terza e ultima storia, Qualcuno nel buio, si svolge in una parte di Ravenna diversa, una zona poco abitata dove Livia, la sorella dell’ispettore Cardona, si trasferisce per curarsi dalla depressione in un piccolo centro religioso e dove alcune suore gestiscono un asilo.

Lì però accade qualcosa: una ragazza viene trovata morta in un boschetto non distante dal rifugio proprio da Livia, mentre passeggia da sola. La causa della morte è strangolamento: sul collo della povera ragazza sono presenti alcuni strani lividi.

Sul delitto indagano Cardone e Righetti. E a essere sospettato è il parroco del paese.

Di nuovo in libreria tre romanzi brevi di Eraldo Baldini

Tutte le storie presentano trame poco articolate e piuttosto prevedibili. Senza tanti intrecci narrativi. E forse è questo l’unico vero neo dei romanzi. Per in resto, invece, l’evolversi delle vicende è abbastanza ben strutturato: si parte da un delitto e, passando attraverso le indagini, la Polizia ricostruisce i fatti, giungendo infine a identificare il colpevole. Il tutto senza eclatanti colpi di scena e con pochissima azione.

 

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I personaggi sono costruiti con dovizia di particolari, soprattutto per il carattere: Righetti ha un suo personale rapporto con la famiglia e con il caldo, Cardona soffre di forti emicranie e Livia passa dalla depressione alla voglia di vivere e di scoprire cos’è successo alla ragazza trovata morta nell’ultimo racconto.

Il linguaggio adoperato da Baldini è asciutto e privo di fronzoli e si addice perfettamente allo stile poliziesco. Ottima anche la costruzione, storia dopo storia, dell’ambientazione romagnola, raccontata con sapienza, tramite immagini, da Baldini. Un’ambientazione che, in seguito, verrà scelta dall’autore anche per diverse altre pubblicazioni.


Per la prima foto, si ringrazia Boch.

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