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“Darwin”, l’evoluzione raccontata da Dario Fo

“Darwin”, l’evoluzione raccontata da Dario FoL’inarrestabile Dario Fo torna in libreria con Darwin – Ma siamo scimmie per parte di padre o di madre? (Chiarelettere, 2016), nuova biografia romanzata che si aggiunge a quelle già pubblicate per Chiarelettere negli ultimi anni, che ci hanno raccontato Lucrezia Borgia, Cristiano VII di Danimarca, Ion Cazacu, Johann Trollman.

Questa volta l’argomento esula dal mondo abituale del poliedrico Premio Nobel milanese, perché protagonista del libro è lo scienziato inglese Charles Darwin, padre della teoria dell’evoluzione, che a partire dalla seconda metà del diciannovesimo secolo ha modificato radicalmente il mondo scientifico. Fo ne scrive una biografia in cui sottolinea i lati umani dello scienziato, oltre a presentarne in modo chiaro e semplice il pensiero scientifico, così da renderlo accessibile a ogni tipo di lettore.

Il volume è splendidamente illustrato da riproduzioni di quadri dipinti dallo stesso Fo, intervistato in occasione della conferenza stampa di presentazione di Darwin, avvenuta nel suo studio milanese.

 

Questo è senz’altro un libro molto curioso, ma anche molto atteso, perché è strano che Dario Fo si occupi di temi come la vita di Darwin e l’evoluzionismo. Perché questa scelta?

L’idea è nata diversi anni fa, ed è stato un incidente che mi ha mosso a scriverlo: nei giorni in cui si celebrava il bicentenario della nascita di Darwin, dei vandali armati di pietre avevano spaccato alcune vetrate del Museo di Storia Naturale di Milano. Una dei dirigenti del museo mi ha chiesto di scrivere qualcosa per spiegare ai ragazzi, che non capivano quest’atto di violenza, l’importanza di Darwin e delle sue teorie.

Io, con una gran faccia tosta, ho fatto finta di sapere tutto su Darwin, ma mi sono messo a studiare, ho chiesto aiuto a scienziati che mi hanno indicato la direzione giusta, e da lì ho scritto un testo, che poi recitavo alle scolaresche, durante una mostra sui fenomeni della natura, col titolo Dio è nero. Si parlava dei primi uomini, ma non ero del tutto soddisfatto, perché il testo mi sembrava riduttivo rispetto al peso di ciò che aveva fatto Darwin. Così mi sono rimesso a studiare come un ragazzino, ho letto libri e soprattutto ho guardato molti documentari scientifici, finché ho scritto un testo, che però era adatto soprattutto agli adulti.

Ho dovuto cambiare linguaggio per renderlo comprensibile anche ai ragazzini, per i quali ci voleva anche qualcosa di più: illustrarlo come un grande fumetto. Perciò ho dipinto molte tele e fatto disegni, tra i quali sono state scelte le illustrazioni. Non ho mai lavorato così tanto per un libro come ho fatto per questo!

“Darwin”, l’evoluzione raccontata da Dario Fo

Il suo racconto della vita di Darwin è molto particolare.

Sì, ho parlato di cose che di solito non si raccontano descrivendo la vita di un grande, ad esempio dei problemi che aveva quando doveva parlare in pubblico. Era un uomo pieno d’ironia, ma non amava esserne fatto oggetto, proprio come me.

 

Quale messaggio intendeva trasmettere con questa storia?

Più che altro, affrontandolo mi sono reso conto di essere abissalmente ignorante e di non conoscere moltissime cose fondamentali, per cui non potevo capire l’importanza di una persona come Darwin. Ho scoperto che lui non lavorava da solo, ma comunicava con moltissimi altri scienziati, ed è anche grazie allo scambio di informazioni che ha incrementato le sue scoperte.

Tutto quello che ho letto al riguardo per me è stato una gran botta di meraviglia, di stupore e di conferma della mia ignoranza.

 

Perché ribadire oggi queste verità? C’è una polemica verso il creazionismo?

Più si va avanti a studiare e più si scopre che non è vero che l’uomo è nato, come ci è sempre stato raccontato, tra il Tigri e l’Eufrate, ma tutto è successo molto tempo prima, in piena Africa, perciò i primi uomini erano neri. Quindi, se Adamo ed Eva sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio, come afferma la Bibbia, ne consegue che Dio è a sua volta nero.

 

Il sottotitolo di Darwin è Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?. Nel libro c’è una risposta a questa domanda?

Non ce n’era bisogno: il gioco è quello di satireggiare e di sfottere, perché noi siamo scimmie da parte di entrambi.

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In un libro precedente lei dialogava con Dio, mentre ora si occupa di Darwin. Come li concilia?

Non cerco di metterli insieme: registro il mio stupore continuo di fronte alle meraviglie della natura, come quando guardo certi documentari scientifici. Ce n’è uno che mi ha colpito moltissimo, in cui viene mostrato un branco di minuscoli pesciolini che, di fronte alla minaccia di un pesce più grande che potrebbe mangiarli, si uniscono a formare la sagoma di uno ancora più grande, e il tutto avviene con precisione e geometria assoluta: ognuno trova il proprio posto e agisce di conseguenza, andando a formare pinne, bocca, denti, occhi, coda, finché l’altro pesce fugge. Questi pesciolini nascono già programmati, sanno come muoversi e agire senza sbagliare, ma chi glielo ha insegnato?

“Darwin”, l’evoluzione raccontata da Dario Fo

In questi anni lei ci ha raccontato artisti e opere d’arte, oggi parla del mondo della natura. Anche la natura è un’opera d’arte?

Certo, osservandola scopriamo cose che sembrano di una semplicità enorme, ma in realtà sono di una complessità sconvolgente. Il mistero del creato è vastissimo e noi dobbiamo imparare a studiarlo, a conoscerlo.

 

Visti i limiti della religione, ma anche quelli della scienza, in cosa dobbiamo credere?

Darwin non si è preoccupato di scrivere leggi e regole o di dare certezze: la sua forza è sempre stata nel dubbio, nella ricerca continua.

 

Poco fa lei ha detto che, iniziando a scrivere questo libro, si è reso conto di essere molto ignorante. Non crede che la mancanza di consapevolezza della nostra ignoranza sia un problema diffuso nel mondo attuale?

Senza dubbio! L’ignoranza è una cosa che ci viene ormai rovesciata addosso a tonnellate ogni giorno, mentre si continuano a trascurare cose meravigliose.

 

Per Darwin l’uomo porta in sé tracce delle tappe precedenti dell’evoluzione, degli animali da cui deriva. Lei che animale avrebbe voluto essere?

Sì, noi oggi sappiamo che milioni di anni fa i nostri antenati sono stati organismi differenti, fino ad arrivare ai mammiferi, ma non saprei cosa scegliere: se poi ti capita un animale a cui tocca proprio una vita da cani? Lasciamo le cose come stanno, che è meglio!

“Darwin”, l’evoluzione raccontata da Dario Fo

Con Darwin ha voluto farci conoscere la lezione del grande scienziato. Qual è la lezione personale di Dario Fo?

Cerco sempre di rubare, da quando ho iniziato a dipingere e poi a recitare, e anche quando ho cercato di diventare architetto ma non ci sono riuscito: tutte le volte che incontravo qualche grande uomo cercavo di portargli via qualcosa, di apprendere da lui. Vi sembrerà strano, ma Leonardo è stato uno dei miei modelli. Nelle sue opere ho trovato tanta ironia e coscienza della situazione del suo tempo.

 

Tornando per chiudere al mondo dei libri, cosa pensa riguardo alla questione nata sul Salone del Libro e alla lite in corso tra Milano e Torino?

Penso che si siano cacciati tutti quanti in una brutta situazione, magari senza volerci arrivare, ma che adesso devono cercare di uscirne, per il bene di tutti. A questo punto, si potrebbe cercare di costruire qualcosa di buono insieme invece di continuare a litigare.


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