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"Dammi tutto il tuo male", si può uccidere per amore?

"Dammi tutto il tuo male", si può uccidere per amore?Con Dammi tutto il tuo male di Matteo Ferrario la casa editrice HarperCollins Italia, che fino ad oggi aveva in catalogo solo autori stranieri, a larga maggioranza anglosassoni in quanto importati dalla casa madre americana, apre le sue collane editoriali anche agli scrittori italiani.

In questo caso non si tratta di un esordiente assoluto, perché Matteo Ferrario, architetto, giornalista e traduttore, ha al suo attivo già due romanzi, Buia e Il mostro dell'hinterland, usciti nel 2014 e nel 2015 per Fernandel, oltre ad aver pubblicato diversi racconti su riviste letterarie e in antologie.

Protagonista e voce narrante di Dammi tutto il tuo male è Andrea, bibliotecario avviato verso la quarantina, che vive in una cittadina lombarda e cerca di crescere come meglio può la figlia Viola, di appena sei anni, dopo che la compagna Barbara, madre della bambina, è misteriosamente uscita dalle loro vite.

A prima vista la sua sembrerebbe una vita normalissima, costruita tra la casa, il lavoro in biblioteca, l'asilo della piccola, il tempo trascorso con qualche amico fidato, anche se appare inevitabilmente segnata dal dolore per l'assenza di Barbara, di cui, tuttavia, non sappiamo perché non viva più con il compagno e la figlia.

 

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Fin dalle primissime righe del romanzo, però, Andrea spiazza il lettore dichiarando di essere un assassino: in un giorno imprecisato di qualche anno prima, lui ha ucciso qualcuno, anche se non è mai stato neppure sospettato di questo delitto, la cui indagine è ormai definitivamente chiusa. Ma chi ha ucciso? E per quale motivo?

"Dammi tutto il tuo male", si può uccidere per amore?

Le domande aumentano, del resto, mentre si prosegue nella lettura, perché ai particolari dell'esistenza attuale di Andrea e Viola si alterna, a ritmo serrato, una ricostruzione degli avvenimenti accaduti in precedenza: prima la giovinezza di Andrea e i suoi difficili rapporti con i genitori, soprattutto con il padre, poi l'incontro con Barbara, affascinante tatuatrice conosciuta a una festa. Per quanto attratta da lui, la ragazza sembrava muoversi nella vita con estrema circospezione, come gravata da un peso da cui non era in grado di liberarsi neppure nei momenti più felici. Cosa nascondeva questa giovane donna un po' eccentrica? Perché Viola, nonostante il passare del tempo, è ancora convinta che la madre un giorno tornerà da lei?

 

LEGGI ANCHE – “Il mostro dell’hinterland” di Matteo Ferrario, i luoghi proibiti della coscienza

 

Siamo quindi in presenza di un thriller abbastanza atipico, perché la storia inizia proprio dal punto in cui solitamente questo genere di romanzi arriva alla sua logica conclusione: qui non si tratta infatti di raccogliere gli indizi necessari a scoprire un assassino, ma di sapere come, quando e perché un uomo, che non esita a dichiararsi assassino, abbia commesso il delitto di cui si sta accusando.

"Dammi tutto il tuo male", si può uccidere per amore?

Sono altre, allora, le domande che il lettore è costretto a porsi, in primo luogo chiedendosi

cosa possa aver condotto un uomo in apparenza mite e tranquillo, che potremmo considerare "uno di noi" come il vicino di casa o il collega di lavoro, a trovarsi in una situazione tale da spingerlo a commettere questo delitto, i cui particolari si sveleranno in tutta la loro drammaticità solo nelle ultime pagine. Viene anche spontaneo chiedersi fino a che punto la vita di un omicida possa continuare in un modo così tranquillo e scontato nella sua normalità, senza suscitare dubbi nelle persone che lo circondano.

 

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A queste domande Matteo Ferrario riesce a rispondere conducendo il lettore, passo dopo passo, fino a una ricostruzione completa della vicenda, che risulterà assai meno scontata di come si potrebbe immaginare leggendo i capitoli iniziali di Dammi tutto il tuo male.


Per la prima foto, copyright: Steven Van Loy.

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