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Dalla Germania del 1945 alla New York degli anni Settanta. “L’ultimo di noi” di Adélaïde de Clermont-Tonnerre

Dalla Germania del 1945 alla New York degli anni Settanta. “L’ultimo di noi” di Adélaïde de Clermont-TonnareL’ultimo di noi, pubblicato da Sperling & Kupfer nella traduzione di Margherita Bernardini, è il secondo romanzo di Adélaïde de Clermont-Tonnerre, e ha ricevuto un’ottima accoglienza in Francia, paese di origine dell’autrice.

Di certo, nelle sue quasi quattrocento pagine, il romanzo mostra di possedere le qualità necessarie per un best-seller: passione fortissima tra protagonisti giovani e belli, tragedie familiari intrecciate a una grande tragedia storica, scambi di personaggi, agnizioni e colpi di scena. L’ambientazione, per di più, cambia velocissima da un capitolo all’altro, dalla Germania degli ultimi anni della seconda guerra mondiale alla New York dei primi anni Settanta. I fatti narrati si svolgono ora a Dresda, sotto i bombardamenti alleati, ora nel centro di ricerca militare di Peenemünde, sul Baltico, ora ad Auschwitz, o sulle incantate Alpi bavaresi, ultimo rifugio degli scienziati nazisti. A intervalli regolari, il lettore viene catapultato a New York circa quindici anni più tardi, in una città piena di vita, di imprenditori ambiziosi (il giovane Donald Trump fa un’apparizione fugace), belle ereditiere, figli dei fiori, e artisti, musicisti e poeti che rispondono ai nomi di Andy, Jimi, Joan e Allen.

 

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Due trame parallele vengono dunque narrate a capitoli alterni, per intrecciarsi alla fine. La parte della storia che si svolge in Germania, verso la fine della guerra, è incentrata intorno agli ultimi rampolli di una ricca famiglia di Dresda, Kasper e Johann Zilch. I due si assomigliano come se fossero gemelli, ma sono molto diversi nell’animo. Il primo, il maggiore, è un aguzzino delle SS, il secondo è un ingegnere che, pur se corresponsabile della progettazione dei missili V2, esprime dei dubbi sull’operato del regime nazista, mettendo a repentaglio la propria sicurezza. Le mogli dei due fratelli Zilch, Marthe e Luisa, sono amiche per la pelle, ma se Luisa è innamorata di Johann, e aspetta un figlio da lui, Marthe ha lasciato Kasper, stanca di subirne le violenze e i soprusi. La fine della guerra e il bombardamento di Dresda sembrano segnare la disgregazione anche della famiglia Zilch. Luisa viene ferita da una bomba e muore dando alla luce il suo bambino; Marthe riesce a salvare sé e il neonato, e, insieme a un gruppo di scienziati nazisti, contesi da sovietici e statunitensi, emigra negli Stati Uniti. Solo nel corso del romanzo, tuttavia, si chiarisce il destino dei fratelli Zilch e del neonato sopravvissuto alle bombe di Dresda.

Dalla Germania del 1945 alla New York degli anni Settanta. “L’ultimo di noi” di Adélaïde de Clermont-Tonnare

Frattanto, si dipana la storia dei due amici newyorchesi Werner e Markus, imprenditori edili alla conquista di Manhattan sullo scorcio degli anni Sessanta. Nei primi capitoli del romanzo li vediamo destreggiarsi tra politici a caccia di bustarelle e colossi edilizi riluttanti a fare spazio a concorrenti tanto giovani ed entusiasti. Le loro avventure e disavventure suscitano simpatia, e ne suscita in particolare Werner, figlio adottivo ambiziosissimo di una coppia senza ambizioni e senza mezzi. A complicare e arricchire la vita dell’affascinante donnaiolo, l’incontro fatale con Rebecca, unica erede dei Lynch, una delle famiglie più facoltose e snob di New York, legata in modo sorprendente alle origini e al destino di Werner.

Dalla Germania del 1945 alla New York degli anni Settanta. “L’ultimo di noi” di Adélaïde de Clermont-Tonnare

Come detto, la trama è avvincente, ben strutturata nella sua complessità, e i colpi di scena sono azzeccati, benché il più delle volte prevedibili. Quanto ai personaggi, i simpatici ragazzi di New York sanno trasformarsi, all’occorrenza, in eroi senza macchia e senza paura. Rebecca non è soltanto una splendida bionda, ma un’artista innovativa e una donna tormentata e coraggiosa; Werner è impulsivo, fragile e determinato allo stesso tempo. Con l’aiuto di amici fedeli, i due riusciranno a risolvere il mistero che avvolge il passato di Werner e minaccia il futuro di entrambi.

 

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I personaggi tanto affascinanti, i dialoghi, il tono, fanno spesso pensare a un romanzo rosa o a un rotocalco di qualche decennio fa, quando il citato Donald Trump era giovane. Dal glamour si fa presto a passare al ridicolo, o all’orrido, in alcune sadiche scene ambientate a Dresda, sotto le bombe, o ad Auschwitz, o in un capannone abbandonato in un angolo degli Stati Uniti. Tutto per avvincere il lettore, e il romanzo ci riesce. Il lettore in cerca di passione, avventura, svago e qualche brivido non riuscirà invece a metter giù tanto facilmente L’ultimo di noi di Adélaïde de Clermont-Tonnerre.

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