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Dall’Inferno on line all’Infernale Realtà

[Ottavo Girone della Rubrica All’Inferno, scrittore esordiente!]

ZombiesE finalmente usciamo dall’Inferno on line (di cui abbiamo parlato nel Sesto e nel Settimo Girone), pronti a raccogliere consensi nel mondo reale. Abbiamo già incontrato Sandrone Dazieri e scosso il capo in segno di biasimo, rendendoci conto che quei parteciperò al suo evento Facebook erano soltanto bugie. Eppure, potrebbe essersi trattato soltanto di uno spiacevole malinteso, forse quella sera nevicava — ehm, era il 13 aprile — e le strade risultavano impraticabili, impossibile, quindi, raggiungere la presentazione bolognese di Dazieri. Sì, insomma, a Bologna può anche nevicare in primavera, non date sempre tutto per scontato.
Vediamo, però, se anche ad altri è capitata la stessa brutta esperienza, così da stabilire se rischiamo d’essere i prossimi delusi. 

«E ti diventa impossibile non notare che, mentre presenti il tuo libro, dei tuoi amici non è venuto nessuno. E' la misura di un fallimento umano, in un certo senso.»
Ecco la lamentazione di una scrittrice in erba al ritorno da una presentazione letteraria.

«Tu nella tua vita fai una serie di cose, alcune sono anche gradevoli e di altre ancora magari sei fiera e contenta. E magari ti farebbe piacere ci fossero quelli che credevi fossero i tuoi amici a supportarti, a godere con te del momento, a festeggiarlo, a darti la carica, magari.»
Sembra di capire non ci sia stato il pienone.

«Così, guardando le persone sedute davanti a te nella sala non troppo gremita, vedi che i presenti sono, magari, tuoi buoni conoscenti, ci sei uscita diverse volte e ci scambi volentieri due chiacchiere, ma sono gli amici di quell'altro tuo amico, che ha scritto il libro con te e lo presenta. Per lui son venuti, gli amici. Ti chiedi come faccia, se ci sia una tecnica. In fondo probabilmente no.»
E ora il dramma raddoppia, ché se mancano solo i nostri amici, allora la colpa non è del meteo.

«Ti senti un'ingenua, ad averci creduto, ad aver riposto della speranza in un 'parteciperò' su Facebook o nell'idea che, magari, questa volta qualcuno sarebbe venuto.»
E ovviamente non possiamo non finire lì, proprio lì, dove la gente si batte contro la fame nel mondo a suon di mi piace: Facebook, sempre lui.

«Non era nulla di troppo impegnativo stavolta.»
Attenzione, stavolta implica che, forse, la colpa non è di chi non interviene. Può essere che lo sbaglio sia di chi invita.

«Non stavi chiedendo ai tuoi amici di venire a sentirti cantare, questa volta.»
Tocca ribadirlo: gli amici non ci hanno adottati.

«Non chiedevi loro di sentire un concerto di mezzora del tuo coro, non stavolta.»
La faccenda è seria. Sto pensando di suggerire a questi amici una class action.

«Non chiedevi loro di venire a vederti recitare in uno spettacolo a teatro, figuriamoci.»
Quel e quel forse servono a levarsi d’impiccio, alla svelta e senza dare ulteriori spiegazioni (stavolta).

«Senza tema e senza paura di ferirti, ti hanno risposto, allora, che a loro queste cose non interessano, che la musica che cantate non gli piace, che è noiosa, che si sarebbero rotti le palle, che era lontano, che dovevano portar fuori il cane. Che il teatro è noioso, che si sarebbero rotti le palle.»
Ci hanno chiarito il concetto. Per il nostro bene.

«Te la sei presa, sì, onestamente sì. Ci sei rimasta male. Hai poi deciso che non li avresti più invitati per queste occasioni. Più per risparmiarti di rimanerci male che altro. Per non crearti delle aspettative.»
Di certo, in molti hanno festeggiato, avendolo saputo.

«Però, quando si trattava di presentare il romanzo che hai scritto, bere aperitivi e chiacchierare, credevi di non stare chiedendo poi molto, invitandoli a partecipare.»
Gli esordienti sono affetti dal morbo dell’invito recidivo. Frequentarli può diventare una corsa a ostacoli per schivare serate artistiche d’ogni genere.

Il post di questa autrice amareggiata continua, ma noi la lasciamo proseguire da sola. Ormai dovrebbe averci fatto il callo.

Ad ogni modo, ecco cosa capita di solito alle presentazioni letterarie e come la prende uno scrittore: male, ché la colpa è sempre degli altri, tutti insensibili e privi di spirito partecipativo.

E se non fosse così?
C’è un sito —  Scrittore vincente —  che si occupa di promozione online e offline di un libro, una vera manna dal cielo! State attenti, perché potremmo scoprire il trucco per avere gente alle nostre presentazioni, ovviamente dopo aver tentato con la lusinga del buffet gratis e la promessa di un gettone presenza.
A cosa si deve il successo di Mauro Cardinale e del suo Il ritmo nel tacco? Non avete mai sentito questo libro? Beh, nemmeno io, ma pare che l’autore sia riuscito a venderne 250 copie in una sola presentazione
«Il successo della presentazione è stato ovviamente possibile grazie a partner di livello e all’affiancamento della musica di artisti famosi alla presentazione letteraria.», così spiega Scrittore vincente. Posso immaginare che, volessimo presentare un libercolo a Sanremo, durante i quaranta minuti di monologo di Celentano e grazie alla complicità musicale dell’orchestra dell’Ariston, potremmo bissare tale risultato. Difatti il consiglio è più o meno questo:
«Prova a cambiare approccio: anziché organizzare una presentazione partendo da zero, presenta il tuo libro in eventi organizzati da altri.»
Facile, no?

«Ti consiglio di stare quindi con gli occhi molto aperti, segui tutti gli eventi della tua zona e non solo, cerca di capire quali potrebbero essere contestuali al tuo libro ma soprattutto quelli ai quali puoi arrivarci meglio di altri in quanto conosci qualcuno che… conosce qualcuno che.. conosce l’organizzatore.»
Quanta saggezza in questo precetto! Finiamola con i nostri contatti online e passiamo alle persone reali: loro, i loro amici e gli amici dei loro amici. Da qualche parte si arriva, fosse pure ad attaccare briga.

Abbiamo, quindi, stabilito che, oltre l’Inferno on line, c’è ancora molto da conquistare, magari andando alle presentazioni di qualche collega. Avete mai provato?
Di solito, ci si fa vivi al cospetto del nuovo romanzo di uno scrittore famoso. Meglio se mediamente famoso, in fulgida ascesa, credetemi. Gli scrittori, già abituati ad avere un seguito, non si lasceranno facilmente impressionare dalla vostra presenza, se non quando diventa così assidua da rasentare lo stalking.
Dopo un paio di comparsate — in cui vi sarete fatti notare al momento del «Ci sono domande?» —, potrebbe venirvi l’insano impulso di invitare alla vostra serata lo scrittore in questione.
Voi siete andati da lui, il minimo che può fare è ricambiare il favore. Dico bene? Sarebbe un bel colpo poterlo esibire alla presentazione del vostro libro, proprio lui che quella sera avrebbe certamente di meglio da fare. Magari con un messaggio privato su Facebook avete ottenuto un «Forse, chissà» e voi, speranzosi, attenderete di vederlo spuntare in sala. Di certo salirete sul palco in terribile ritardo sulla tabella di marcia, la prima fila —  l’unica occupata — sarà piena di nonne e zie che già si mangiano le unghie per ingannare l’attesa.
Ci avete creduto fino all’ultimo, ma lo scrittore che avreste voluto tra la zia Pina e la cognata Caterina non si è fatto vivo.

Scuole di scritturaSarebbe cambiato qualcosa se, oltre ad andare alle sue presentazioni, vi foste iscritti al suo corso di scrittura creativa?
La rivista Origine propone un articolo prezioso sulle scuole di scrittura, ma non siamo qui per stabilire se possono esserci utili durante la stesura di un testo, ci importa, invece, sapere se allargheranno i nostri orizzonti in fatto di contatti.
Diamo retta ad Alberto Boffo, editor Feltrinelli: «Per allargare il giro delle conoscenze ci sono le scuole di scrittura, dove passano editor e autori affermati».
Insomma, forse è arrivato il momento di piantarla con le amicizie virtuali, magari quelle del mondo reale ci daranno maggior soddisfazione. Scegliete corsi di scrittura tenuti dai grandi nomi dell’editoria, sono garanzia di preziose frequentazioni. Vale la pena ricordare che prima conviene adoperarsi leggendo la produzione dell’autore/docente, così da non sfigurare. La cosa non è sempre facile. Io, ad esempio, non me la sentirei d’affrontare l’opera omnia di Baricco.


Il Nono Girone della Rubrica All’Inferno, scrittore esordiente! sarà on line il 28/04/2012.
Ritorneremo nell'Inferno on line, incontreremo Barbara Baraldi, Il Deboscio, Luigi Mascheroni, Writer’s Dream.

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Commenti

VergoNia! Prendi in giro il sincero dolore di un'aspirante ingenua che ci aveva creduto! Ora ti denuncio a Mark e ti faccio chiudere il profilo per 15 giorni! Così impari a perculare la gente che crede nei like di facebook! :D

Cara Giuliana, lo so, sono cattivissima. :)

Nella mia ingenuità avevo pensato che gli inviti fatti fossero ad amici e conoscenti veri, non a contatti di Facebook.
Che una persona conosciuta su Facebook non si presenti credo sia più che normale, a partire dal fatto che spesso è stata aggiunta tra le "amicizie" con l'unico scopo di esser poi bombardata di inviti a gruppi e/o pubblicità similari.
Per poter avere la presenza di un "amico" virtuale bisognerebbe fare una presentazione in videoconferenza, in streaming o simili ... se si vuole una persona reale, seduta su una sedia reale, in un luogo reale è tutta un'altra storia.

Per il momento l'organizzazione delle presentazioni è un pensiero prematuro, mi ci arrovellerò nel momento in cui avrò superato gli altri gradini, bazzecole come aver concluso la prima stesura e la revisione, averlo sottoposto ad un numero N di case editrici, aver trovato una proposta soddisfacente, aver fatto eventuali modifiche necessaria ed essere infine arrivato alla pubblicazione.

Ciao T_T, dammi retta: metti da parte tutte le "risibili chiaviche" del percorso (le risposte degli editori, le proposte indecenti...). A tempo debito le potrai usare per un libro satirico. Sapessi quanto materiale ho accatastato negli anni...

Del maiale - e dell'editoria - non si butta via niente!

Sottoscrivo ogni parola, in particolare il finale.
Bariccus delendus est!
Ciao

Ehi, ciao Gianguido!
In effetti Baricco - prima o dopo i pasti, tra un pasto e l'altro o anche a stomaco vuoto - mi risulta poco digeribile. Colpa mia, eh? Mi fa aria nella pancia, una cosa piuttosto imbarazzante. :)

Un abbraccio, ciao.

Sinceramente non mi verrebbe mai in mente di iscrivermi a una scuola di scrittura solo per averne poi i partecipanti (e chi mi assicura che verranno?) a una mia futura presentazione... Di presentazioni ne ho fatte diverse in luoghi diversi, di libri solo miei e di antologie scritte con altri autori, e devo dire che l'afflusso di pubblico è del tutto imprevedibile: persone che vengono una volta ma spariscono a quella dopo, e viceversa. Persone che inviti con poca convinzione, pensando "tanto avrà di meglio da fare" che invece compaiono, mentre amici per i quali metteresti la mano sul fuoco ti bidonano...D'accordo, poi ci sono sempre il brutto tempo, l'epidemia d'influenza e mille altri imprevisti che ti vengono presentati come alibi :-))

Il segreto di una presentazione sta nel buffet gratis. :)

La Commedia di Dante impiegò cento anni per scrollarsi di dosso le maledizioni che aveva ricevuto da schiere di critici che si erano succedute per alcune generazioni. Ci fosse stata Facebook ne avrebbe impiegati duecento. Le scuole di scrittura sono una pestilenza quasi peggiore degli aspiranti che le frequentano e autori piacioni, come è Baricco, andrebbero mutilati senza pietà della cosa a cui più tengono: il maglioncino di Kashemire sotto la permanente. Piacere a tanti è la parola magica che apre la pesante pietra scorrevole che dà accesso alle case editrici, ma "tanti" è indicazione di quantità, ma da quando la quantità può qualificare qualcosa? È sempre stato difficile il rapporto tra scrittore ed editore; io detesto gli editori ma se dovessi scegliere tra questi e gli scrittori non avrei dubbi... farei strage di entrambi.

Baricco è un furbone. O è più furbo di chi lo segue a ruota.
Nel dubbio, Baricco è un furbone.

E' molto meglio ammantarsi di un alone di mistero e far sì che i partecipanti vadano incuriositi.
E che dire delle presentazioni de libri di poesie?
E delle presentazioni degli elenchi telefonici?

La presentazione dell'elenco telefonico è roba mai vista prima. Come già ti dicevo, noi della "Cialtroni Editori" ci rifaremo con le pagine gialle.

Beh, Baricco è un gran dritto che ha creato un business illudendo schiere di persone sul fatto che, frequentando la sua scuola, sarebbero diventati tutti grandi e famosi scrittori. E il bello è che continuano a credergli...

E se la gente ci crede, allora ha ragione Baricco.
Devo solo capire come diventare un Baricco, uno a caso, vagamente somigliante.

Questo silenzio che ci sta attorno sa di ognuno senza essere intrusivo, ama tutti senza giudicare e possiede soltanto il Nulla. Ha persino la pazienza di aspettare che ognuno di noi sia tanto maturo da sapersi comportare allo stesso suo modo e, soprattutto... non lascia scritto nulla.

Il brutto del partecipare a presentazioni di libri di amici non sta tanto nel fatto che poi devi comprare il libro presentato, ma che il suo autore, magari pubblicato dalla stamperia sottocasa, poi si aspetta addirittura che tu glielo legga e gliene riferisca... come se la lettura di un libro non costasse ore e ore di vita:- /

E tanti complimenti. Sempre. ;)

Sempre no, si perderebbero le reazioni esilaranti a una critica negativa. Le posso descrivere: all'inizio chi ha scritto il libro tira un respiro di sollievo perché, dice il suo di senso critico, finalmente qualcuno che non fa la solita marchetta scontata. Di seguito, riflettendoci sopra, il suo pelo che vorrebbe essere lisciato si ribella e trova il modo di scovare, tra le pieghe della personalità che ha osato non essere benevola, un difetto, meglio se grave. Se non ha gli elementi per trovarlo va a cercare tra le pieghe della sua famiglia, per poi passare ai parenti lontani e, infine, alle conoscenze, perché è dato per scontato che quello, il critico, amici non ne deve avere, e questa è l'unica cosa in cui può essere certo di averci beccato... :D

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