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Dall’abisso del cancro alla luce, “La vita in più. Una storia vera” di Fabio Rizzoli

Dall’abisso del cancro alla luce, “La vita in più. Una storia vera” di Fabio RizzoliLe reazioni interiori conseguenti agli eventi drammatici che la vita ci mette sul piatto sono talvolta le meno scontate… Il personalissimo romanzo La vita in più. Una storia vera permette a Fabio Rizzoli di sviscerare con un realismo impressionante e sostenere con forza sincera quello che a molti può sembrare solo retorica: è proprio a partire dalle proprie ceneri che si può risorgere, è solo attraverso la sofferenza che s’impara a riconoscere la verità, è grazie al buio dell’abisso che si scorge la luce.

In questo racconto della sua storia, in cui molte parti sono però romanzate, Fabio Rizzoli fa emergere tutta la sconcertante limpidezza della verità del cuore di un uomo messo a nudo davanti al lettore. Non è un racconto fantastico, non è una vicenda strappalacrime: è la semplice esperienza viva di quest’uomo, che impariamo a conoscere e a capire man mano che egli ci parla di sé. Un uomo che non è né meglio né peggio di altri, che non è “speciale” solo in virtù della tragicità di ciò che gli capita. Un uomo coi suoi pesi sulle spalle, con le sue cadute e le sue fragili emozioni. Un uomo a cui un giorno è stato diagnosticato un cancro, e che si ritrova catapultato nell’ambiente ospedaliero, raccontandoci in prima persona i fatti e le circostanze della sua malattia.

 

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Il nostro protagonista è alle prese con una vita mediocre, senza slanci. È un traditore accanito, ossessionato dalle pulsioni sessuali e attratto da tutte le donne. Come se parlasse a se stesso, ci espone i motivi dei suoi tradimenti, delle sue relazioni fallimentari, dei suoi impulsi più bassi. Incapace di gestire una relazione senza tradire, impotente davanti a una vita che va avanti senza bussola, cade nella depressione e in una sorta di tristezza esistenziale che lo rendono completamente inerte. Il lavoro va male, la relazione con la donna che ama, Anna, sta andando a rotoli per via della sua passività, gli amici non possono sostituirsi a lui nell’aiutarlo a rialzarsi. Ecco che prende forma l’idea del suicidio come scampo al dolore dell’esistenza. È il peso dell’esistenza a turbarlo e a renderlo incapace di accettare la vita, con le sfide che essa comporta, incluse quelle di impegnarsi con Anna, di controllare i propri impulsi, di imparare ad avere uno sguardo positivo sulle cose.

Dall’abisso del cancro alla luce, “La vita in più. Una storia vera” di Fabio Rizzoli

Ed è proprio a questo punto morto della sua vita che un’alternativa al suicidio gli viene in qualche modo offerta. Un dolore sempre più forte alla schiena inizia a insospettire il nostro protagonista che, seppur nel suo baratro esistenziale, decide di farsi visitare. Come se quel dolore alla schiena anticipasse già in potenza una possibile terza via rispetto all’alternativa fra una vita spenta e la morte. Come se una sensazione lo guidasse a comprendere anticipatamente che qualcosa sarebbe accaduto. E così è.

Il cancro. Il ricovero immediato in ospedale. Le reazioni sconvolte dei suoi genitori, sperimentarne l’amore gratuito. L’apprensione improvvisa di Anna, che poco prima lo stava per lasciare. La presenza degli amici, l’affetto dimostrato. Gustare le chiacchiere con i compagni di stanza in ospedale. Tutto questo scombina e cambia le carte in tavola. Invece di sprofondare l’uomo in uno stato di ancor più profondi tristezza e sconforto, il tumore diventa la chiave di volta dell’esistenza, che si apre a qualcosa di più grande, che si allarga a diventare esistenza pura, senza connotazioni di insensatezza o smarrimento. La vita è vita e basta, intesa come connessione con gli altri e con l’universo in un ordine di pensiero inattingibile alla mente umana.

Dall’abisso del cancro alla luce, “La vita in più. Una storia vera” di Fabio Rizzoli

Fabio Rizzoli ci mostra come sia possibile, attraverso la sofferenza, rivalutare tutte le cose, ripesare i propri sentimenti, il proprio essere, contemplarlo, accettarlo. Accettare la sempre presente meschinità, i sempre presenti bassi desideri. Guardarli in faccia, ma con un’onestà e consapevolezza diverse. Capire che la vita non deve per forza avere il senso che noi pensiamo debba avere. L’abisso del tumore diventa dunque culla di una nuova luce. L’ospedale diventa un grembo materno. Il passato pensiero di suicidio diventa comprensione viscerale (non razionale) di quella che è l’essenza della vita.

 

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E a noi lettori viene concesso di assistere in diretta all’evoluzione dello spirito e del vissuto del protagonista, che cambia a contatto con ciò che gli accade, così come cambiano le circostanze attorno a lui. Una posizione d’onore, la nostra, che diventa anche un invito. Il punto di forza di La vita in più. Una storia vera è sicuramente la spontanea sincerità di Fabio Rizzoli, l’onestà che arriva in modo diretto, dando spazio all’immedesimazione e al rispetto, aprendo a una possibilità di “universalizzazione”. Non è solo retorica l’immagine della luce dall’abisso, è una possibilità tangibile. Ne si ha la netta percezione: al nostro protagonista viene offerta l’occasione di vivere veramente La vita in più, qualunque direzione essa prenderà.


Per la prima foto, copyright: Cezary Kukowka su Unsplash.

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