Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

Cultura a #Bologna 5 – Il Museo per la Memoria di Ustica

Museo per la Memoria di UsticaIl Museo per la Memoria di Ustica di Bologna celebra in questi giorni l'anniversario del 27 giugno 1980, quando il DC-9 Itavia I-TIGI precipitò nel mare intorno all'isola siciliana. Gli eventi che si terranno fino al 10 agosto nell'antistante Giardino della Memoria sono un ulteriore invito a visitare il Museo voluto dall'Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, nata per volontà di Daria Bonfietti.

Ne vale la pena già per il luogo in cui è sorto il Museo, ricavato nelle ex poste dei cavalli delle Tranvie bolognesi, nel quartiere Bolognina. In via di Saliceto n. 3 inizia il sentiero che conduce all'edificio e in cui tuttora corrono interrati i vecchi binari.

Fornito di una sala video in cui si possono visionare filmati d'epoca o spettacoli come I-TIGI a Gibellina. Racconto per Ustica di Marco Paolini, il fulcro del Museo è l'installazione permanente A proposito di Ustica dell'artista francese Christian Boltanski, un'esperienza multisensoriale di fortissimo impatto che nessuna immagine è in grado di farci presentire. Nella sala che la ospita, la realtà è sospesa. I rottami del DC-9 recuperati nel corso di quattro lunghi anni dai 3600 metri di profondità marina a cui erano rimasti fino al 1988, sono tornati nella città da cui l'aereo era decollato. Restaurati da Giovanni e Luigi Morigi, sono stati osservati e studiati a lungo da Boltanski, che ha trasformato la sala in un «luogo sacro» che impone silenzio e pretende uno sguardo e un ascolto assoluti.

L'I-TIGI, ricostruito col supporto di impalcature di ferro, ne occupa il centro. Percorriamo la passerella che circonda il relitto e non possiamo che fissarlo tra i sussurri e i bisbigli emessi dagli specchi neri appesi alle pareti. Neri come il fumo dell'esplosione; come l'oscurità da cui proviene l'assordante coro di voci flebili che evocano quelle perdute delle vittime; come il buio che avvolge la vicenda. Sono specchi in cui vediamo riflessa la nostra sagoma incerta, rispecchiandoci nelle vittime che tutti noi avremmo potuto essere, percependoci fantasmatici e sperduti nell'assenza di una verità definitiva.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Issuu e Pinterest]

Nel 1999 la magistratura dichiara che l'aereo è stato distrutto da un missile. Nel 2008 riapre le indagini. Ma ciò che è accaduto è ancora lontano dall'essere chiarito. Il 26 giugno scorso la Francia ha deciso di togliere il segreto ai suoi archivi militari. Dunque si procede, un passo alla volta. Per questo le 81 lampadine sospese sul relitto – 81 come le vittime della strage – insistono a riaccendersi, fuggendo al buio in cui subito ricadono. Sono come un respiro, che vuole tornare in vita e ricordare, illuminando il DC-9 e rinnovando lo strazio che è il prezzo da pagare per mantenere vive la memoria e la voglia di giustizia.

Gli oggetti personali delle vittime, invece, sono sottratti al voyeurismo e protetti in nove casse rivestite di nero. La loro lista è consultabile in un opuscolo che ne presenta le foto volutamente piccole e sgranate.

Ho la sensazione che il Museo per la Memoria di Ustica sia troppo spesso dimenticato da chi visita Bologna. E non dovrebbe esserlo, perché «la memoria non è statica, non è una lapide che si deteriora e diventa illeggibile», dice Daria Bonfietti, anche se – citando Boltanski – «gli occhi sono come il cuore: non riescono a contenere una pena così grande, altrimenti si spezzano».

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (4 voti)

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.