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Cosa vuol dire essere un artista? La risposta di Rilke a un giovane poeta

Cosa vuol dire essere un artista? La risposta di Rilke a un giovane poetaTra il 1902 e il 1908 il poeta Rainer Maria Rilke scambiò una serie di lettere con Franz Xaver Kappus, giovanissimo poeta che chiese una serie di consigli al più celebre collega con l’obiettivo di perfezionarsi nell’arte della poesia.

Nella prima fase della loro corrispondenza, racconta BrainPickings, il giovane poeta condivide alcuni dei suoi scritti con il suo mentore e pone a Rilke una domanda allo stesso tempo semplice e difficile: come si fa a sapere di essere uno scrittore? Rilke offre la seguente risposta:

Nessuno può offrirti assistenza o aiutarti, nessuno. C’è un unico singolo modo. Entrare dentro te stesso. Ricercare la ragione che ti costringe a scrivere, scoprire se sta diffondendo le sue radici negli angoli più profondi del tuo cuore, capire se moriresti se ti fosse impedito di scrivere.

 

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E aggiunge:

Ma soprattutto questo: chiedi a te stesso nelle ore più silenziose della notte: devo scrivere? Scava dentro di te per arrivare a una risposta profonda. E se questa dovesse essere affermativa, se tu puoi rispondere a questa onesta domanda con un forte e semplice “Io devo”, allora costruisci a tua vita tenendo conto di questa necessità; la tua vita, persino nelle ore più indifferenti e meno importanti, deve essere un segno di questa urgenza e una sua testimonianza.

[…]

Un’opera d’arte è buona se è sprigionata dalla necessità. In questa natura della sua origine sta il verdetto: non ce n’è nessun altro.

 

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Ma oltre a questa precisazione iniziale, Rilke offre al giovane Kappus un consiglio allo stesso tempo poetico e pratico:

Cerca, come il primo essere umano, di dire quello che vedi e di cui fai esperienza e che ami e che perdi. Non scrivere poesie d’amore, evita in prima istanza quelle forme che sono troppo semplici e comuni: sono le più difficili, perché richiedono la grande e matura capacità di dare qualcosa di tuo laddove buone e persino eccellenti tradizioni vengono alla mente in gran quantità. Perciò tieniti al riparo da questi temi generali e cerca quelli che la tua vita quotidiana ti offre; descrivi le tue pene e i tuoi desideri, i pensieri fugaci e la fiducia in qualche tipo di bellezza, descrivi tutte queste cose con amorevole, tranquilla, sommessa sincerità, e usa, per esprimerti, le cose presenti nel tuo ambiente, le immagini che provengono dai tuoi sogni e gli oggetti della tua memoria. Se la tua vita quotidiana sembra povera, non biasimarla; biasima te stesso, di’ a te stesso che non sei un poeta sufficientemente bravo a richiamare le sue ricchezze; perché per il creatore non c’è alcuna povertà e nessun luogo povero.

Cosa vuol dire essere un artista? La risposta di Rilke a un giovane poeta

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Rilke conclude con una illuminante definizione di cosa significhi e cosa comporti essere un artista:

Non ho alcun consiglio, perciò tieni a mente questo: entra in te stesso e metti alla prova le profondità in cui s’innalza la tua vita; alla sua origine troverai la risposta alla domanda se devi creare. Accettala, così com’è, senza indagare ulteriormente. Forse scoprirai che sei chiamato a essere un artista. Quindi prendi quel destino su di te e sopportalo con tutti i suoi limiti e la sua grandezza, senza mai chiedere quale ricompensa potrebbe giungerti dall’esterno. Perché il creatore deve essere un mondo per se stesso e trovare tutto dentro di sé e nella natura a cui ha legato se stesso.

 

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Altri consigli di Rilke al giovane Kappus, sono a questo link.


Per la prima foto, copyright: Peder Cho.

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