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Cosa sappiamo veramente? “La ragazza che ho sposato” di Alafair Burke

Cosa sappiamo veramente? “La ragazza che ho sposato” di Alafair Burke“Che cosa significa sapere veramente qualcosa?” È su questa domanda che si fonda il nuovo thriller di Alafair Burke (traduzione di Rachele Salerno) edito da Piemme, un libro che ci fa comprendere che sapere una cosa non vuol dire averne la certezza e che credere qualcosa non equivale affatto a sapere.

Angela, protagonista del romanzo, è una donna che per gran parte della storia rimane avvolta nel mistero, conduce una vita agiata accanto a suo marito Jason Powell, professore di economia alla New York University e a suo figlio Spencer che Jason vorrebbe adottare.

 

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La sua quotidianità sarà sconvolta quando il marito verrà accusato di molestie da una sua stagista e successivamente anche da un’altra donna, Kerry Lynch. Giornali e tv iniziano a interessarsi alla vicenda e Angela comincia a temere per il proprio passato. Scopriamo infatti che la giovinezza della donna fu turbata da un avvenimento che ha cambiato per sempre la sua vita e che ha portato alla nascita di Spencer.

La trama del libro è ricca di colpi di scena, la lettura è piacevole e mai lenta, costellata da flashback che ci riportano nel periodo adolescenziale della protagonista e poi ancora nei giorni che videro l’incontro dei due coniugi. La bravura della scrittrice sta nel tracciare perfettamente una nebbia su tutta la vicenda, nessuna certezza ci viene data, tutto rimane ingarbugliato fino all’ultimo capitolo dove il risvolto che prendono gli eventi lascia a bocca aperta.

Cosa sappiamo veramente? “La ragazza che ho sposato” di Alafair Burke

«Il primo istinto del pubblico è non credere alla donna, perché ci rifiutiamo di ammettere che quelle cose terribili accadano davvero. Quindi, per combattere questo istinto, noi brave femministe prendiamo le parti della donna in ogni occasione, a prescindere. Poi succedono fatti come il finto stupro collettivo inventato da una studentessa dell’Università della Virginia, e ne veniamo danneggiate tutte.»

È un romanzo che tratta un tema attualissimo e complicato: la violenza sulle donne. Con parole semplici e acute Alafair Burke ci fa capire che niente è come appare, che non sempre la vittima è quella che noi crediamo, che gli uomini a volte per proteggere il piccolo mondo che si sono creati arrivano a commettere crimini atroci e che ognuno di noi ha un lato di sé che tiene nascosto al mondo.

 

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Grande spazio si dà alle figure femminili: Angela, la detective Corrine Duncan e l’avvocato Olivia Randall.

Angela è una donna controversa, nella prima parte del libro la scopriamo una moglie fedele che rimane al fianco del marito nonostante tutto, ma proseguendo nella lettura ci viene tracciato un personaggio a volte egoista che anche se non abbandona il marito mette sempre al primo posto il proprio benessere e quello del figlio, il fine giustifica i mezzi sembra essere il suo motto.

«Ho dei rimorsi? No. Le mie scelte mi hanno portata qui, su questa splendida isola, con la mia famiglia, un nuovo lavoro e abbastanza denaro per condurre una vita tranquilla. Ma a volte mi capita di perdermi a fissare l’oceano Atlantico e di pensare a Trisha.»

Cosa sappiamo veramente? “La ragazza che ho sposato” di Alafair Burke

La detective e l’avvocato invece sono due donne determinate nel portare avanti il caso e a decretare la loro vittoria, con loro andiamo alla ricerca di prove, alibi e verità che circondano tutta la vicenda. Estremo simbolo di idealismo e dedizione al lavoro.

Infine c’è Jason, un marito a cui vengono attribuite tutte le colpe di un matrimonio che si sta sfaldando, un matrimonio con una donna che in realtà non conosce totalmente, di animo poco combattivo cerca nella sua vita di aggirare gli ostacoli che si ritrova davanti ma alla fine deve fare anche lui i conti con la realtà.

 

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La ragazza che ho sposato è un thriller psicologico ricco di sottointesi, di personaggi complessi e mai banali, descritti nei loro pregi e difetti con estrema precisione. Si parla di sopravvivenza, d’istinto, d’amore, un amore assoluto e viscerale come quello che lega la madre a un figlio e di traumi che ti lasciano cicatrici indelebili che cambieranno per sempre il tuo essere.


Per la prima foto, copyright: Monica Silva.

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