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Cosa dirà Jacopo Fo se la Svizzera si scopre razzista

Jacopo FoAnche gli svizzeri sono come tutti gli altri. Se qualcuno, al di là degli stereotipi, aveva qualche dubbio, ogni incertezza è stata messa in fuga dal voto al referendum popolare che, domenica scorsa, ha sancito il ritorno di un tetto massimo al numero di immigrati che il Paese potrà ospitare.

Questo, quantomeno, è ciò che ha chiesto la maggioranza dei votanti alla consultazione popolare proposta dal partito nazionalista svizzero Udc e dalla Lega ticinese. Ora, entro tre anni, i Cantoni saranno chiamati a stabilire i contingenti massimi di stranieri che annualmente potranno lavorare in Svizzera, di conseguenza i permessi di soggiorno avranno un numero prestabilito e, se davvero sarà così, la Svizzera da qui a tre anni non sarà più la Svizzera.

Insomma, proprio mentre il Paese sta definendo un nuovo pacchetto di intese bilaterali con l’Unione europea, cercando di stringere accordi con i Paesi confinanti in ambito energetico, di ricerca, ma anche per la regolamentazione degli spostamenti da un Paese all’altro di studenti Erasmus, il popolino elvetico borbotta e mugugna.

Non riusciremo certo qui, in poche righe e senza le dovute competenze, ad analizzare le complesse ragioni che hanno portato il popolo svizzero a votare in tal maniera. Sarebbe, però, curioso capire se qualcuno dei tanti stereotipi che accompagnano i compaesani della piccola Heidi (il famoso personaggio di Johanna Spyri) già in questi giorni abbia cominciato a vacillare. In particolare il pensiero viene leggendo Perché gli svizzeri sono più intelligenti, di Jacopo Fo.

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Uscito appena qualche giorno fa, il contenuto del volumetto, che dobbiamo ai tipi di Barbera editore, sembra un po’ stridere con le notizie che giungono d’oltralpe. Chissà se il 58enne figlio di Dario Fo e Franca Rame ripenserà un poco a quel suo panegirico sulla cultura svizzera, sugli svizzeri e sulla loro presunta superiorità intellettuale, perfino. Certo, la sua intenzione era confutare i tanti luoghi comuni con i quali lui, Jacopo, è cresciuto, trascorrendo l’infanzia tra Luino e Como, dove «opinione comune era che i vicini (gli svizzeri, appunto) fossero un po’ stupidotti», ha dichiarato in una recente intervista.

Ma come, si è chiesto Fo, «sono stati per secoli l’unica vera repubblica nel continente, hanno cancellato il feudalesimo, hanno sempre saputo trovare le soluzioni più intelligenti per risolvere i problemi», come fanno a essere stupidotti o, addirittura, affaristi diabolici e truffaldini? «Con l’età e il buon senso ho realizzato che negli ultimi settecento anni essere svizzero è stata la cosa migliore che ti poteva capitare in Europa», ha aggiunto Fo il giovane. Ecco, vien da chiedersi chissà se la Svizzera saprà ancora dimostrarlo vincendo le sue stesse paure e proponendo, ancora una volta, la soluzione più intelligente.

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