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“Comprendere i bambini”, una guida ai primi anni di vita

“Comprendere i bambini”, una guida ai primi anni di vitaComprendere i bambini – Sviluppo ed educazione nei primi tre anni di vita di Silvana Quattrocchi Montanaro potrebbe essere considerato un long seller nel settore dei saggi psicopedagogici: pubblicato per la prima volta nel 1987, è stato ancora riproposto a trent’anni di distanza dallo stesso Di Renzo Editore, specializzato in testi relativi a molteplici ambiti scientifici oltre a pubblicare collane classiche di narrativa.

Seguendo le teorie di Maria Montessori, che nei primi anni del Ventesimo secolo aveva operato una vera rivoluzione nel settore educativo, l’autrice considera fondamentali per lo sviluppo armonioso di ogni individuo le esperienze acquisite nei primissimi anni di vita, a partire addirittura dal concepimento e dai mesi della gestazione fino all’incirca al compimento del terzo anno. È in questa fase che ognuno di noi, iniziando il suo percorso nel mondo, impara a relazionarsi gradualmente con esso, prima attraverso il rapporto simbiotico con la madre e poi conquistando giorno dopo giorno la propria autonomia: questo implica quindi che tutte le scelte fatte dai genitori riguardo all’educazione del bambino diventino da subito fondamentali, dal momento che si ripercuoteranno anche sul suo sviluppo successivo.

 

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Il famoso Metodo Montessori, adottato in migliaia di scuole in tutto il mondo, prevede che i bambini crescano in ambienti a loro misura, dove possano essere liberi di muoversi, di esplorare il mondo circostante e di conquistare il più presto possibile la loro autonomia nei confronti degli adulti: si può immaginare quanto queste teorie contrastassero con la rigidità educativa in vigore all’epoca in cui Maria Montessori avviava il suo progetto educativo.

Tuttavia, secondo Silvana Quattrocchi Montanaro anche oggi gli adulti corrono spesso il rischio di imporre ai bambini limiti e regole che frenano in modo considerevole il loro sviluppo fisico e psichico, nella maggioranza dei casi più per esigenze pratiche dei genitori che per una reale attenzione ai bisogni infantili.

“Comprendere i bambini”, una guida ai primi anni di vita

I primissimi anni di vita sono quelli in cui il cervello umano esprime il suo maggior potenziale, perciò tutte le forme di apprendimento andrebbero favorite al massimo grado, a partire, ad esempio, da quello delle lingue straniere: se un bambino viene abituato fin da subito ad ascoltare persone che gli parlano in lingue differenti, le assorbirà in un modo facile e spontaneo, mentre iniziare a studiarle negli anni successivi, come avviene ormai per tutti negli anni della scuola elementare o addirittura a partire dalla prima media, risulterà senza dubbio molto più faticoso.

Un altro punto interessante del libro riguarda una netta presa di posizione dell’autrice contro la diffusione, in anni recenti, della teoria per cui i bambini andrebbero allattati per un tempo lunghissimo, non tanto per il valore nutritivo del latte materno, che col tempo diventa bassissimo se non pressoché inesistente, quanto per mantenere un rapporto speciale tra madre e bambino: niente di più sbagliato, perché svezzare un bambino significa fargli compiere un passo fondamentale del suo lungo percorso di crescita, passo che non deve essere troppo posticipato ma compiuto al momento giusto.

 

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Comprendere i bambini è un testo molto teorico, nel senso che, a differenza di altri classici manuali scritti e pensati per i neogenitori, spiega in modo dettagliato e scientifico le fasi dello sviluppo del bambino, ma non offre molti suggerimenti e/o consigli pratici riguardo ai piccoli e grandi problemi della vita quotidiana, quelli che spesso assillano mamme e papà alle prime armi. Può però essere una lettura molto utile per chi desiderasse approfondire, al di là dei problemi concreti, i grandi temi dell’educazione e della crescita.


Per la prima foto, copyright: Ben Wicks su Unsplash.

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