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Come scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 17

La complessità d’un personaggio può essere rivelata grazie a un flusso di coscienza, il quale, se ne parlava sabato scorso, si distingue dal monologo interiore.
Gli aspetti inconsci emergono nel flusso di coscienza privi di logicità, in maniera del tutto casuale, quasi a simbolizzare e a palesare la vera anima di un personaggio, i suoi lati più nascosti, i suoi drammi e le sue gioie.
Ognuno possiede fantasmi interiori, il non rivelato o talvolta donato al mondo attraverso filtri, siano essi di natura razionale o modulati per abitudine istintiva.

La consapevolezza nell’esprimere ciò che genera la propria mente può essere a tratti vigile o assente, un pulsare fra monologo interiore e flusso di coscienza, fra un tentativo di argomentare con concentrazione e un abbandonarsi al flusso, senza freni, senza logica.
Se desiderate rappresentare il mondo interiore d’un personaggio attraverso i suoi pensieri non dimenticate di utilizzare le due tecniche in modo consapevole. Perché?
Perché Michele, una persona con qualche problema di relazione sentimentale, lo potete rivelare in tanti modi, prendo gli estremi.

‘Sono sempre il solito, corro corro e poi, quando è mia, chi se ne frega… c’è il mondo intero, possibile che io debba fissarmi con una? Quante occasioni potrei perdere in una vita! Eppure Elisa è bella, intelligente, mi sa trattare con delicatezza, ma a volte è così frivola, soprattutto in mezzo alla gente’.

Secondo esempio.

‘Frivola sì frivola ma come Elisa intelligente bellissima e io con una, una sola no sì no no forse perdo il resto forse o forse mi sto fissando con lei forse frivola guardala là fra la gente frivola questa è la parola’.

Il flusso di coscienza è liberatorio sia per il lettore che per l’autore del romanzo, rivela di getto, brusco, diretto. Ponetevi due domande ogni volta che utilizzate tecniche simili: serve ai fini della narrazione? Non sto accelerando troppo nel fare emergere la psiche del personaggio?
I legami fra gli aspetti interiori di Michele, che devono affiorare dal mare delle possibilità narrative, producono, nella mente del lettore con un grado diverso di comprensione a seconda di chi si appresta alla lettura, una serie di elementi che necessitano di evoluzione sensata, dosata, attenta, non possono essere posti a caso nella speranza che tutto in qualche modo grossolano possa apparire perfetto o al minimo correlato.

La comprensione e il piacere che travasiamo in chi legge può e deve essere pensato, lasciando certo spazio all’imprevedibile, al non manifesto nella mente dell’autore, ma non fidatevi oltremodo delle vostre capacità di creare magie soltanto grazie all’istinto, tale obiettivo sarebbe meglio lasciarlo ai grandi nomi contemporanei della letteratura.
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Commenti

dunque, è lunedì mattina e abbiamo già dei problemi solo per questo e poi ci aggiungiamo una lezione così tosta...
prima domanda: i due esempi fatti sono monologo interiore e flusso di coscienza, o sono due esempi della meme chose?
scusa ma mi sento poco sveglia stamani.
(notato come ho scelto di scrivere 'poco sveglia' invece di 'tonta'? suona molto meglio no?) :)

Il primo esempio, Morena, ha l'ardire di presentare un monologo interiore; il secondo un flusso di coscienza. Con semplicità, senza pretese, le cose potrebbero assumere significati e modalità ben più complessi, complicando la possibilità di comprendere il confine fra i due.
"Poco sveglia" mi piace. Io sono invece "tontamente poco sveglio".

Grazie. Quindi è come avevo intuito, ma chiedere è sempre meglio. L'ho fatto per il bene dei miei compagni di corso.
Allora posso dire che finora ho usato il monologo inetriore ma non mi pare di avere mai usato il flusso di coscienza. Però ci rifletterò. Forse l'ho usato senza saperlo.

"tontamente poco sveglio" lo hai detto in un flusso di coscienza incosciente o in un monologo interiore molto esterno?

un flusso di in-coscienza direi

Uau! Proprio oggi mi sono chiesto, ed ho chiesto a google, come poter iniziare a scrivere un romanzo e guarda te cosa mi capita sotto gli occhi: un blog creato apposta per questo. Mi sono letto i diciassette post che hai scritto e... ah già complimenti e grazie per aver creato questo strumento. E dicevo che durante la lettura mi sono già costruito una mappa di cosa devo fare; cioè quello che devo fare l'hai scritto tu, poi io ho calcolato il percoso in base al mio ritmo. Lo so che hai scritto qualcosa al riguardo ma l'adattamento l'ho adottato più che altro perché (notare "é" ahahah) sono in ritardo di una decina di giorni sulla tabella di marcia... Comunque seguirò con assiduità il tuo blog; quella cosa sulla circonferenza e gli otto settori è davvero ottima così come la divisione dei blocchi di fogli per ciascun personaggio... Bene! Ci auguro buon lavoro e grazie ancora!

@Marco: grazie per i complimenti, ma, come a volte mi capita di dire a chi mi legge, aspetta a fare complimenti, li potrai fare con più gusto quando avrai il tuo romanzo sotto gli occhi. ;)
Bene bene, vedo che hai iniziato con ritmo. A presto.

Ciao, sono appena entrata in questo blog e ti faccio i complimenti.
Da qualche giorno ho finito un romanzo, ma non ho studiato in maniera approfondita queste "regole" per scrivere adeguatamente.
è necessario saperle?
Perché?
ciao e grazie.

Non lo so, rivedendolo... lo ho ambientato nel futuro ma il succo della storia potrebbe benissimo reggere anche nel presente... l'ambientazione che ho creato è un mondo che non regge... bene, lezione 1, ricomincio.

Ehi ciao, io ho costantemente paura di scrivere un libro in modo poco bello. Cioè brutto....cosa posso fare?

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