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Come scrivere un racconto – 10 consigli utili

Come scrivere un racconto – 10 consigli utiliScrivere un racconto non è certo una cosa facile, anzi è la prova del nove sia per gli scrittori affermati sia per chi è alle prime armi e non se la sente di mettersi alla prova direttamente con un romanzo.

Un racconto infatti costringe a scrivere ricercando brevità e compattezza, nel tentativo di riuscire a concludere una storia nel giro di poche, se non pochissime, pagine.

Ma esistono delle regole fisse per scrivere un racconto? Più che di regole vere e proprie in realtà si potrebbe parlare di alcune indicazioni utili a orientarsi al meglio, soprattutto se ci si sta cimentando con una storia breve per la prima volta.

Ecco allora 10 consigli utili per chiunque voglia scrivere un racconto.

 

1. Un racconto non è un romanzo, anche se presentano alcune caratteristiche simili: l’inizio, la parte centrale e la conclusione devono essere coerenti. Devi scrivere ciò che basta per rispettare la brevità del racconto, conservando però tutto ciò che è necessario per una lettura soddisfacente.

 

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2. Devi conoscere più cose della tua storia rispetto a quelle che racconti ai tuoi lettori. Quello che metterai sulla pagina è un distillato di tutto ciò che ti ha dato ispirazione. Devi sapere tutto dei tuoi personaggi e della tua storia così potrai scrivere senza intoppi in una forma condensata e succinta. Non devi raccontare ai lettori tutta la storia di un personaggio, ma devi averne comunque un’idea chiara così i piccoli indizi che seminerai nel racconto saranno di certo autentici.

 

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3. Non scrivere per un mercato. Questo si applica anche ai romanzi, ma vale senz’altro la pena ricordarlo. Devi scrivere le storie che vuoi scrivere, i racconti che vuoi leggere. Racconta le storie che solo tu puoi raccontare nel modo in cui solo tu puoi raccontarle, poi prova a piazzarle sul mercato. Ci sono molte riviste (digitali e cartacee) e antologie, a cui potrai rivolgerti se il racconto che hai scritto è abbastanza buono.

 

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4. Il rifiuto è di base. Ogni anno gli editori ricevono migliaia di racconti e molti di questi vengono necessariamente cestinati. Tu non mollare, insisti e ricorda che un rifiuto è all’ordine del giorno. Solo poche persone possono vendere quasi tutto ciò che scrivono sulla base del loro nome, ma per la maggior parte degli scrittori un tasso di successo dal 10 al 20% è una cosa piuttosto buona. Quindi un racconto probabilmente sarà respinto varie volte prima di trovare una casa.

Come scrivere un racconto – 10 consigli utili

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5. Accetta anche piccoli pagamenti se puoi costruire il tuo nome e la tua carriera. Sarebbe di certo bello riuscire a essere pagati sulla base delle tariffe correnti, ma a volte far notare il tuo nome, venire pubblicato in posti che mostreranno i tuoi racconti ai lettori e agli editor può essere utile anche se significa non essere pagati molto.

 

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6. Concentrati su un tema. Questo non significa che tutte le tue storie debbano seguire un tema, ma che abbiano almeno qualcosa di riconoscibile che permetta a un editore di pubblicarle in una raccolta unica. Dovrebbe esserci un filo di coerenza nello stile, nel soggetto, nella voce.

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7. Il problema più grande con la maggior parte dei racconti è che cominciano troppo tardi. Molto spesso infatti qualsiasi racconto di un principiante può essere migliorato di molto tagliando la prima pagina, o anche la prima pagina e mezza. Pensa al punto esatto dove comincia la storia, nel bel mezzo dell’azione o del conflitto, e usalo per far partire il tuo racconto. Puoi senz’altro seminare con parsimonia qualche retroscena man mano che ti allontani dal punto iniziale della storia.

 

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Come scrivere un racconto – 10 consigli utili

8. Non cercare per forza un colpo di scena. Molti racconti hanno un colpo di scena come finale, ma accade anche in molti romanzi. Pensa a quanti libri hai letto notando che non avevi visto arrivare quel finale. Questo è solo uno storytelling di buon livello. Ma se ti lasci conquistare dall’idea che i racconti debbano avere un colpo di scena finale, tutto diventerà un veicolo per questo e risulterà trito e insoddisfacente. Racconta una storia, insomma.

 

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9. Le storie migliori ci sono quando anche qualcos’altro sta accadendo. Piuttosto che andare avanti con una sola idea, perché senti il fiato sul collo del contatore delle parole, cerca di sviluppare l’abilità di rimpolpare la tua storia con altre cose, come succede nella vita reale. Non restringerla a qualcosa di completamente isolato e lineare perché la vita non è così. Il tuo racconto dev’essere breve ma anche complesso come la vita appunto. Bilanciare queste due cose è una delle abilità di un buon scrittore di racconti. E a proposito di questo, ricordati di quanto abbiamo scritto al punto 2.

Come scrivere un racconto – 10 consigli utili

10.  Nello scrivere un racconto, la vera abilità è l’editing. Non importa quanto sia buona la tua storia, deve essere più breve, più stringente e più convincente. Impara a togliere il grasso in eccesso, elimina le ripetizioni, fai cantare ogni frase.

 

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E ora sei pronto a scrivere un racconto? Facci sapere se i nostri consigli ti sono stati utili.

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Commenti

Belle annotazioni. Mi permetto di integrare con:

se da una situazione di partenza A, si deve giungere ad una diversa situazione B - che, si badi bene, non necessariamente coinvolge fatti concreti: potrebbe anche riguardare la maturazione, la consapevolezza interiore di un personaggio, lasciando immutata l'unità di luogo, di tempo e di azione - la cosa difficile quanto importante è la graduale progressione degli eventi (anche pervenire ad una nuova consapevolezza da parte di un personaggio è da considerarsi un evento anche se il personaggio non si è mosso da casa o dal bar per tutto il racconto). Seminare - gradualmente e progressivamente, dando così l'idea al lettore di un'evoluzione - indizi (possono essere episodi, fatti che tornano alla mente, pensieri) che - ripeto - gradualmente faranno pervenire la storia e chi la vive al punto finale B (che può non essere, come giustamente sottolineato al punto 8, un coup de théâtre), è cosa parecchio difficile; possono aiutarci le parole mentre le scriviamo ma solo in una prima stesura poi sarà comunque necessaria una revisione da parte dello stesso autore; un periodo di, chiamiamola, "decantazione" (che può durare anche mesi) durante il quale l'autore depura, migliora il proprio scritto cambiandolo (può essere anche solo un tempo verbale, un'espressione, un inciso, una parola, una virgola messa e/o tolta). E, finalmente, da quel bozzolo protettivo in cui l'ha tenuto il suo racconto diverrà farfalla la cui vita durerà quel tanto che basterà ai gentili lettori per, appunto, leggerlo.

Salve Sfranz, grazie per il commento.
Certo anche quello che suggerisci ci sembra un aspetto importante, sicuramente da tener presente calandolo opportunamente nella dimensione del racconto.

Cordialmente.

Avrei una domanda. Nell'articolo si legge
"Ci sono molte riviste (digitali e cartacee) e antologie, a cui potrai rivolgerti se il racconto che hai scritto è abbastanza buono".
Quali sono queste riviste (in particolare mi riferisco a quelle che i racconti li comprano)?
Grazie mille

Salve Anonimo,

grazie a te per il commento.

È possibile reperire sul web moltissime liste di riviste digitali e cartacee che pubblicano racconti sia gratuitamente sia dietro compenso all'autore. Una prima lista è qui: http://www.qlibri.it/recensioni/riviste-letterarie/, ma ce ne sono tantissime altre.

Siamo certi che uno scrittore davvero motivato a pubblicare non si fermerà davanti a una ricerca che è comunque un modo per temprarsi e misurare la propria volontà.

Attenzione alle riviste che richiedono un contributo di pubblicazione, quelle suggeriamo di evitarle.

Un saluto.

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