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Come scrivere un prologo efficace

Come scrivere un prologo efficaceScrivere un prologo che funga da introduzione a un romanzo sembra ormai molto diffuso. Ma è davvero necessario che anche il tuo libro si apra in questo modo?

Sei proprio sicuro che ti serva davvero? O stai solo cercando di uniformarti a quello che fanno gli altri ma in realtà per il tuo libro non è così indispensabile come credi?

Se dopo esserti posto queste domande continui a pensare che il prologo possa essere importante per il tuo romanzo, allora quest’articolo ti aiuterà a capire meglio come scrivere un prologo efficace, quali errori evitare e quali trucchi attuare per non perdere i lettori fin da queste prime pagine.

 

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Al mio romanzo serve un prologo?

La prima domanda che devi porti è: «Al mio romanzo serve un prologo?»

Prima però ricorda una cosa importante: se non hai ancora iniziato a scrivere, non preoccuparti di questa domanda. Inizia la tua storia a partire da qualsiasi punto ritieni utile, e quando la riprendi in mano per l’editing strutturale e le varie revisioni, puoi pensare se è il caso di preparare un prologo oppure no.

Se invece hai già scritto il tuo romanzo, o se hai già in mente una specifica scena per il tuo prologo, ci sono alcune cose da considerare per determinare se è necessario o no.

Poniti le seguenti domande. Se le risposte sono tutte negative, allora dovresti riconsiderare l’idea di aggiungere un prologo.

 

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Come scrivere un prologo efficace

Il prologo fa riferimento a un tempo, luogo o punto di vista diversi da quelli della storia principale?

Un prologo dovrebbe essere del tutto separato dalla storia principale che ha inizio nel Capitolo 1. Questo significa che dovrebbe avere una delle seguenti caratteristiche:

  • Quanto vi si narra accade in un tempo e/o uno spazio diversi dalla storia principale. Ad esempio, un evento che accade cinquant’anni prima di quelli della storia principale ma che in qualche modo modella o ha qualche impatto su quella storia.
  • È raccontato dalla prospettiva di un personaggio il cui punto di vista non è preso in considerazione nella storia principale. Ad esempio, in un thriller il prologo potrebbe essere raccontato dalla prospettiva di una delle vittime, mentre il resto del romanzo è raccontato dal punto di vista del detective incaricato delle indagini.

 

Di base, una caratteristica fondamentale del prologo è che in un certo senso non combacia del tutto con il resto della storia, nel senso che vi si narra qualcosa che non è immediatamente connesso alla storia. Se invece il Capitolo 1 segue direttamente i fatti narrati nel prologo, allora forse il prologo dovrebbe essere una parte del primo capitolo.

 

Il prologo fornisce informazioni necessarie?

Pensa a quello che stai cercando di comunicare con il prologo. A cosa serve davvero? Quali informazioni fornisce?

Se stai inserendo un prologo solo per stabilire il tono o il mood o per anticipare qualcosa del mondo in cui si svolge la storia, allora valuta la possibilità di fare tutto questo direttamente nel Capitolo 1.

Un prologo deve fornire informazioni importanti per la trama principale del tuo romanzo. Potrebbe trattarsi di qualcosa che anticipa eventi futuri della storia o ancora qualcosa che il tuo personaggio principale non conosce.

Qualunque sia la ragione che ti spinge a costruire un prologo assicurati che sia a) assolutamente necessario, e b) qualcosa che non poteva essere inserito altrove nella storia.

 

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Come scrivere un prologo

Dunque, una volta che hai stabilito di dover e di poter scrivere un prologo, vediamo come farlo al meglio.

Per aiutarti a creare un prologo che si faccia davvero leggere, ecco una lista di cose da fare e di cose da evitare.

 

Cose da fare

Come scrivere un prologo efficace

  • Considera il genere del tuo romanzo: i prologhi sono più comuni in determinati generi piuttosto che in altri. È più probabile trovarne uno in un thriller o in un fantasy che in un’opera di narrativa generale. Ricorda che i prologhi non sono necessari, anche se possono apparire in molti libri. Non sentirti in obbligo di scriverne uno solo perché molti alti libri, che appartengono allo stesso genere del tuo romanzo, presentano un prologo. Come per molti altri aspetti della scrittura, tutto dipende da ciò che funziona meglio per la tua storia.
  • Falla breve: la brevità è di sicuro la caratteristica essenziale per un prologo. E ci sono un po’ di ragioni per questo: il lettore non vuole attendere troppo prima di trovarsi immerso nella storia principale e di essere catturato con l’amo incluso nel primo capitolo; al lettore in genere piacciono poco i prologhi, se lo vede troppo lungo potrebbe essere portato a saltarlo del tutto. Il tuo prologo non dovrebbe essere più lungo di qualche pagina.
  • Sii interessante: l’ultima cosa da fare è un prologo noioso. Il tuo prologo deve immediatamente attirare l’attenzione dei lettori, anzi è proprio il tuo banco di prova. Per questo dev’essere interessante. E dev’esserlo anche molto di più del primo capitolo, perché dovrebbe immediatamente catturare i lettori e invogliarli a proseguire nella lettura. Non commettere l’errore di pensare che iniziare un prologo in media res sia l’unico modo per renderlo coinvolgente. Anzi, questo può essere un vero e proprio passo falso. Ritrovarsi immediatamente lanciati nell’azione fin dal prologo può essere sconcertante per i lettori soprattutto se nel Capitolo 1 si ritrovano in un tempo e uno spazio diversi e se il capitolo si rivela più lento del prologo stesso. Affinché il tuo prologo funzioni è necessario trovare un equilibrio tra la necessità di “catturare” da subito il lettore e quella di non creare qualcosa che sia più potente del primo capitolo.

 

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Cose da non fare

Come scrivere un prologo efficace

  • Usare il prologo come un catalogo di informazioni: uno degli errori più comuni che molti (aspiranti) scrittori commettono quando scrivono un prologo è quello di usarlo come modo per fornire informazioni ai lettori. In questo caso il rischio è di dare un avvio molto lento e risultare dunque noiosi per i lettori. Inoltre è importante non dare per scontato che i lettori debbano sapere tutto prima di iniziare a leggere la storia vera e propria. Né devi dare per scontato che debbano conoscere tutte le vicende che hanno portato il tuo personaggio principale dove si trova adesso. Se non sei sicuro di essere riuscito a evitare quest’errore, rileggi il tuo prologo e valuta quante informazioni contiene. Se ti accorgi che sono molte, allora è il caso di scartare l’idea del prologo e di inserire quelle stesse informazioni in altri punti del libro.
  • Ingannare i lettori: se non vuoi far sentire ingannati i lettori allora evita di creare false aspettative nel prologo lanciando piste a cui poi non darai seguito nel resto del libro. Se la storia principale vira verso direzioni molto diverse dal prologo al punto che i due sembrano entità separate, i lettori potrebbero sentirsi confusi o addirittura presi in giro. Questo si applica alla voce e allo stile di scrittura ma anche agli eventi narrati nel prologo. Se nessuno di questi elementi trova riscontro nel resto della storia, corri il rischio di indispettire i lettori.
  • Dimenticare di includere un amo nel Capitolo 1: è sicuramente cosa buona e giusta inserire un amo nel prologo. Ma non dimenticare che anche il tuo primo capitolo deve averne uno. Anche perché molti lettori saltano del tutto il prologo e iniziano a leggere direttamente dal primo capitolo.

 

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