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Come riconoscere il mobbing – Libri utili

MobbingCome riconoscere il mobbing è diventato purtroppo un problema sempre più diffuso negli ultimi anni in tutti gli ambienti lavorativi, perciò può essere utile, nel caso ci si trovasse in qualche modo coinvolti in situazioni del genere, sia come possibili vittime, sia come semplici spettatori, leggere un testo che ci chiarisca un po’ le idee al riguardo.

Il primo a usare la parola mobbing, derivata dal verbo to mob (aggredire, malmenare, schernire) è stato negli anni Settanta il celebre etologo Konrad Lorenz, osservando il comportamento di certe specie animali che assaltano in gruppo un proprio simile per allontanarlo dal branco. In seguito, negli anni Novanta, lo psicologo tedesco Heinz Leymann ha evidenziato un’analogia tra l’aggressività degli uccelli e quella notata in certi ambienti lavorativi, e ha utilizzato il termine mobbing per indicare questo nuovo ambito della psicologia del lavoro da lui approfondito in quel periodo.

Al Comitato per le Pari Opportunità dell’Università di Firenze dobbiamo un breve testo disponibile anche in rete Conoscere, comprendere e reagire al fenomeno del mobbing (Firenze University Press, 2010), utile per cominciare a farsi una prima idea del problema.

Le forme del mobbing. Cause e conseguenze di dinamiche organizzative disfunzionali, a cura di Giuseppe Favretto (Raffaello Cortina, 2005), mette in evidenza come siano proprio certi specifici fattori organizzativi del lavoro, oltre ai conflitti e allo spirito di competizione alimentati in eccesso in molte aziende, a favorire e a rendere sistematico il mobbing.

Annamaria Bernardini De Pace, nota avvocatessa autrice di diversi saggi sul diritto di famiglia e della persona, si è occupata del delicatissimo tema del mobbing all’interno della famiglia nel saggio Calci nel cuore. Storie di crudeltà e mobbing familiare (Sperling&Kupfer, 2004), in cui rovescia molti luoghi comuni, raccontandoci come violenze e sopraffazioni si possano riscontrare anche all’interno delle famiglie più insospettabili, e non solo in ambienti degradati.

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Dello stesso tenore è un saggio che ha avuto molto successo in Francia, Molestie morali. La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro  di Marie-France Hirigoyen (Einaudi, 2005), psichiatra, psicanalista e psicoterapeuta familiare, nonché esperta in vittimologia, che qui analizza le peculiarità dei rapporti perversi e mette in guardia contro ogni tentativo di banalizzazione di determinate patologie.

Francesco Marini e Marcello Nonnis hanno curato invece Il mobbing. Dal disagio al benessere lavorativo (Carocci, 2006), in cui si sottolinea in particolare il ruolo fondamentale della prevenzione.

Sempre al tema della prevenzione è dedicato Il mobbing: virus organizzativo di Vincenzo Majer e Gabriele Giorgi (Giunti, 2009): secondo gli autori,  la percezione soggettiva di essere mobbizzato non sembra essere un fenomeno occasionale, ma appare come il risultato di un malessere ampiamente diffuso, intrinseco all'attività lavorativa ed equiparabile a un vero e proprio virus.

Oltre a questi testi di carattere generale, ne esistono poi molti che affrontano aspetti più specifici del mobbing, come ad esempio la trattazione giuridica, oppure la sua diffusione in ambiti di lavoro particolari. Il loro numero elevato fa comunque riflettere su come il fatto di riconoscere il mobbing, e quindi di imparare ad affrontarlo, sia un problema tutt’altro che secondario nel mondo attuale.

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