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Come presentare una proposta editoriale – Ultime rifiniture e invio

Come presentare una proposta editoriale, Ultime rifiniture e invioMiei ottimi autori, è arrivato il momento di fare un po’ di résumé. Durante gli scorsi appuntamenti a cadenza settimanale ci siamo soffermati sugli elementi costitutivi della nostra proposta editoriale; abbiamo valutato l’indice e la sinossi, se spedire il testo completo o inviare un capitolo campione e così via. Bene. Oggi prendiamoci un po’ di tempo per “rifinire” la nostra proposta, sottolineare qualche utile accorgimento e infine… inviare!

Una domanda che mi sento rivolgere spesso, quando curo dei laboratori di scrittura creativa, è la seguente: «Come posso tutelare la paternità della mia opera da possibili plagi se inizio a proporre a più editori i miei lavori?». Credo di potervi consigliare con sufficiente cognizione di causa, sulla scorta di quanto ho letto e sentito direttamente, di dormire sonni tranquilli. La sicurezza totale potete averla solo se registrate le vostre opere, a pagamento, presso la S.I.A.E., nella sezione Opere Letterarie e Arti Figurative. Ma non c’è bisogno di spendere cifre di un certo rilievo (ogni anno) per salvaguardare la paternità della vostra opera. A essere protetta per legge è solo la forma espressiva e non il contenuto, poniamo caso, del vostro romanzo. Basterebbe che un malintenzionato sostituisse qualche periodo o ricombinasse aggettivi, avverbi e quant’altro, magari anche i nomi dei personaggi e le location della vicenda, per sottrarvi un’idea intrigante. Sono, però, convinto che le idee siano più o meno le stesse dai tempi di Omero, rielaborate, aggiornate ed espresse in modo diverso… perciò niente di nuovo sotto il sole. C’è qualcosa di molto più pratico che potete fare. Stampate una copia del vostro scritto, infilatela in una busta sigillata e speditevela. Non apritela quando la ricevete; conservatela. In caso di controversia farà fede il timbro postale: a quella data il manoscritto era già stato scritto da voi.

Un altro consiglio che mi sento di darvi, in riferimento alla lettera di presentazione, è quello di indicare con chiarezza la vostra disponibilità ad autopromuovere il libro. Non è cosa di poco conto. Ci sono alcuni autori che sono poco inclini a muoversi o che ritengono che sia l’ufficio stampa della casa editrice a doversi sobbarcare le operazioni di lancio, pubblicità e diffusione del testo presso il pubblico o gli addetti ai lavori. Viviamo, non dimentichiamolo, nella civiltà dell’immagine e perciò dietro ogni romanzo, silloge poetica o saggio che dir si voglia c’è sempre un volto e una personalità. Dimostratevi ben disposti ad accompagnare il vostro libro nelle presentazioni, in varie città: nelle librerie, nelle sedi delle associazioni culturali o nelle fiere di settore. Può essere piacevole, di primo acchito; vi dà l’opportunità di incontrare i vostri lettori, ma attenzione: molto spesso (e questo non vale solo per i piccoli editori) non è previsto un rimborso spese o un gettone per l’autore, messo a disposizione dall’editore o da chi organizza questi incontri. Sovente l’autore viaggia di tasca sua e solo in certi casi (fuori dalle librerie o dalle fiere) ha modo di recuperare qualche soldo rivendendo a prezzo pieno, nelle presentazioni, copie del suo libro che ha acquistato a prezzo agevolato per contratto. Pensate a questi aspetti come a un investimento: la vostra presenza, la vostra capacità di comunicare e di creare interesse attorno al vostro lavoro faranno la differenza. All’inizio i libri circolano proprio durante gli incontri di presentazione, per l’appeal che riescono a suscitare. Meglio ancora se siete disinvolti nell’utilizzo di siti internet, blog e social-network coi quali autopromuovervi. Stilate una lista di contatti da far pervenire all’editore, per inviare una copia omaggio in lettura a quel giornalista, critico letterario, opinionista o redattore editoriale che avete conosciuto, in grado di scrivere una recensione e diffonderla a mezzo stampa, web e perché no, anche in Tv. La vostra potenziale intraprendenza e dinamicità avranno il loro peso nel vaglio della vostra proposta editoriale.

Le checklist nascono in ambiente militare, più propriamente aeronautico, ma si sono diffuse nei più svariati settori per la loro estrema duttilità e funzionalità. La spunta degli elementi di una lista di controllo è il metodo più semplice e sicuro per portare a termine attività che prevedono molti passi e che richiedono particolare attenzione. Una checklist per “rifinire” la nostra proposta editoriale non può mancare di passare in rassegna questi aspetti:

  • Ho evidenziato i miei recapiti? A volte non ci si pensa ma è bene indicare, in calce alla lettera di presentazione o in epigrafe il nome e cognome dell’autore, l’indirizzo, un recapito telefonico, una mail e un indirizzo al proprio sito web o blog personale;
  • Il titolo provvisorio della mia opera è efficace? Valutate che sia conciso e pertinente, che vada al nocciolo del vostro progetto e che sia esteticamente appetibile; che colpisca, insomma;
  • Ho fornito qualche notizia sul potenziale mercato/pubblicodel mio testo (importante per la saggistica e manualistica)?
  • Nelle note biografiche ho riportato titolo, nome dell’editore e anno di edizione delle mie precedenti pubblicazioni? Ho menzionato qualche premio o riconoscimento importante che ho conseguito?
  • Il nominativo e l’indirizzo dell’editore sono esatti? Controllare su più fonti, il più possibile aggiornate;
  • Ho indicato la collana in cui potrebbe inserirsi il mio lavoro? La pubblicano ancora?
  • Ho revisionato con attenzione il testo? La numerazione delle pagine e dei capitoli è corretta? Non ho omesso niente? Ho curato l’indice e la sinossi?
  • La busta contiene tutti gli elementi da allegare al mio manoscritto?

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Tutto OK? Direi che siete pronti per inviare. Valutate nei contatti del sito dell’editore se preferisce un invio per posta elettronica o se esige necessariamente il cartaceo. Solo nei casi in cui ci sia un rapporto diretto o una richiesta di un contatto preliminare con questo tipo di modalità, prendete in mano il telefono. Negli altri casi seguite pedissequamente le indicazioni. Per il cartaceo acquistate una di quelle belle buste capienti e imbottite, così da far pervenire in condizioni adeguate il vostro manoscritto. Potete inviare per posta ordinaria, ma questa soluzione vi potrebbe far precipitare nel dubbio e nell’incertezza. Molto meglio una raccomandata con ricevuta di ritorno, tracciabile e con il cedolino che vi attesta dell’effettiva ricezione. Alcuni editori chiedono di inserire nel plico una busta da lettere vuota, già affrancata e indirizzata all’autore, per la risposta. Se mettete dentro una busta grande e richiedete indietro pure il manoscritto (nel caso di un rifiuto della proposta), sappiate che gli editori non sono tenuti a restituirvi le opere inviate, per motivi logistici e di tempo a disposizione.

La prossima settimana parleremo del percorso della vostra proposta editoriale all’interno della casa editrice.

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