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“Come presentare una proposta editoriale. Trucchi e consigli per farsi pubblicare” di Amalia Maria Amendola

Amalia Maria Amendola, Come presentare una proposta editorialeNell’arguta introduzione a questo saggio, Michele Rak, teorico e storico dei mutamenti culturali, direttore dell’Osservatorio permanente europeo della lettura all’Università di Siena, ci spiega come, negli ultimi 500 anni, il passaggio di un testo (si parli di poesia, trattatistica o romanzi) sia stato sempre un processo complicato e pieno di ostacoli, ricco di insidie, nell’ambito l’autore si è dovuto difendere (o ha dovuto soccombere) di fronte alle reiterate minacce di censori, inquisitori, manipolatori, birri e non di rado – pericolo ancor maggiore – altri scrittori. Nel preparare il suo libro, l’autore ha profuso tante energie, investito gran parte della sua vita e intende (con le motivazioni più diverse) che la sua opera sia comunicata, diffusa, discussa e valorizzata. Per realizzare il suo progetto, lo scrittore si affida ad aziende specializzate (case editrici, tipografie, redattori) ed entra, perciò, nel “tunnel” del macchinoso congegno chiamato “selezione editoriale”.

Oggi più che mai lo scrittore deve tenere presente il tipo di realtà imprenditoriale e autoriale che va a contattare. Deve prendere le sue precauzioni, effettuare delle ricerche e adottare delle procedure ben precise. Ed ecco che un manuale agile e versatile come questo non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni aspirante scrittore con un briciolo di consapevolezza delle proprie possibilità e del panorama culturale in cui si trova a operare (ma è senza dubbio un prezioso vademecum anche per l’autore scafato che vuole tastare il polso al mercato editoriale). Come presentare una proposta editoriale di Anna Maria Amendola, pubblicato da Bel-Ami edizioni, tratta proprio del punto debole della selezione: il momento fatale nel quale il testo viene presentato a chi deve avviare la macchina della produzione, della distribuzione e della comunicazione investendo, tra l’altro, un più o meno piccolo capitale.

Ma sarà poi così difficile trovare un editore al libro che avete scritto e che intendete pubblicare? In fin dei conti no, ma il problema è un altro: fare in modo che l’editore si accorga di voi. Obiettivo, questo, che sembra decisamente più difficile da raggiungere considerando i più recenti rapporti sullo stato dell’editoria in Italia. Gli scrittori e le pubblicazioni sono sempre in aumento e saturano irrimediabilmente il mercato; la mole di inediti che sommergono le redazioni delle case editrici è considerevole; la concorrenza tra editori che pubblicano tanto con la speranza di vendere altrettanto e lo scarso peso dato in Italia alla lettura stridono irrimediabilmente, creando pochi margini di inserimento, sparute isole dove coltivare con relativa tranquillità il proprio orticello autoriale e il proprio parco lettori.

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Amalia Maria AmendolaIn uno scenario come questo, disarmante ma al contempo affascinante, per pubblicare il vostro libro dovrete fare di tutto e anche di più. Riuscire ad attirare l’attenzione di chi riceve il testo e convincerlo a leggere tutto fino sarà la prima vera mossa vincente. Per raggiungere questo semplice e fondamentale obiettivo, il carattere pragmatico di questo manuale è il suo maggior pregio: in pochi brevi capitoli viene offerto all’aspirante autore un ventaglio di strumenti e di elementi utili a sviluppare il suo progetto. Vengono analizzate le parti di cui si compone la proposta (lettera di presentazione, sinossi, indice, target di riferimento, eccetera). Per stabilire la qualità di un’opera esistono dei criteri oggettivi che un autore dovrebbe conoscere e applicare (essere autocritici è fondamentale per migliorarsi e affinare il prodotto!). Dopo aver valutato il valore di un’opera, l’editore indagherà se c’è un reale interesse di mercato. Non dimentichiamo, infatti, che il libro è un prodotto imprenditoriale, con delle possibilità di investimento.

La proposta editoriale deve essere opportunamente mirata e l’autore dovrebbe considerare già nelle fasi iniziali di lavorazione del suo libro il segmento di mercato in cui potrebbe collocarsi e il bisogno che genera o soddisfa nei lettori-consumatori. Un primo e illuminante strumento di cui ci si può servire nella selezione degli editori è il loro catalogo. È uno spreco di tempo e di risorse economiche spedire alla cieca, sparando nel mucchio, con la speranza (brutale e controproducente) di colpire il bersaglio. Amalia Maria Amendola suggerisce delle strategie, porta esempi pratici, offre dei modelli di lettere di presentazione, fornisce informazioni sul come strutturare una sintesi o riassunto del proprio libro o come rendere concise ed efficaci delle note biografiche.

L’autrice di Come presentare una proposta editoriale mette a disposizione – con uno stile volutamente piano e divulgativo – del lettore/aspirante autore la sua esperienza in Scienze del testo – edizione, analisi, lettura e comunicazione – presso prestigiosi atenei in Italia (Siena, Bologna e Roma), ma a mio avviso sono ancora più sfiziosi due capitoli di questo saggio che fotografano molto bene l’attuale situazione editoriale in Italia. Il capitolo 5, Il mondo del libro, dove si indagano le realtà delle agenzie letterarie, dei service editoriali, delle scuole di scrittura creativa, concorsi e premi, di radio, TV, giornali e web. Viene, inoltre, delineato lo scenario dell’editoria a pagamento, delle varie fiere del libro e del coinvolgimento diretto dell’autore nel processo di promozione del proprio testo edito, con la richiesta di competenze ulteriori come la capacità di e la disponibilità a muoversi di città in città, parlare in pubblico, aprire un sito o un blog e  veicolare il suo prodotto attraverso i social network. Il capitolo 6, invece, pone a confronto il punto di vista di cinque editori e cinque autori.

Come presentare una proposta editoriale ci riserva, inoltre, un’appendice con una interessante bibliografia e una tabella di 40 editori consigliati dal circolo letterario di Bel-Ami, piccola e vivace realtà editoriale romana che aderisce alla campagna NO EAP (No Editoria a Pagamento), contesa da intraprendere prima sul piano etico che formale/strutturale dei comportamenti/rapporti professionali che legano autore ed editore e che noi di Sul Romanzo sosteniamo e diffondiamo sempre con piacere.

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