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Come presentare una proposta editoriale – Non sparate sul pianista!

Come presentare una proposta editorialeBentrovati. La scorsa settimana abbiamo delineato per sommi capi come si dovrebbe orientare, in via preliminare, un aspirante scrittore che si accinga a inviare il proprio testo a un editore per una valutazione. Mi perdonerete se in questo articolo non entrerò ancora nel merito degli elementi costitutivi di una proposta editoriale, bensì indugerò ancora un poco su alcuni aspetti di contorno che, ne converrete, sono tutt’altro che trascurabili.

Avete terminato il vostro “libro” e i polpastrelli ancora vi prudono. Difficile resistere alla tentazione di allegare il file a una mail, o di infilare il prezioso manoscritto in una busta e affidarlo a Poste Italiane, nella trepidante speranza di aver compiuto il primo passo verso la pubblicazione. Niente di più sbagliato. Non è un caso che in molti workshop di scrittura creativa si continui a ribadire il concetto che per aumentare le probabilità di successo sia necessaria un’analisi critica del proprio progetto, ma anche e soprattutto un’attenta e consapevole selezione degli editori adatti a pubblicare il vostro lavoro.

Valutare la qualità e l’originalità della vostra idea. Essere autocritici è fondamentale per il vostro lavoro di scrittori. Guardatevi “da fuori”; ottenete maggiore consapevolezza delle vostre capacità e del vostro progetto domandandovi: «Io acquisterei e leggerei un libro come questo?». Avete un bel dire che tutte le storie sono già state narrate, che forse voi non avete creato niente di nuovo, solo un po’ rubato qua e là e rimasticato. Non è una buona scusa. Siate spietati con voi stessi. Magari avete dato un taglio diverso, vi siete giocati tutto sullo stile o sul punto di vista peculiare di un personaggio. Se intendete pubblicare un saggio e avete già fatto delle verifiche sullo stato dell’arte e sulle pubblicazioni analoghe già presenti sul mercato, chiedetevi se per caso non avete considerato il problema da un’altra angolazione, o se avete esplorato segmenti di indagine che altri ricercatori non hanno ancora sviluppato. Poi rileggete ancora una o più volte il manoscritto finalizzato per l’invio. Vi è mai capitato di imbattervi in un libro e di contare più di cinque refusi in sole due pagine? La cosa vi ha irritati a tal punto che lo avete abbandonato al suo destino. Cosa vi induce a pensare che il redattore incaricato di leggervi si comporterà diversamente, scoprendo le vostre trascuratezze?

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Individuare i potenziali lettori. C’è una bella differenza tra lo scrivere per se stessi, con un piacere tutto autoreferenziale, immaginando che l’editore venga stregato dal vostro talento, e confezionare un progetto mirato per una casa editrice. L’editore ha una sua linea editoriale, un parco lettori con gusti e aspettative. Chiedetevi: «A chi può interessare un libro come il mio?» Lo so, direte ch’è difficile capire se un testo può o meno essere accolto con favore; certe singolari alchimie che solo l’editoria può creare sfuggono deliberatamente alle analisi di mercato. È però rischioso e limitante fidarsi solo del proprio fiuto. Molto meglio:

a) confrontare tra loro libri simili per soggetto e genere, e relativi editori che li pubblicano;

b) consultare i librai o in generale degli esperti di settore, anche tramite interviste pubblicate in rete o su riviste specializzate.

Scegliere i potenziali editori. Non cominciate a sparare all’impazzata dentro un saloon le vostre cartucce, rischiando di colpire il malcapitato pianista e di farvi sfuggire sotto il naso Billy The Kid! Non fissatevi sull’editore di prestigio o sulla collana che avete preso in simpatia. Non sottovalutate l’aspetto pratico di consultare i cataloghi. Andate in biblioteca e magari date una sbirciata al Catalogo degli editori italiani. Lo strumento più a portata di mano che avete è il web. Fate una lista degli editori che hanno pubblicato libri affini al vostro; consultate i loro cataloghi. Procuratevi anche dei loro libri; se già li possedete andate a ripescarli in libreria e osservateli da vicino: collana, veste grafica e tipografica, lunghezza, cura redazionale. Conoscere i cataloghi di un editore vi metterà al riparo da errori grossolani. Quanti sono i titoli pubblicati in un anno? Ha pubblicato opere di autori esordienti? Nel caso di editori di medie e piccole dimensioni fate qualche altra ricerca: vedete se ci sono recensioni favorevoli, se si parla di quei libri. Se conoscete qualche addetto ai lavori, informatevi se dispongono di un ufficio stampa propositivo e dinamico. Se hanno una distribuzione, e quanto è capillare. Provate ad analizzare i loro prodotti di punta: pregi e difetti, o limitazioni alla loro circolazione.

Ecco, questo è certamente il modo più razionale per “trovarsi nel posto giusto al momento giusto”. Col prossimo appuntamento inizieremo a strutturare con maggiori dettagli la nostra proposta editoriale.

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