In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

14 scrittori famosi e le loro ultime parole

Come presentare una proposta editoriale – Intervista a Gabriella Gavioli

Come presentare una proposta editoriale, Gabriella GavioliSei la responsabile editoriale di Edizioni Saecula. Raccontaci un po’ di te, della tua formazione e della mission della casa editrice.

Edizioni Saecula nasce nel 2008, con una vocazione storica e un duplice obiettivo: da una parte offrire nuove letture dei fatti del passato, allo scopo di stimolare il confronto e la ricerca in ambito storico; dall’altra svestire la Storia del suo aspetto di materia noiosa e zeppa di date che si cristallizza nei ricordi scolastici, per arricchirla invece del valore di memoria e di curiosità per mondi altri. La linea editoriale si articola quindi in differenti collane, dalla saggistica pura, attraverso titoli per bambini e di viaggio, fino alla narrativa, in un ventaglio di proposte molto differenti tra loro, ma sempre improntate alla Storia. Io mi occupo di coordinare l’attività editoriale e vengo da un lungo percorso di profondo interesse per la scrittura, prima, e poi di scoperta dell’affascinante realtà del “dietro le quinte” di un libro: l’attività redazionale e di editing, che permette a un manoscritto di compiere il complesso percorso che lo porterà a diventare libro.

 

Quali sono le modalità con le quali un autore potrebbe inviarvi una proposta editoriale?

Innanzitutto la prima raccomandazione che faccio agli autori è di valutare sempre bene la linea editoriale della casa editrice cui si apprestano a inviare un manoscritto. Nel nostro caso, se pure contempliamo una collana di narrativa, essa tiene comunque conto di un apporto di valore storico. Spesso riceviamo invece proposte in ambiti magari molto attuali, ma che non hanno alcuna attinenza con il nostro progetto editoriale. Chiediamo, per l’invio dei manoscritti, che siano completi (non sarebbe possibile né onesto valutare un testo parziale), accompagnati da una sinossi e da una scheda dell’autore. L’invio può avvenire sia in forma cartacea sia via mail. Chiediamo pazienza per le tempistiche di lettura redazionale, ma siamo soliti rispondere a tutti, sia in termini positivi sia laddove, purtroppo, la pubblicazione non sia possibile.

 

Come direttore editoriale, cosa ti cattura di più in una proposta editoriale?

Mi piace molto percepire la passione tra le righe di un autore che si presenta alla nostra casa editrice. Il modo in cui parla della propria opera come di qualcosa che gli è costato tempo, fatica, studi, scritture e riscritture ma che adesso è in una veste quasi definitiva, pronto “ad affrontare il mondo”. Questo è spesso un non detto, ma si coglie in primis nella lettera di presentazione che accompagna il testo. Mi fa anche piacere constatare che un autore ci abbia scelto con attenzione, valutando la linea editoriale, i testi già pubblicati, perché è un modo delicato di affidarci qualcosa che è per lui prezioso e che quindi merita di trovare la giusta collocazione.

 

Al contrario: cosa ti respinge o ti indispone nella presentazione di una proposta editoriale?

Non gradisco gli autori che danno l’impressione di aver mandato il manoscritto un po’ a tutte le case editrici (qualche volta è più di un’impressione, dal momento che le stesse si trovano in copia, nella mail, ben visibili). Comprendo la difficoltà degli esordienti di essere letti e pubblicati e quindi una certa “disperazione” nella ricerca di un editore, ma il rischio è di apparire superficiali e questo non è mai un buon lasciapassare. Naturalmente lo stesso si può dire per un testo che appare poco curato, pieno di refusi, quasi non fosse neppure stato riletto prima dell’invio. Mi indispone anche quello che è probabilmente un peccato d’ingenuità da parte dello scrittore esordiente, ma che spesso può essere letto in termini negativi: la tendenza, forse involontaria, di sostituirsi ai professionisti cui sta inviando il manoscritto. Si trovano quindi copertine già belle e pronte (quasi “imposte”) o l’avvertenza che il testo è già stato sottoposto a editing o, ancora, sfilze di apparati critici di lettori generalmente sconosciuti che tessono le lodi del prodotto.

 

Facci capire: qual è la tua idea di narrativa in Edizioni Saecula?

La nostra narrativa mi piace definirla di “storie che raccontano la Storia”. Come dicevo non si tratta necessariamente di romanzi storici (pochi di quelli pubblicati possono in effetti rientrare in questo genere), bensì di racconti che ci calano in epoche differenti, ce ne danno suggestioni, qualche volta senza nemmeno definirle fino in fondo, ma ci portano a viaggiare in altri tempi, in altre realtà e atmosfere, suscitando curiosità, stimolando l’approfondimento, instillandoci, tra le righe, dettagli e conoscenze.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Issuu e Pinterest]

Come presentare una proposta editoriale, Gabriella GavioliNel caso della saggistica: fate delle ricerche di marketing o vi orientate sulla scorta della vostra esperienza nel settore specifico che trattate, riguardo alla diffusione e vendibilità di un prodotto che intendete pubblicare?

Nessuna ricerca di marketing può creare il fascino di un “incontro” con quello che diventerà un “nostro” libro. Inoltre, credo che, nel caso delle piccole case editrici come la nostra, i concetti di diffusione o vendibilità siano in qualche modo impropri, o comunque non prioritari. È l’incontro con il lavoro di un autore e con l’autore stesso che ci guidano nel proseguire il cammino, arricchendoci di nuovi preziosi compagni di viaggio. Ci piacciono le nuove teorie, se ben fondate, gli sguardi curiosi, le domande, anche senza risposta, che i fatti storici possono sollecitare. Il libro che ha inaugurato l’attività editoriale delle Edizioni Saecula è stato, non a caso,Halade mystai. Iniziandi al mare! Cart ruts, una nuova interpretazione che dava per l’appunto una nuova lettura dell’evidenza archeologica delle cosiddette “cart ruts”, ritenute dagli studi in essere strade per carri. La proposta avanzata dall’autore, a fronte di studi ed evidenze esposte, è invece quella che si trattasse di strutture dedicate al culto delle acque.

 

Quanta importanza ha la biografia di un autore, la sua competenza e le sue eventuali pregresse pubblicazioni in un dato settore di indagine storica?

Spesso è indipendente dalla quantità di pubblicazioni di un autore, ma ha senz’altro molto a che vedere con la passione e con lo studio, con la fatica del fare. In quest’ottica abbiamo accettato con piacere, ad esempio, la proposta di una raccolta di scritti dai seminari di una giovane associazione che opera in ambito storico antico: ne è scaturita una pubblicazione, Ricerche a confronto. Dialoghi di Antichità Classiche e del Vicino Oriente, che già nel titolo, ma ancor più nei suoi contenuti, rappresenta un manifesto programmatico di quello che vuole essere “fare Storia” per le Edizioni Saecula.

 

Una volta individuato il testo che intendete pubblicare, ti occupi personalmente dell’editing o lo affidi a un collaboratore?

La nostra realtà editoriale (come spesso molte di quelle che rientrano nella categoria della microeditoria) si avvale di collaboratori freelance, dislocati un po’ in tutta Italia, organizzati in una piccola redazione virtuale. I manoscritti vengono sottoposti a una prima scrematura da parte mia, dopo di che, attraverso applicazioni informatiche, vengono resi disponibili per la lettura redazionale. In questo modo, ogni redattore ha la possibilità di lavorare su quello che è più nelle sue corde, in un continuo confronto con me, che coordino le varie fasi dei lavori. Dopo la lettura redazionale, si decide se procedere o meno con il contratto e la successiva pubblicazione. Una volta approvato, il testo viene sottoposto a editing e a correzione bozze (da parte mia o di uno dei redattori), sempre in stretta collaborazione con l’autore.

 

Nella tua esperienza hai trovato autori disponibili a intervenire anche in maniera consistente sulla loro opera? C’è stato un confronto e uno scambio proficuo per entrambe le parti, secondo te?

Mettere mano a un testo è un’operazione delicata e richiede grande rispetto. Per questo motivo viene sempre fatta in stretta cooperazione con l’autore, aiutandolo a comprendere gli eventuali punti deboli del testo e tenendo ben presente che lo scopo finale dell’editing è quello di ottenere un risultato editoriale migliore possibile, senza in alcun modo stravolgere lo stile dell’autore o il suo personale sentire, ma anzi aiutando il testo a offrirli ai lettori. Ho avuto esperienza di editing durati anche oltre un anno, con risultati sorprendenti e grande soddisfazione dell’autore in primis. In una sola occasione, un autore non ha voluto in alcun modo accettare le nostre proposte di revisione del testo e in quel caso abbiamo preferito, di comune accordo, rescindere il contratto: non sarebbe stato giusto che lui si sentisse snaturato del suo ruolo di autore (così stava percependo i nostri interventi). Tuttavia lo scritto, se pur interessantissimo nei contenuti, presentava una forma che, a nostro giudizio, mal lo rappresentava. L’autore ha pubblicato con un’altra casa editrice, mi ha fatto dono del testo e io l’ho letto. Anche da lettrice, il mio giudizio sul libro, che non era stato sottoposto ad alcun editing dalla successiva casa editrice, non è purtroppo cambiato.

Grazie Gabriella di questa interessante e piacevole chiacchierata. Sul Romanzo ti saluta e ti augura buon lavoro e tanta fortuna editoriale.

Il tuo voto: Nessuno Media: 3.8 (6 voti)

Commenti

Nessun autore di valore affiderebbe la propria opera a una casa editrice che si esprime allo stesso modo di un pallone gonfiato, com'è stato questo il caso.

Caro Massimo, ho un grande rispetto per tutte le opinioni, ma la tua non è articolata. Cosa intendi dire quando affermi "che si esprime come un pallone gonfiato"? Le risposte di Gavioli mi sembrano, invece, improntate non certo a sicumera ma pertinenti, espressione della sua personale esperienza e sensibilità verso il mondo editoriale. Parliamone.

Massimo Vaj mi sa che sei tu quello che si esprime come un pallone gonfiato.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.