Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

Come leggere un libro. Le interessanti proposte di Virginia Woolf

Come leggere un libro. Le interessanti proposte di Virginia WoolfCome leggere un libro? Spesso diamo consigli su come fare per leggere di più, per diminuire la nostra lista di libri da terminare, ma oggi ci vogliamo soffermare su un interrogativo forse anche più importante: come andrebbe letto un libro?

Per rispondere ci affidiamo a Virginia Woolf che si è occupata dell’argomento in un saggio del 1925 intitolato Come si dovrebbe leggere un libro.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Woolf inizia scrivendo:

Il solo consiglio… che una persona può dare a un’altra a proposito della lettura è di non seguire nessun consiglio, ma i propri istinti, usare la propria ragione, giungere alle proprie conclusioni. Se su questo siamo d’accordo, allora mi sento libera di presentare un po’ di idee e suggerimenti perché non permetterete loro di incatenare quell’indipendenza che è la qualità più importante che un lettore può possedere. Dopo tutto, quali leggi sui libri possono essere stabilite? La battaglia di Waterloo fu certamente combattuta in un dato giorno; ma l’Amleto è un testo teatrale migliore del Re Lear? Nessuno può dirlo. Ognuno deve decidere questa questione da solo. Accogliere le autorità nelle nostre biblioteche e lasciarle dirci come leggere, cosa leggere, quale valore diamo a quello che leggiamo, equivale a distruggere lo spirito di libertà che è il respiro di questi santuari. Ovunque potremmo essere vincolati da leggi e convenzioni, non ce ne sono.

 

LEGGI ANCHE – I consigli di Virginia Woolf a un giovane poeta

 

Mette in guardia dal sostenere la lettura con un bagaglio preconfenzionato di nozioni:

Poche persone chiedono ai libri quello che i libri possono darci. È molto più comune avvicinarsi ai libri con menti divise e confuse, chiedendo una finzione che sia vera, una poesia che sia falsa, una biografia che sia lusinghiera, una storia che rafforzi i nostri pregiudizi. Se potessimo mettere al bando tutti questi preconcetti quando leggiamo, questo sarebbe un ammirevole inizio. Non date ordini al vostro autore; cercate di diventare lui. Siate il suo compagno di lavoro e il suo complice. Se indietreggiate, ed esprimete qualche riserva e critica all’inizio, vi state impedendo di cogliere tutto il valore possibile di quello che leggete. Ma se aprite la vostra mente nel modo più ampio possibile allora i segni e i cenni di una finezza quasi impercettibile, dai colpi di scena delle prime frasi, vi porteranno alla presenza di un essere umano diverso da qualsiasi altro. Immergetevi in questo, familiarizzate con questo e presto vi accorgerete che il vostro autore vi sta dando, o sta tentando di darvi, qualcosa di molto più definito.

 

Woolf ci ricorda poi il legame che esiste tra la lettura e la scrittura:

Forse il modo più rapido per comprendere gli elementi di quello che un romanziere sta facendo non è leggere, ma scrivere; sperimentare voi stessi i pericoli e le difficoltà delle parole.

 

LEGGI ANCHE – L’ultimo racconto scritto da Virginia Woolf

 

Anche esercitare l’immaginazione è, per Woolf, una competenza speciale:

Leggere un romanzo è un’arte difficile e complessa. Dovete essere capaci non solo di una grande finezza di percezione, ma anche di una grande audacia di immaginazione se farete uso di tutto quello che il romanziere – il grande artista – vi dà.

Come leggere un libro. Le interessanti proposte di Virginia Woolf

E mette poi in evidenza il rapporto tra i libri e la vita dello scrittore:

Quanto, dobbiamo chiederci, un libro è influenzato dalla vista del suo autore, quanto è sicuro lasciare che l’uomo interpreti lo scrittore? Quanto dovremmo resistere o lasciare spazio alle simpatie e antipatie che l’uomo stesso suscita in noi – le parole sono così sensibili, così ricettive del carattere dell’autore? Sono questioni che premono su di noi quando leggiamo vite e lettere, e dobbiamo rispondere da soli, perché nulla può essere più fatale dell’essere guidati dalle preferenze di altri in una questione così personale.

Ma inoltre possiamo leggere questi libri con un altro obiettivo, non per gettare luce sulla letteratura, non per acquistare familiarità con gente famosa, ma per rinfrescare ed esercitare il nostro potere creativo.

 

Woolf si muove puoi verso la poesia:

L’impatto della poesia è così difficile e diretto che per il momento non c’è nessun’altra sensazione eccetto quella della poesia stessa. Quali profondità visitiamo – quanto improvvisa e completa è la nostra immersione! Qui non c’è niente da afferrare; niente con cui stare nel nostro volo… Il poeta è sempre nostro contemporaneo. Il nostro essere per il momento è bilanciato e senza fiato, come in qualsiasi choc violento.

Dopo, è vero, la sensazione comincia a diffondersi in anelli più ampi nella nostra mente; i sensi più remoti vengono raggiunti; questi iniziano a suonare e a commentare e noi siamo consapevoli di echi e riflessioni. L’intensità della poesia copre una gamma immensa di emozioni.

 

Oltre a questi aspetti, Woolf ci ricorda anche che il vero dono della lettura ha luogo in quel periodo che possiamo definire di incubazione:

Il primo processo, ricevere impressioni con la massima comprensione, è solo metà del processo della lettura; dev’essere completato da un’altra metà, se vogliamo ottenere tutto il piacere da un libro. Dobbiamo esprimere un giudizio su quelle molteplici impressioni; dobbiamo trasformare queste forme sfuggenti in una cosa dura e stabile. Ma non in maniera diretta. Attendete che il pulviscolo della lettura si stabilizzi; che il conflitto e le domande spariscano; camminate, parlate, togliete i petali morti da una rosa, o dormite. Poi all’improvviso senza che lo vogliamo, perché è così che la Natura intraprende queste transizioni, il libro ritornerà, ma in modo diverso. Galleggerà fino alla cima della mente nel suo insieme.

 

LEGGI ANCHE – Il volto umano di Virginia Woolf nei ricordi di T.S. Eliot e Vita Sackville West

 

E poi osserva:

Possiamo essere certi che la novità della nuova poesia e della narrativa è la sua qualità più superficiale e che dobbiamo solo modificare leggermente, non riformulare, gli standard con cui abbiamo giudicato il passato.

Come leggere un libro. Le interessanti proposte di Virginia Woolf

Poi si sofferma sulla coltivazione del gusto come principio dell’arte della lettura:

Sarebbe sciocco… pretendere che la seconda parte della lettura, giudicare, comparare, sia semplice quanto la prima – aprire la mente in modo ampio al rapido affollamento di innumerevoli impressioni. Continuare a leggere senza il libro prima di te, tenere una forma d’ombra conto un’altra, aver letto abbastanza ampiamente e con una sufficiente comprensione per rendere tali confronti vivi e illuminanti – questo è difficile; ed è ancora più difficile spingersi oltre e dire: «Non solo è un libro di questo tipo, ma è di questo valore; qui fallisce; qui ha successo; questo non va bene; questo è buono.» Realizzare questa parte del dovere di un lettore richiede una tale immaginazione, una tale visione e un tale apprendimento che è difficile concepire una qualsiasi mente che sia sufficientemente dotata; impossibile anche per il più sicuro di sé trovare in se stesso qualcosa che sia più dei semi di tali poteri. Non sarebbe allora più saggio rimettere questa parte della lettura e permettere ai critici, alle autorità delle biblioteche, decidere al posto nostro la questione del valore assoluto dei libri? Eppure è impossibile! Possiamo sottolineare il valore della simpatia; possiamo provare ad affondare la nostra vinta identità mentre leggiamo. Ma sappiamo che non possiamo simpatizzare del tutto o immergere noi stessi a pieno; c’è sempre dentro di noi un demone che bisbiglia: «Io odio, io amo» e non possiamo ridurlo al silenzio. Ed è precisamente perché odiamo e amiamo che la nostra relazione con i poeti e i romanzieri è così intima che troviamo intollerabile la presenza di un’altra persona. E anche se i risultati sono ripugnanti e i nostri giudizi errati, ancora il nostro gusto, il nervo della sensazione che manda scosse dentro di noi, è il nostro illuminante capo; noi apprendiamo attraverso i sentimenti; non possiamo sopprimere le nostre idiosincrasie senza impoverirle. Ma man mano che il tempo passa forse possiamo formare il nostro gusto; forse possiamo farlo sottostare a qualche controllo. Quando ha nutrito avidamente e generosamente libri di ogni tipo – poesia, narrativa, storia, biografia – e ha interrotto la lettura e ha cercato i lunghi spazi della varietà, dell’incongruità del mondo vivente, noi possiamo scoprire che sta cambiando un po’; non è più così avido, è più riflessivo.

 

Woolf poi articola una verità che si estende oltre la letteratura e si può applicare a ogni aspetto della vita:

Niente è più facile e più stucchevole del dare regole che esistono senza contatto con i fatti, nel vuoto.

 

Un altro aspetto importante ha a che fare con l’influenza che come pubblico esercitiamo sulla natura e sulla qualità di ciò che è scritto:

Se leggere un libro come dovrebbe essere letto richiede le più rari qualità di immaginazione, visione e giudizio, forse si potrebbe concludere che la letteratura è un’arte molto complessa, che è improbabile che saremo in grado, anche dopo una vita spesa a leggere, dare qualche contributo di valore alla sua critica. Noi dobbiamo rimanere lettori; non ci applicheremo su quell’ulteriore gloria che appartiene a quei rari esseri che sono anche critici. Ma ancora abbiamo le nostre responsabilità come lettori e anche la nostra importanza. Gli standard che raggiungiamo e i giudizi che esprimiamo penetrano nell’aria e diventano parte dell’atmosfera che gli scrittori respirano quando lavorano.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Woolf ci ricorda infine il valore del lettore nello spingere la cultura in avanti:

Se oltre agli irregolari spari della stampa l’autore ha sentito che c’era un altro tipo di critica, l’opinione della gente che legge per amore della lettura, lentamente e senza professionalità, e giudicano con grande simpatica e anche con grande severità, questo non migliorerebbe la qualità del suo lavoro?


Per la prima foto, copyright: Aziz Acharki.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (4 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.