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Come la troga ha distrutto l’Italia, la profezia di Giampaolo Rugarli

Come la troga ha distrutto l’Italia, la profezia di Giampaolo RugarliC’è tutta un’Italia ne La troga di Giampaolo Rugarli, pubblicato da Adelphi nel 1988 e riproposto dalla medesima casa editrice a gennaio di quest’anno. L’Italia della Loggia massonica P2, degli anni di piombo, della Democrazia Cristiana, del terrorismo, della collusione tra politica e organizzazioni criminali: tutti elementi utili a trasformare questa storia in uno dei più appassionanti romanzi criminali della narrativa italiana degli ultimi tempi, in cui s’intravedono tracce della prosa di Leonardo Sciascia o del cinema politico di Francesco Rosi ed Elio Petri.

La trogaè una pièce in tre atti, in cui si muovo magistrati, politici, funzionari di polizia e presunti terroristi. Tutto inizia quando il commissario Pantieri riceve la visita di un’anziana signora la quale, particolarmente agitata e come in preda a un delirio, inizia a parlare della troga. Il commissario non prende sul serio le informazioni fornite dalla donna: «Commissario, lei sarà distrutto dalla troga» è la profezia della bizzarra informatrice, il cui cadavere viene ritrovato qualche tempo dopo nel Tevere.

 

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A questo punto Pantieri inizia a pensare che tale troga sia in effetti qualcosa di molto pericoloso: il termine comincia a ricorrere spesso nei dialoghi dei suoi interlocutori (c’è chi confonde il termine “droga” con “troga”), come una presenza sottile e oscura che Pantieri non può più ignorare. Scopre così che la troga è una società segreta, organizzata in più cellule e con a capo un certo Raimondo di Turenna (l’identità è ovviamente segreta: Raimondo di Turenna richiama un personaggio realmente esistito e legato ai signori di Baux in Provenza).

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Non mancano chiari riferimenti ad Aldo Moro (quando il romanzo venne pubblicato per la prima volta, ricorreva il decennale dal sequestro e dalla morte), celato nella figura dell’onorevole Lauro Grato Sabbioneta. Ma i rapporti con il reale non si esauriscono qui. Anche se “romanzesco” è il termine più adatto per definire l’opera di Rugarli, la cronaca italiana è palesemente presente nel testo, ed è altrettanto vero che essa viene contaminata da elementi fantastici e suggestivi, tipici di ogni prodotto artistico che si rispetti, nella letteratura o nel cinema, a teatro o in televisione: contesti in cui la realtà viene sempre un po’ modificata, senza per questo perdere valore o sminuire il suo ruolo di testimone impietoso di un determinato momento storico, sociale e politico.

 

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Come la troga ha distrutto l’Italia, la profezia di Giampaolo Rugarli

Rugarli ci presenta una comédie humaine dove non manca nessuno, dal ministro con il figlio (presunto) terrorista Ciro De Fiore, al rappresentante della DC o il dottor Conti, il quale si esprime solo in dialetto romanesco e che, come si può immediatamente intuire, nasconde segreti loschi e nefandezze. Nella lista delle dramatis personae non mancano nemmeno passanti, astanti, curiosi, facchini, turisti, animali, soprattutto i ratti del giudice Anteo Biraghi, le sue preziosissime coppie di Mastomys natalensis. La troga è uno spaccato della realtà italiana concepita come un teatrino onirico e grottesco, in cui fanno da padrone la morte e la corruzione: ne esce un feroce ritratto del nostro Paese, nel quale, allora come oggi, il legame tra politica e criminalità organizzata è ormai troppo radicato e indissolubile per poter essere estirpato.

 

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Una delle più autorevoli recensioni a La troga fu proprio del sopra citato Sciascia, il quale sosteneva che nel romanzo s’intravedevano «tanti di quegli elementi che appartengono alla storia italiana dell’ultimo mezzo secolo, che si finisce col leggerlo come se quella storia fosse stata reinventata in una sfera surreale, metafisica: da sogno, da incubo». L’autore ha tracciato un’immagine cupa della stessa Roma, definita tra le pagine del libro non una città vera e propria, con una fisionomia definita, bensì «un agglomerato di città, accomunate dalla vocazione alla cancrena». Insomma, come qualcuno direbbe, il ritratto della Città Eterna fornito ne La troga di Giampaolo Rugarli è simile a quello della Roma del XXI secolo, deturpata ulteriormente dai fattacci di Mafia Capitale.

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