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Come fare un’intervista

Enzo Biagi, Gianni AgnelliVi siete mai chiesti come si prepara un giornalista quando deve fare un’intervista? Poco importa chi sia a intervistare chi, ogni incontro può riservare sorprese e, se preparata bene, ogni intervista può dare belle soddisfazioni. Basta rispettare alcune regole che proviamo a sintetizzare in questi dieci consigli per fare una bella intervista.

  1. Come iniziare? Per prima cosa, un’intervista, bisogna prepararla. Prima di incontrare la persona da intervistare, infatti, occorre documentarsi su chi è il nostro interlocutore. Per preparare bene un’intervista si possono leggere i suoi scritti, libri, articoli, interventi oppure, meglio ancora, cercare altre interviste che lo hanno visto protagonista in passato o, comunque, provare a focalizzare le vicende di cui l’interlocutore è stato autore o testimone.

 

  1. Individuati i temi principali da affrontare si può cominciare a stilare una prima serie di domande. Meglio prediligere domande brevi e precise, che stimolino risposte brevi e precise, piuttosto che dare spazio a risposte troppo generiche. Il rischio di “perdersi in chiacchiere” è alto, soprattutto se si rompe il ghiaccio e si arriva a un buon livello di empatia. Cosa che invece sarebbe da volgere a proprio favore.

 

  1. La scaletta è indicativa (meglio non leggere le domande, rallenta i tempi e può infastidire), l’importante è dare un filo logico al discorso e non saltare, come si suol dire, di palo in frasca. Si rischia di spaesare o, peggio, di infastidire, l’interlocutore.

 

  1. Cercare, possibilmente, di scegliere il luogo adatto per svolgere l’intervista. Un bar, un parco, un autobus possono essere anche luoghi piacevoli, ma occhio alla confusione, che crea stress (a entrambi) e può generare incomprensioni. Altrettanto deleteri possono essere luoghi pubblici di altro tipo, come ad esempio quelli nei quali va rispettato il silenzio (biblioteche, luoghi di culto…). Verificare quindi per tempo il luogo, assicurarsi che sia comodo e accessibile al momento dell’appuntamento.

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  1. Rispettare gli orari prefissati. Il tempo è denaro (o comunque è importante, per entrambi), dunque meglio un po’ prima e non far aspettare troppo l’interlocutore. Nel caso a ritardare fosse l’intervistato può essere necessario, almeno in tal caso, far passare sotto silenzio il ritardo; giusto per non inficiare il risultato finale di quella che magari è stata una lunga preparazione.

 

  1. Cercare di mettere a suo agio l’intervistato. Meglio fargli capire subito che sappiamo bene chi è, e che siamo curiosi di conoscerlo meglio, ma senza essere invadenti con domande troppo personali. Non all’inizio, quantomeno. Via libera, invece, a battute di spirito e osservazioni stimolanti, ma senza esagerare: il protagonista principale è sempre l’intervistato.

 

  1. Cercare di gestire la conversazione per portare a casa il proprio obiettivo. Può capitare infatti che l’intervistato non risponda direttamente a una o più domande, vuoi per troppa divagazione, per distrazione o a causa di domande troppo complicate che, ripensandoci, potevano essere divise in due o tre. Se il girarci attorno ha altre motivazioni si può sempre cercare di capire perché chiedendo direttamente «Come mai non vuol rispondere a questa domanda?».

 

  1. Se serve, star pronti a inserire domande in più, strada facendo. Serve per approfondire un aspetto inatteso, un risvolto sconosciuto o poco chiaro, della questione che si sta affrontando. Oltre ad essersi documentati, dunque, occorre anche essere disposti a lasciare libero sfogo alla propria fantasia, per cercare di trarre elementi interessanti dalla conversazione.

 

  1. Non farsi prendere dall’ansia del registrare tutto. Non tutto ciò che viene detto è interessante e merita di essere trascritto. Si può intervistare comodamente prendendo appunti su un’agendina o, se si decide di registrare, si può e si deve essere pronti a scremare poi, durante la sbobinatura. È utile tener presente che molto materiale è destinato, inevitabilmente, ad andare perduto.

 

  1. Da ultimo, va tenuto sempre bene in mente come si scrive un buon articolo di giornale. L’intervista, infatti, vale poco se non la si rende disponibile agli altri in un articolo di giornale o rivista, in un libro, alla radio, alla televisione o in una tesi di laurea. Solo così, rispettando le “5 W” (what, who, when, where, why) che stanno alla base del giornalismo moderno, e i dieci consigli qui elencati possiamo essere sicuri di aver riportato tutto l’essenziale, non rimane delusi e poter dire di aver realizzato davvero una buona intervista.
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