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"Città irreale", la Londra pre-Brexit raccontata da Cristina Marconi

"Città irreale", la Londra pre-Brexit raccontata da Cristina MarconiCon il suo esordio narrativo Città irreale (Ponte alle Grazie, 2019) la giornalista Cristina Marconi si è imposta all'attenzione dei giurati del Premio Strega 2019, entrando nella selezione dei primi dodici finalisti, da cui emergerà poi la cinquina che si disputerà il premio di vincitore assoluto nella serata finale.

Il romanzo segue il percorso personale di Alina, ventiseienne romana che nel 2008 decide di lasciare la sua città e un soddisfacente lavoro a tempo indeterminato per trasferirsi a Londra in cerca di nuove esperienze.

 

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La capitale inglese in quel momento vive una fase di grande sviluppo e cambiamento, accogliendo centinaia di migliaia di giovani, provenienti da tutto il mondo, alla ricerca delle numerose opportunità di lavoro che la città sembra mettere a disposizione di chiunque, a differenza di ciò che accade in altri Paesi europei alle prese con la crisi economica.

Anche Alina ottiene con facilità un impiego, in principio inferiore a quello che aveva a Roma, ma in una società in rapida crescita, che le permette di scalare in fretta diverse posizioni al suo interno. Nel frattempo la ragazza, più che frequentare la numerosa colonia di connazionali, troppo spesso malati di nostalgia, aspira a inserirsi in modo pieno e definitivo nella società inglese. Deve ben presto rendersi però conto che, al di là dell'eccitante patina di cosmopolitismo che avvolge Londra, i suoi abitanti autoctoni sono tutt'altro che disposti a considerarla da subito "una di loro", nemmeno quando conosce il giovane medico Iain e avvia una relazione con lui, entrando a far parte del suo solido gruppo di amici.

"Città irreale", la Londra pre-Brexit raccontata da Cristina Marconi

Iain è innamorato dell'Italia, dove ha vissuto per qualche tempo, ma nonostante questo resta un inglese riservato, tanto da non raccontare ad Alina una parte dolorosa e fondamentale del suo passato. Mentre gli anni scorrono lentamente, la Londra tanto cosmopolita e accogliente si trasforma nella capitale di un Paese che sceglie con un referendum di uscire dall'Unione europea, con tutte le possibili conseguenze del caso anche per gli stranieri che avevano scelto di viverci, a volte per necessità ma a volte anche per una scelta motivata. Alina deve quindi accettare il fatto che l'identità di una persona non è un concetto così malleabile come ha sempre pensato, e che prima o poi è inevitabile sia fare i conti con le proprie radici, sia operare una scelta di campo.

"Città irreale", la Londra pre-Brexit raccontata da Cristina Marconi

Cristina Marconi riversa in questo romanzo la sua esperienza di giornalista italiana che da diversi anni vive e lavora a Londra, una città che mostra di conoscere molto bene nella sua realtà concreta e quotidiana, quella che non può essere recepita dal semplice turista occasionale. Alina e i suoi amici ci offrono un ritratto vario e cangiante della generazione dei trentenni, delle loro aspirazioni e delle scelte che si trovano a compiere in un mondo sempre più lontano da quello, infinitamente più stabile e rassicurante, dei loro genitori. Ed è il divario evidente tra questi due mondi che rende spesso così difficile ai genitori comprendere certe scelte dei figli, come accade ad esempio a Marisa, la madre di Alina, incapace di liberarsi da una visione del mondo troppo rigida per capire le motivazioni della figlia e il suo desiderio di costruirsi una vita diversa in un altro Paese.

 

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Per quanto accomunati sotto molti aspetti dalla globalizzazione, tuttavia, questi giovani europei conservano le rispettive eredità culturali dei Paesi da cui provengono, perché non è poi così semplice staccarsi in modo totale dalle proprie radici, come è costretta a imparare a proprie spese Alina nel corso della sua esperienza di vita nella Città irreale di Londra così ben raccontata da Cristina Marconi.


Per la prima foto, copyright: Luca Micheli su Unsplash.

Per la terza foto di Alessandro Mariscalco, la fonte è qui.

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