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Case editrici per uno scrittore esordiente – Feltrinelli

FeltrinelliFeltrinelli è oggi un nome proprio per indicare non solo la casa editrice ma un’intera epoca del nostro Paese. Dietro a questo cognome milanese che campeggia su centinaia di copertine c'è una persona "ingombrante", il suo fondatore, Giangiacomo Feltrinelli.

Partigiano, militante del PCI e appassionato di libri antichi, il colore rosso e la linea editoriale “popolare” che Giangiacomo scelse per la sua casa editrice non furono casuali.

A oltre quarant’anni dalla sua misteriosa morte nei pressi di un traliccio dell’alta tensione a Segrate, il nome di Feltrinelli è ancora legato ad alcune delle parentesi più nere degli anni di piombo, tra cui piazza Fontana, l’omicidio Calabresi, servizi segreti internazionali e gruppi paramilitari di azione partigiana (GAP), da lui fondati.

Insieme alle ombre delle sue attività clandestine il “comunista miliardario” (definizione di Enrico Deaglio) ha lasciato un immenso patrimonio letterario.Poco prima di aprire la casa editrice, nel 1949 aveva avviato una biblioteca con una preziosa collezione di libri antichi che oggi conta oltre 250mila opere di saggistica e narrativa, tra cui la prima edizione del Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels e la prima edizione delle opere complete di Niccolò Machiavelli. Oggi si trovano alla Fondazione Feltrinelli (sita a Milano e aperta al pubblico) che custodisce anche un centinaio di titoli della collana COLIP, quella su cui si innestò il pezzo forte della casa editrice, l’Universale Economica Feltrinelli.

Oltre a diffondere la filosofia marxista in formato tascabile, la Feltrinelli pubblicò alcune pietre miliari della letteratura mondiale. Prima fra tutti, in anteprima mondiale, Il dottor Živago (1957), la cui uscita turbò la madrepatria sovietica (dove fu pubblicato solo nel 1988) e costò a Giangiacomo la tessera del partito comunista. Seguirono Il Gattopardo e La mia Africa. Lo zelante editore andò personalmente a Cuba, dove Castro gli affidò Diario in Bolivia, di Che Guevara, per la pubblicazione.

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Feltrinelli portò in catalogo altri scrittori di rottura come Henry Miller, Charles Bukowski, Isaac Asimov e Jorge Luis Borges. Tra i contemporanei di maggior successo pubblicati da Feltrinelli ci sono Daniel Pennac, Banana Yoshimoto, Isabel Allende, Amos Oz e Jonathan Coe.

Alcuni degli scrittori italianidi punta della scuderia Feltrinelli sono Alessandro Baricco, Stefano Benni, Antonio Tabucchi, Chiara Gamberale, Erri De Luca, Simonetta Agnello Hornby. Gli ultimi due hanno esordito con Feltrinelli, così come, più recentemente, Benedetta Cibrario e Alessandro Mari.

Oltre a tutte le sfumature della narrativa la Feltrinelli è altamente specializzata in sociologia, storia della filosofia, dell’economia e del pensiero politico.

Questo patrimonio socio-culturale, oggi nelle mani del figlio Carlo, ha assunto l’aspetto di un impero, con la sua imponente catena di librerie sparse per tutta Italia e l’acquisto del canale televisivo di approfondimento culturale LaEffe.

Lo spirito progressista con cui Giangiacomo fondò la Feltrinelli nel 1954 sopravvive, se non nel catalogo più commerciale, nell’apertura a mezzi di massa: oltre alla televisione, la Feltrinelli ha una partnership con Emons, il guru teutonico degli audiolibri, che cura edizioni audio, lette da attori professionisti, di alcune opere di successo pubblicate da Feltrinelli.

Se Feltrinelli non dà indicazioni precise sull’invio di manoscritti, la sua collaborazione con la scuola di scrittura e storytelling più famosa d’Italia è prova del suo interesse verso gli scrittori in erba. Con il 49,8% delle quote Holden, la casa editrice Feltrinelli tiene un piede dentro alla gestazione di futuri narratori.

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Commenti

Quest'ultima parte:

"Se Feltrinelli non dà indicazioni precise sull’invio di manoscritti, la sua collaborazione con la scuola di scrittura e storytelling più famosa d’Italia è prova del suo interesse verso gli scrittori in erba. Con il 49,8% delle quote Holden, la casa editrice Feltrinelli tiene un piede dentro alla gestazione di futuri narratori."

è incommentabile, a meno che non si voglia far ricorso al turpiloquio.

Car* V.L.,
con questo post (e questa rubrica) non si entra nel merito delle scelte editoriali.
E' una scheda sulla storia della Feltrinelli, il suo catalogo e i suoi "investimenti", condivisibili o meno, così come lo sono le scuole di scrittura.
Forse ti sentirai più in sintonia con questo post...
http://www.sulromanzo.it/blog/per-chi-suona-la-campanella-della-scuola-h...
Grazie per il commento.
Valentina

Un libro come il Gattopardo oggi non sarebbe neanche considerato dalla Feltrinelli.
Non mi risulta che Tomasi di Lampedusa abbia frequentato scuole di scrittura, nè che fosse uno scrittore "in erba".
Giangiacomo si rivolta, ne sono sicuro.
Sandro Mondelli

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