Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Cambiare vita a 36 anni. Intervista a Francesco Gungui

Cambiare vita a 36 anni. Intervista a Francesco GunguiTutto il tempo che vuoi (Giunti, 2017) è il nuovo libro di Francesco Gungui, scrittore ed editor milanese che approda alla narrativa per adulti dopo aver esordito con un ricettario di cucina, a cui sono seguiti diversi romanzi per bambini e una trilogia fantasy per adolescenti.

Protagonista del romanzo è Franz, un trentaseienne che lavora come editor presso una grande casa editrice, si diletta a cucinare per gli amici e sembra aver raggiunto una discreta stabilità affettiva ed economica, tanto che sta cercando di avere un figlio con la compagna Lucia. Eppure, ecco che da un giorno all'altro tutte le sue certezze si rivelano illusorie: il suo capo lo licenzia, infuriato perché Franz ha posto il veto alla pubblicazione di un romanzo erotico, che però è andato a fare la fortuna di un editore concorrente, mentre il rapporto con Lucia entra improvvisamente in crisi.

Costretto a inventarsi qualcosa per tirare avanti, Franz scopre che può sfruttare la sua passione per i fornelli trasformandosi in cuoco a domicilio, cosa che gli permette anche di fare nuovi incontri, tra cui quello con Camilla, giovane madre single di un ragazzino e molto restia a lanciarsi in una nuova relazione dopo infelici esperienze precedenti.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

La vita sembra così tornare a sorridere a Franz, ma in realtà per lui non sarà tanto semplice accettare cambiamenti che lo porteranno su strade diverse da quelle che aveva immaginato di percorrere in precedenza: occorre pur sempre un certo spirito d'adattamento per scegliere un piano B per la nostra vita se il piano A si rivela inattuabile.

La casa editrice Giunti ha organizzato un simpatico pranzo nella bella cornice di "Un posto a Milano", antica cascina trasformata in centro multifunzione, per presentare Francesco Gungui a un gruppo tutto al femminile di quindici blogger.

 

È evidente che il protagonista le somiglia molto, ma quanto c'è di vero e quanto di inventato nella storia che racconta?

Di vero c'è moltissimo, a partire dal mestiere di Franz, perché anch'io sono un editor e ho lavorato in Mondadori: la sede di Segrate è riconoscibile, e forse anche qualche persona che ci lavora. Ho preso molto dalla mia esperienza personale, anche dalla vita privata: la casa che descrivo è la mia, e poi c'è la passione personale per la cucina.

Come Franz, amo cucinare, apprezzo il buon cibo e il buon vino. Da ragazzo ho fatto per due anni l'aiuto cuoco in un catering, e il primo libro che ho pubblicato era un ricettario.

Poi ci sono anche elementi che ho preso dalle storie personali di amici, come quella del coinquilino di Franz che si trasferisce a Londra per aprire una focacceria, come ha fatto davvero una mia amica tempo fa. Mi riconosco un po' pure nell'amico sposato di Franz, anche se spero che la mia storia abbia un epilogo diverso.

Cambiare vita a 36 anni. Intervista a Francesco Gungui

Prima di questo romanzo lei ha scritto libri per ragazzi, tra cui una trilogia fantasy. Cosa cambia in fase di scrittura tra un progetto seriale e un romanzo autoconclusivo, ma anche nel passaggio tra libri per ragazzi alla narrativa per adulti?

Partendo dalla seconda domanda, direi che questo era per me un passaggio fisiologico e necessario. Ho scritto dieci romanzi rivolti al pubblico giovane, in parte realistici e in parte di fantascienza, raccontando quella fase della vita da tutti i punti di vista.

È stato molto bello, mi sono divertito tantissimo e penso che lo rifarò in futuro, ma nel frattempo anch'io sono cresciuto, mi sono sposato e ho avuto due figli. Ho conosciuto anche tante persone nuove, le storie si sono accumulate nella mia testa ma non avevano più dei protagonisti così giovani, perché riguardavano i miei amici e coetanei, finché mi sono ritrovato a immaginare un personaggio come Franz, che sono io senza figli: la sua vita è come avrebbe potuto essere la mia se a qualche bivio avessi preso altre direzioni.

Nel romanzo c'è comunque anche un personaggio molto giovane, Martino, che entra nella storia per ricordare al lettore che io, come scrittore, vengo da quel mondo lì.

Per quanto riguarda le differenze di scrittura, già il mio ultimo libro per ragazzi era un autoconclusivo, che poi sarebbe il vero romanzo: la serie si avvicina di più alla narrazione dei programmi televisivi, e ha lo scopo di creare un mondo allargato, in cui i lettori si riconoscono con piacere. La serialità permette inoltre di avvicinare più facilmente i ragazzi alla lettura.

Stavolta volevo raccontare una storia precisa, che avesse un inizio e una fine: dico fin da subito che non scriverò mai un seguito, perché la storia potrebbe potenzialmente andare avanti, ma io voglio che sia il lettore a immaginarsi il futuro di questi personaggi. Anziché scrivere un seguito, preferisco inventarmi altri personaggi e creare storie diverse.

Per quanto riguarda la scrittura, però, non mi sembra che cambi poi molto, o almeno per me è così.

La mia esperienza passata e presente con la cucina è stata un'ottima scuola anche per questo: sia la cucina, sia la scrittura, hanno bisogno di tecnica, esperienza e creatività, che da sole non bastano, ma vanno usate insieme.

 

Cosa pensa allora del fatto che la cucina sia venuta alla ribalta un po' in tutti i campi, tra trasmissioni televisive e libri scritti dagli chef famosi, creando una specie di moda?

La mia curiosità viscerale mi porta a chiedermi che cosa accadrà in futuro, nel senso che per adesso la cosa è divertente, all'inizio io mi divertivo come un matto a guardare le trasmissioni di Masterchef o di Gordon Ramsey, però cominciano già a esserci un po' troppi imitatori, anche se mi piace sempre vedere due che spadellano.

Cambiare vita a 36 anni. Intervista a Francesco Gungui

È  anche per questo che il piano B nella vita di Franz riguarda la cucina?

Sì, perché adesso sta capitando a molti. Abbiamo amici che hanno aperto ostelli e focaccerie, e per me queste sono storie bellissime. Sono scelte calibrate sui valori della vita, perché quando ti inventi un piano B a trentacinque anni vuol dire che hai riflettuto un po' su te stesso. E poi la cucina è un tema che va molto, ma a me il fatto di aprire un ristorante continua a sembrare una follia, soprattutto dal punto di vista economico.

 

LEGGI ANCHE – Fantasy e vin brulé – “Inferno” di Francesco Gungui

 

Quanti piani B ha avuto lei nella sua vita?

Io non credo tanto ai piani B, perché non credo nei sogni nel cassetto. Per me è un'immagine deprimente, nei cassetti io ci tengo chiavi, vecchi documenti e multe: allo stesso modo, parlare di piano B è sminuente. Preferisco parlare di nuovi desideri, nuove comptenze e capacità che si possono acquisire, nuovi obiettivi da raggiungere. In questo senso, la mia vita è stata tutto un piano B a partire dalla fine del liceo.

Nei romanzi c'è il tempo del dilemma e quello del duello: nei romanzi fantasy questo è sempre molto netto, ma se siamo nella realtà spesso si arriva a una soluzione totalmente imprevista rispetto a quella programmata. Il fatto di scegliere tra A e B è una semplificazione del linguaggio.

Cambiare vita a 36 anni. Intervista a Francesco Gungui

Non solo cucina, ma anche musica: nel romanzo viene citata una canzone, Smells Like Teen Spirit dei Nirvana.

Quella canzone è il marchio generazionale: Franz ha la mia età, e si ritrova a 36 anni in una sorta di nuova, breve adolescenza, quella canzone rappresenta un'ancora emotiva al suo passato e che trasferisce a Martino, il vero adolescente della storia.

E poi io sono un superfan dei Nirvana, al punto che da giovane suonavo la chitarra e cantavo in un gruppo grunge, di cui scrivevo anche le canzoni, breve esperienza degli anni al liceo Parini qui a Milano.

 

Che effetto fa, da editor, avere qualcuno che giudica la tua opera narrativa?

Bisognerebbe girare la domanda: com'è per un editor avere un autore che può giudicare da dentro il tuo lavoro? Un incubo, in pratica. Con la mia editor in realtà mi sono trovato benissimo, sapevamo entrambi in che situazione ci trovavamo, il dialogo è stato aperto. Io da editor guido molto gli autori, perciò da editor voglio essere a mia volta guidato.

 

Perchè il titolo Tutto il tempo che vuoi? Abbiamo davvero tutto il tempo che vigliamo per decidere della nostra vita? E perché le tre tazzine in copertina?

All'inizio il romanzo si chiamava in modo diverso, Tutta un'altra vita, perchè pensavo che avesse una doppia accezione, negativa o positiva a seconda di come si pronunciano le parole: si può esprimere stupore per un risultato positivo, ma anche rimpianto per ciò che non è stato. Il mio protagonista guarda alla sua vita in entrambi i modi nel romanzo, e mi sembrava che questa espressione lo raccontasse nel modo giusto. Poi ho preferito Tutto il tempo che vuoi, suggerito dalla mia editor, perchè ci tenevo che passasse questa idea: hai tutto il tempo che vuoi per raggiungere i tuoi obiettivi, è un tempo che c'è davvero... però devi cominciare subito ad agire

Per quanto riguarda la copertina, ne abbiamo viste tantissime, finché sono arrivate queste tre tazzine, e all'inizio non mi hanno detto granché. Poi ci ho visto il tempo, il caffè, tre personaggi che stavano su unico piattino, il fondo rosso che trasmetteva emozione. Ci ho visto il mio romanzo, e per fortuna ho avuto pareri positivi.

Cambiare vita a 36 anni. Intervista a Francesco Gungui

Lei è di origine sarda, e si sa che i sardi hanno un legame molto forte con le proprie origini. Lei che rapporto ha con la Sardegna?

È un bel rapporto sereno, perché mi piace avere un legame con una regione così bella. Le mie radici sono dentro l'asfalto di Milano, e ne sono ben contento, ma mi piace pensare che da sotto l'asfalto corrano fino a una terra selvaggia come la Barbagia, che è il cuore dell'isola, e questo mi dia un legame diretto col mito e con la storia. Lì fai un salto indietro di tremila anni.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Che rapporto ha con i lettori?

Sui social cerco di avere un buon rapporto, soprattutto quando esce un libro nuovo, perché lo trovo una magnifica opportunità. Mettere in contatto autori e lettori è uno degli aspetti più belli dei social. Poi faccio incontri presentazioni, incontri nelle scuole, corsi di scrittura.

 

Lei che tipo di lettore è?

Un lettore esigente, o meglio, puntiglioso.

Ho sempre lo sguardo da editor, quindi sono come un cuoco che va al ristorante e giudica le portate invece di gustarsele. Mi trovo a pensare che qui avrei sviluppato di più la storia, che qui avrei scritto una frase in modo diverso, e via dicendo.

L'esperienza emotiva, alla fine, risulta limitata da questo, e lo so che è un peccato. Il mio autore preferito senza dubbio è Nick Hornby, però: se esistesse un suo peluche lo acquisterei. Tra i suoi romanzi ho preferito About a boy e Come diventare buoni. Condivido quella che è la sua capacità di mischiare ironia, divertimento e dolore.


Leggi tutte le nostre interviste a scrittori e scrittrici.

Per la prima foto, copyright: Zachary Staines.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.8 (4 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.