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Antonio Scurati vince il Premio Strega 2019

Antonio Scurati vince il Premio Strega 2019Antonio Scurati si aggiudica il Premio Strega 2019 con M. Il figlio del secolo (Bompiani).

Nato a Napoli nel 1969, Scurati, al suo tredicesimo libro, non è certo un novellino del Premio Strega, essendo arrivato in cinquina due volte, nel 2009 con Il bambino che sognava la fine del mondo e nel 2014 con il romanzo Il padre infedele.

Antonio Scurati, risultato primo anche tra i cinque finalisti, ha confermato dunque l’esito della prima votazione conquistando la maggioranza dei 660 elettori (228 voti) e imponendosi su Benedetta Cibrario e il suo Il rumore del mondo giunta seconda e su Marco Missiroli con Fedeltà (Einaudi) che si è dovuto accontentare del terzo posto, nonostante i pronostici iniziali lo dessero per vincitore. Seguono Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo) e Nadia Terranova e il suo Addio fantasmi (Einaudi), giunte rispettivamente quarta e quinta.

 

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Qui di seguito vi proponiamo l’incipit di M. Il figlio del secolo e uno stralcio dell’intervista rilasciataci da Antonio Scurati nell’ambito del nostro speciale dedicato al Premio Strega 2019.

Antonio Scurati vince il Premio Strega 2019

Incipit

 

Affacciamo sulla piazza del Santo Sepolcro. Cento persone scarse, tutti uomini che non contano niente. Siamo pochi e siamo morti.

Aspettano che io parli ma io non ho nulla da dire.

La scena è vuota, alluvionata da undici milioni di cadaveri, una marea di corpi – ridotti a poltiglia, liquefatti – montata dalle trincee del Carso, dell’Ortigara, dell’Isonzo. I nostri eroi sono già stati uccisi o lo saranno. Li amiamo fi no all’ultimo, senza distinzioni.

Sediamo sul mucchio sacro dei morti.

Il realismo che segue ogni alluvione mi ha aperto gli occhi: l’Europa è oramai un palcoscenico senza personaggi. Tutti spariti: gli uomini con la barba, i padri monumentali melodrammatici, i magnanimi liberali piagnucolosi, gli oratori magniloquenti, colti e fioriti, i moderati e il loro buon senso, cui da sempre dobbiamo la nostra sciagura, i politici decotti che vivono nel panico del crollo imminente, elemosinando ogni giorno una proroga all’inevitabile evento. Per tutti loro la campana è suonata. Gli uomini vecchi saranno travolti da questa massa enorme, cinque milioni di combattenti premono ai confini territoriali, cinque milioni di ritornanti. Bisogna mettersi al passo, passo serrato. La previsione non cambia, farà brutto ancora. All’ordine del giorno è ancora la guerra. Il mondo va verso due grandi partiti: quelli che ci sono stati e quelli che non ci sono stati.

 

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Antonio Scurati vince il Premio Strega 2019

Intervista

 

si fonda sul presupposto che Gobetti avesse ragione contro Croce. Narrare il fascismo significa narrare gli italiani, la loro storia, facendo i conti fino in fondo, finalmente, con la piena consapevolezza di aver creato il fascismo e di essere stati fascisti.

 

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