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Amori fuori dalle convenzioni. “Il buio e altre storie d’amore” Deborah Willis

Amori fuori dalle convenzioni. “Il buio e altre storie d’amore” Deborah WillisNella sua nuova raccolta di racconti Il buio e altre storie d’amore, pubblicata da Del Vecchio Editore (traduzione di P. Del Zoppo e C. Fusini), Deborah Willis si concentra sugli amori fuori dalle convenzioni.

Abbiamo già parlato della differenza tra raccolta di racconti e fix-up; sappiamo che una raccolta è accomunata da un filo rosso che, nel caso di oggi, è proprio nel titolo. Il buio è il simbolo di tutto ciò che è nascosto, che non viene reso pubblico e plateale. Nella fattispecie ogni racconto è incentrato su una delle infinite facce dell’amore, spesso distante da quello sensuale e abituale.

L’opera di Willis ci stupisce fin dalla sua struttura: nove racconti di cui uno, Steve & Lauren – Tre storie d’amore, è un piccolo fix-up composto da il buco, l’orologio e il sonnellino.

Perché lo chiamo fix-up? Perché, come sappiamo, ogni brano è giustapposto agli altri e ne accresce il senso, oltre alla sottolineatura stilistica di avere gli stessi due protagonisti. Ciononostante, le tre mini-storie funzionano anche prese da sole e rappresentano un ottimo esempio delle qualità letterarie dell’autrice. Almeno altri cinque racconti sono della medesima fattura, ossia racconti godibilissimi, che sviluppano il tema in maniera originale con uno stile curato. Bisogna fare un plauso alla consistenza dell’autrice che riesce a coinvolgere il lettore senza capogiri stilistici.

 

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Alcuni racconti si distinguono comunque, spiccando in positivo e in negativo, dall’estro affidabile della Willis. Mi riferisco al magistrale La mia ragazza su Marte, un esempio di narrativa impeccabile da ogni punto di vista. L’autrice gestisce sapientemente l’architettura dei segmenti narrativi, con l’antica arte del colpo di scena che decora il finale come una ciliegina sulla torta.

Amori fuori dalle convenzioni. “Il buio e altre storie d’amore” Deborah Willis

Lo stile è sorprendente, nel senso che ci si avvicina alla raccolta con l’aspettativa di un genere sentimentale romantico e, poi, si rimane colpiti dalla chiave speculativa con cui Willis presenta la tematica. L’accordo lessicale non ha nulla da invidiare a un Asimov, di cui è stato di recente il centenario della nascita (2 gennaio). Un racconto che funziona benissimo anche per i non amanti del genere, per cui lo si può ben definire la perla della raccolta.

L’uccello di passo è il più stravagante tra tutti, eppure non si differenzia di molto, almeno per un occhio sagace, dagli altri ottimi esempi di narrativa che l’autrice ci propone. Lo stile è curatissimo e l’idea originale, eppure pecca nel senso e nella trama, leggermente insipida. Si apprezza anche qui il sapore speculativo di cui sopra ma, mentre si può perdonare una manchevolezza nella profondità di senso, non si può dire lo stesso per la vicenda che, partendo da un personaggio quale l’Uomo Uccello, avrebbe potuto essere più intrigante.

A controbilanciare abbiamo Io sono Optimus Prime che, viceversa, è talmente carico di senso che, alla fine, riesce a scuotere il lettore nonostante sotto altri punti di vista non sia così entusiasmante. Interessante notare la presenza della parola “muffole” che ricorre più volte nei racconti a mo’ di firma letteraria, persino in una precedente pubblicazione, così come ne l’arca e nel già citato La mia ragazza su Marte. Gli incipit snelli e d’impatto sono un altro elemento della sua prosa, che esprime un notevole talento (o per meglio dire cura) nell’iniziare una storia, di cui ormai anche noi siamo degli esperti.

Tra tutti i componenti della raccolta Volata è l’unico a risultare davvero sottotono. È un racconto breve in cui Willis sembra voler spingere su alcuni suoi tratti stilistici, come l’uso di personaggi adolescenti di classe medio-bassa. Si abbina bene con gli altri ma non ha la stessa portata emotiva, rimane anonimo e piatto nel confronto con i fratelli.

Amori fuori dalle convenzioni. “Il buio e altre storie d’amore” Deborah Willis

C’è da dire che quando si pensa una raccolta non è affatto semplice gestire, permettete la metafora, l’ordine di apparizione dei vari attori sul palcoscenico, in modo da esaltare al massimo le doti di ciascuno e rendere fluido lo spettacolo. La mia modesta opinione, avendo letto una versione non definitiva, è di non essere riuscito a cogliere un criterio davvero funzionale dietro la disposizione dei racconti, accomunati come si legge in un’intervista all’autrice da una “omogeneità tematica”, suggerita (così come l’indice) dall’editore in lingua originale.

 

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Nel complesso con Il buio e altre storie d’amore Deborah Willis ci regala brevi storie fuori dalle convenzioni, come praline di liquori densi e amari ricoperti di cioccolata; visioni che tentano di aprire a nuovi orizzonti il concetto che spesso si ha dell’amore.


Per la prima foto, copyright: Will O su Unsplash.

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