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Alla scoperta delle case dei più importanti compositori della storia

Alla scoperta delle case dei più importanti compositori della storiaLe case della musica è il singolare libro scritto da Piero De Martini e pubblicato da Il Saggiatore. Ma cosa sono le case della musica? Sono le abitazioni che i più grandi compositori della storia hanno abitato, all’interno delle quali hanno scritto e regalato per sempre alla storia note vibranti di suoni melodiosi che, col passare del tempo, sono diventati capolavori assoluti.

Ci vuole passione per affrontare un viaggio del genere, è necessario avere un grande amore per l’arte e per il suono, occorre portare la macchina fotografica, per immortalare ogni singolo dettaglio, qualsiasi particolare in grado di offrire uno spunto in più, che fa da cornice al confine sottile tra storia e fantasia.

Per percorrere e vivere quelle stanze c’è bisogno di un filo conduttore, perché senza di esso non è facile continuare tra spartiti e relazioni d’amore. Nel libro di Piero De Martini, quel continuum è dato da Bach, uno dei più grandi compositori di sempre, colui che, a detta dell’autore «rappresenta il confine della «musica antica», affonda le sue radici in un tempo assai remoto».

 

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Partiamo da Bach e dal museo interamente dedicato alla vita e all’opera di questo musicista, ovvero la Bachhaus di Eisenach, per anni ritenuta la casa natale dell’artista. Se c’è bisogno di farsi un’idea dell’epoca e dell’ambiente nel quale Bach visse, questo è il posto giusto, perché solo visitando questo luogo si è in grado di comprendere come il figlio di Ambrosius, direttore musicale, sia diventato ben presto uno dei più grandi organisti del mondo a soli 17 anni. Si narra che, fin da piccolo, il padre gli abbia trasmesso la passione per le note, ma è stato un cugino paterno a fargli mettere, per primo, le mani su un pianoforte, che da allora non si sono mai mosse da lì. Ma continuiamo con la scoperta di questa casa-museo. Anche se siamo consapevoli che non sia l’originale, è senza ombra di dubbio il luogo migliore per conoscere la personalità di Bach. Uno degli oggetti che maggiormente ha colpito l’autore del libro è un calice, con una dedica, un regalo sicuramente apprezzato dall’artista che amava il vino e la birra.

«Nella sala c’è anche un innario di Eisenach del 1609, con i brani suonati dai musicisti di città che il giovane Bach conosceva certamente a memoria. Una registrazione dà l’idea del clima sonoro nel quale si ritrovava immersa la famiglia Bach, quando provavano gli ottoni della banda cittadina – e in un angolo, nel vano di una porta socchiusa, ci sembra quasi di vedere il piccolo Johann che batte il tempo con la mano già esperta: quegli strumenti che suonano tutti assieme lo affascinano, gli provocano un piacere che si direbbe fisico. Il suo viso sempre serio è qui attraversato da una espressione di puro godimento, il papà Ambrosius è proprio un bravo director musicae…»

Alla scoperta delle case dei più importanti compositori della storia

Il percorso dedicato a Johann Sebastian Bach termina a Lipsia, quando la carrozza al cui interno vi è la famiglia di Bach si ferma di fronte a un luogo simbolo della sua intera esistenza, ovvero la Thomasschule. Il richiamo a questo artista, però, continua per tutto il libro, con una splendida analogia con un altro grande genio della musica, ovvero Mozart:

«Chi ascolti con attenzione l’ultima sinfonia di Mozart, la n. 41 (Jupiter k 551), e sappia andare oltre l’immediata quanto superficiale percezione di un mero intrattenimento brillante, non può non accorgersi della sapienza contrappuntistica e addirittura spettacolare del finale, e di quanto la conoscenza di Bach abbia contribuito all’opera mozartiana: questa sinfonia rappresenta una delle vette del contrappunto settecentesco.»

Alla scoperta delle case dei più importanti compositori della storia

Nel corso della lettura ritorneremo di nuovo a Lipsia e questa volta per far rivivere un altro artista, ovvero Robert Schumann che si trasferì con la moglie al numero 18 di Inselstrasse. Un edificio neoclassico, nel quale è stato vissuto un amore autentico, fatto vibrare dalle note del grande pianoforte a coda, che è posizionato nella grande sala, dove vi è spazio davvero per tutti, sia per i musicisti sia per gli ascoltatori, che si possono accomodare sulle sedie a righe bianche e azzurre. Robert e Clara due personalità del tempo, che hanno allietato la loro vita e quella di chi li ha amati, con le melodie del loro piano e di quella musica che più di tutte ha saputo creare un’unione in grado di superare i confini del tempo.

 

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Le case della musica è un libro intriso di curiosità, ma anche di storia, il libro ideale per gli amanti della musica classica o per coloro che si apprestano a conoscere per primi, questo meraviglioso mondo fatto di tasti neri e bianchi, come i giorni delle esistenze che passano, ma che lasciano il segno.


Per la prima foto, copyright: Valentino Funghi.

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