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Albert Einstein e le crudeli imposizioni a sua moglie

Albert Einstein e le crudeli imposizioni a sua moglieAlbert Einstein corteggiò con passione Mileva Marić e decise di farne la sua prima moglie andando contro i desideri della famiglia. La relazione fu molto turbolenta ma intellettualmente ricca, come dimostrano le lettere che i due si scambiarono tra il 1897 e il 1903.

Alla luce dell’epistolario, molti hanno sostenuto una rivalutazione della vita di Einstein e in particolare dell’influenza di Mileva sull’attività di Albert. Alcuni storici, addirittura, sostengono che Mileva abbia contribuito in maniera sostanziale all’elaborazione dei primi lavori di Einstein.

Le lettere, scoperte solo nel 1987, rivelano comunque una serie di dettagli prima sconosciuti su Mileva e sul matrimonio. Mentre l’influenza di quest’ultima sulle teorie di Einstein tiene ancora impegnati studiosi e accademici, può risvegliare senz’altro la nostra attenzione una lettera di grande rilievo sul piano personale.

 

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La relazione tra Einstein e Marić era ormai andata deteriorandosi e i due stavano tentando di ricucire i rapporti per il bene dei figli, quando Albert scrisse un’agghiacciante lista di condizioni che sua moglie avrebbe dovuto accettare in cambio del suo ritorno.

Eccola.

Albert Einstein e le crudeli imposizioni a sua moglie

CONDIZIONI

A. Mi assicurerai:

1. che i miei vestiti e il bucato siano tenuti in buon ordine;

2. che riceva con regolarità i miei tre pasti nella mia camera;

3. che la mia camera da letto e lo studio siano tenuti puliti, e che la mia scrivania sia destinata solo a me.

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B. Rinuncerai a tutte le relazioni personali con me nella misura in cui non siano completamente necessarie per ragioni sociali. Nello specifico rinuncerai:

1. al fatto che io stia seduto con te quando siamo a casa;

2. al fatto che io esca o venga in viaggio con te.

Albert Einstein e le crudeli imposizioni a sua moglie

C. Obbedirai ai seguenti punti nelle tue relazioni con me:

1. non ti aspetterai nessuna intimità da me, né tu mi rimprovererai in alcun modo;

2. smetterai di parlarmi se te lo chiedo;

3. lascerai la mia camera da letto o lo studio immediatamente senza protestare se te lo chiedo.

 

D. Ti impegnerai a non sminuirmi in presenza dei nostri figli, sia con parole sia con il comportamento.

 

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Mileva accettò le richieste e Einstein ritornò ma la relazione non durò a lungo. E dopo tre mesi a Berlino, Mileva e i bambini ritornarono a Zurigo. A dire il vero, Einstein non si lamentò a lungo per la perdita della prima moglie e nel 1919 sposò la cugina Elsa. Anche questo matrimonio però fu molto problematico. Elsa morì nel 1936, poco dopo il trasferimento negli Stati Uniti. Non molto tempo dopo la sua morte, Einstein scrisse: «Mi sono abituato molto bene alla vita qui. Vivo come un orso nella mia tana... Questo è stato ulteriormente rafforzato dalla morte della mia compagna, che se la cavava meglio di me con le altre persone».

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Commenti

Esistono un' intelligenza razionale e una emotiva. Evidentemente ad Einstein mancava la seconda

Sì, Paola, potrebbe essere senz'altro una spiegazione.
Grazie per il commento e a presto.

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