Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Agenzie letterarie: scrittore esordiente vieni con me a guadagnare soldi!

Agente letterarioParte del mio tempo lavorativo è dedicato a leggere inediti, come per tutte le agenzie letterarie. Qualche mese fa ne ho scoperto uno che non ho esitato a proporre ad alcune case editrici. Non che fosse perfetto; non che fossi sicuro potesse piacere, ma quanto più lo leggevo, tanto più intuivo di avere fra le mani un buon testo. Ora lo scrittore esordiente che rappresento sta per firmare il contratto con una piccola casa editrice di qualità, conoscerete il suo libro il prossimo anno e sarò lieto di parlarne ancora in futuro.

Ricordo il giorno in cui lessi l’incipit:

 

~

Credevo che oramai non ne valesse più la pena di domandarselo. Era diventato completamente inutile cercare uno spiraglio in quella mente occultata. Manco fosse uscito dalle pagine di Bunker, quello mi stava appoggiato allo sportello con la faccia infilata nel finestrino. Sudava benché fosse inverno, ampi solchi violacei gli circondavano gli occhi, dove le pupille che gli restavano erano chiodi arrugginiti. Tremava lo stronzo, aveva anche insudiciato di piscio i pantaloni.

«Dai cazzo, dammi una mano, ho i miei a casa» mi diceva balbettando, tra un crampo e l’altro. L’eroina se lo stava fottendo con tutte le scarpe, era nel mezzo di una crisi d’astinenza ed io ero il suo ultimo appiglio. Se me ne fregavo anche io, era perso. Aveva le mani ancorate allo sportello e le dita mangiate quasi fino all’osso. Continuava a piegarsi tenendosi il ventre mentre sperava in un mio consenso. Io restavo là a fissarlo, con fredda attenzione mentre tiravo dalla sigaretta. Perché mai avrei dovuto portarlo da me – pensavo – che cosa ci avrei guadagnato? Cosa avrebbe guadagnato lui dal mio sudicio appartamento? Un luogo dove spararsi in vena il suo disprezzo del mondo e basta. Io in compenso avrei potuto osservare come se ne stava andando a fanculo il mio unico amico d’infanzia.

~

 

Confesso che di primo acchito non fui colpito da tali parole, per alcune ragioni.

Il completamente non mi sembrava azzeccato, soprattutto perché poi segue il termine mente, creando una cacofonia. Per non parlare della vicinanza degli aggettivi dimostrativi quella (in quella mente occultata) e quello (quello mi stava appoggiato) in appena tre righe, no, mi sono detto, non va bene. Poi Sudava benché fosse inverno ha senso? Non si suda d’inverno? Perplesso, ma perlomeno la consecutio temporum perfetta: la reggente all’indicativo imperfetto e la subordinata al congiuntivo imperfetto (un legame di contemporaneità voluto), faccenda non scontata, perché mi capita di frequente di leggere frasi senza concordanza corretta. La consecutio temporum rappresenta una questione non indifferente quando si scrive e si desidera scrivere; tutti facciamo errori, bene inteso, però consegnare un inedito a un agente letterario significa in qualche modo dimostrare il valore della propria scrittura, pure nelle concordanze dei tempi verbali, elemento da non sottovalutare.

Continuai a leggere: insudiciato di piscio i pantaloni, no, mi dico, ancora Alice di Giordano in giro, associazione maldestra – mia – pensando alla bimba de La solitudine dei numeri primi, alla quale scappava sempre la pipì. Per non parlare di rimandi a Devozione di Antonella Lattanzi.

Più avanti era nel mezzo di una crisi d’astinenza ed io ero il suo ultimo appiglio, non sopporto da tempo le d eufoniche, che non sono scorrette, semplicemente non mi piacciono, quindi segnai con la matita rossa ed io. Continuai: se me ne fregavo anche io, un altro anche mi sono detto, dopo aveva anche insudiciato di piscio i pantaloni; inoltre, crisi d’astinenza ed io e subito dopo Se me ne fregavo anche io. Ora, le ripetizioni non sono il male nella scrittura, se inserite dovrebbero avere un significato. Perché ci sono? Volute o non volute?

Queste sono alcune delle considerazioni che feci leggendo l’incipit; ho imparato negli anni a dare tempo e spazio alle parole, come si dovrebbe – credo – fare con le persone in seguito a una discussione o a una frase fuori luogo, buttata lì con leggerezza e con la conseguenza di rendere nervoso chi si ha di fronte. Continuai a leggere l’inedito, alla ricerca della sua voce, della sua originalità, che ho trovato, entrando fra le pieghe delle frasi dell’autore, interpretando quanto sosteneva, nonostante trovassi qua e là imprecisioni e a volte errori di vario tipo.

 

Diventare un agente letterario comporta, almeno nel mio caso, un’ossessione: il desiderio di leggere nel testo una storia da far conoscere al mondo, rivelandone l’urgenza. Per urgenza intendo il bisogno di dire alle persone che conosco e che so essere amanti della narrativa: «Leggi, leggi qui, dai!». Devo sentirla l’urgenza. Magari da altri opinabile o confutabile, certo, è evidente.

Mesi addietro qualcuno criticò negativamente una modalità della mia agenzia letteraria che chiede il pagamento di novanta euro per leggere un inedito. L’esperienza della gratuità l’avevo già sperimentata grazie al blog, ci fu un’invasione di centinaia di inediti, come trovare il tempo per leggerli tutti con attenzione? Feci il possibile per portare rispetto ai testi inviati (spiegando come avrei agito), la maggior parte di livello bassissimo, sia nei contenuti che nella forma, opinabile e confutabile il mio giudizio, altrettanto certo, come sopra. Ci vuole tempo per leggere con rispetto, per entrare nel testo, e il filtro del denaro appartiene a due ragioni:

 

1-     Diminuire l’invio di inediti, a livello quantitativo.

2-     Pagare la burocrazia dell’agenzia letteraria, incluso il lavoro di alcuni collaboratori.

 

Sul secondo punto qualcuno mi disse a suo tempo: «C’è chi lo fa gratis». Buon per loro, mi ero detto. Attenti però, non confondiamo i piani, c’è chi lo fa gratuitamente, per i più diversi motivi, ma quanto serve poi ai fini di una pubblicazione? L’agenzia Sul Romanzo sta costruendo rapporti di fiducia con numerose case editrici (case editrici NON a pagamento, neanche a dirlo), ci sono trattative in corso per alcuni inediti e firme di contratti, chi fa gratis la lettura di inediti garantisce queste potenzialità/azioni?

Non solo. Altra critica: «C’è chi non chiede soldi all’autore per la lettura dell’inedito». Sì, magari ha la consulenza pagata da una o più case editrici, grazie tante, mi verrebbe da dire, sono condizioni diverse. Il guadagno “vero” della mia agenzia letteraria per quanto concerne la rappresentanza (a meno che non si voglia davvero pensare che 90 euro, tolte le tasse e tolte le altre spese rappresentino un business, perché davvero significa parlare senza conoscere le cose come stanno in realtà) è nel momento della pubblicazione del libro, ammesso di trovare un inedito sul quale investire, quindi telefonate, mail, chiacchierate, confronti, a volte duri con un editor, tentando di convincere sulla bontà e sulla efficacia della propria visione. Perché un editor deve rispondere in particolare alle esigenze economiche del suo editore, rispondere in prima persona, nel peggiore dei casi con un licenziamento.

libriÈ bene sempre ricordare che si sta parlando non soltanto di letteratura, altresì di soldi, stipendi, rapporti di lavoro, contratti. Mai dimenticarlo.

Convincere un editor non è sempre semplice, anzi. C’è chi viene stregato da un testo fin da subito e allora la strada non è in salita, c’è chi lo boccia, magari un inedito su cui credevamo molto. La contrattazione può durare mesi, come in un tie-break tennistico infinito. Perché ci sono sia il testo sul quale riflettere nel caso di un’apertura positiva di un editor sia l’eventuale contratto editoriale da discutere nelle sue parti, compito dell’agente è tutelare quanto più possibile i diritti dell’autore.  

 

Qualche volta si giunge alla pubblicazione. L’agente letterario festeggia e l’autore lo stesso. Parlavo di guadagno “vero” della mia agenzia letteraria, quando? Non prima di un anno, leggasi, un anno, dalla pubblicazione, quando vi sarà il primo rendiconto ufficiale, il quale dimostrerà le copie vendute. Quanto guadagna un agente letterario, o meglio, quanto guadagnerà Morgan Palmas, con la sua agenzia letteraria? Come da contratto il 15% sui diritti d’autore, facciamo due conti approssimativi. Supponiamo che un libro venga venduto in mille copie come prima tiratura e che i diritti dell’autore siano del 10% sul prezzo di 15 euro (10% è una percentuale buona e il prezzo del libro nella media). 15 euro per 1000 fa 15000 euro, il 10% è 1500 euro di diritti d’autore; applicando il 15% di agenzia fa 225 euro (all’autore vanno 1275 euro). A questi 225 euro lordi vanno tolte le spese di agenzia e le tasse. Ora, ricapitoliamo, ritornate ai primi momenti dell’incipit, quando stavo leggendo le prime righe dell’inedito: pensate alla lettura, ai contatti con l’autore, alle mail e telefonate con gli editor, agli spostamenti per incontrare qualche volta un editor per convincerlo davvero rispetto alla proprie ragioni su un testo (mail e telefonate non sempre sono sufficienti…), a tutta la trafila, si aspetta la pubblicazione, si aspetta almeno un anno dopo il primo rendiconto ufficiale e che cosa si guadagna da mille copie? 225 euro lordi. Lo scrivo ancor più chiaramente: duecentoventicinque euro lordi, ripeto, lordi.

Poi il libro può andare bene o andare male, può continuare a vendere e può finire al macero venduto a peso (ne avevo parlato l’anno scorso in un articolo). Se andate a leggere il post linkato, le cifre non portano ambiguità: le tirature medie di un libro diminuiscono anno dopo anno, nel 2007 erano 3980, l’anno scorso sono state di 3600 copie (tenete a mente quelle 225 euro lorde per mille copie…).

 

Se un’agenzia letteraria dovesse soltanto pensare di fare un business sulla rappresentanza sarebbe una follia economica, a meno che, questo è il vero investimento potenziale, non si riesca negli anni ad avere decine o in rari casi centinaia di autori rappresentati, però serve costanza, professionalità, serietà, nel tempo. Ecco la ragione dell’esistenza di altri servizi, non solo editoriali, questo è il caso dell’agenzia letteraria Sul Romanzo.

Futuro

Le agenzie letterarie fioccano ovunque oramai, il mercato non è saturo, ma difficile, questo sì, vi sono canali consolidati e amicizie professionali, come in ogni campo.

Tuttavia l’intero settore dell’editoria sta mutando, quanti riusciranno a stare sul mercato?

Ciò vale nondimeno per le case editrici tradizionali, non ci credete?

C’è una rivoluzione in corso, segnali inequivocabili arrivano dal mondo anglosassone.

Martedì prossimo vorrei cercare di raccontarvi che cosa sta accadendo per farsi trovare pronti anche in Italia: autori, agenzie letterarie, case editrici e librerie.

 

“Una cosa è certa, ed è il fatto che non possiamo dare niente per certo, perciò non è certo che non possiamo dare niente per certo”

Samuel Butler

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.9 (7 voti)

Commenti

Di giorno lavoro in una casa editrice, di notte scrivo per passione e divertimento e mi autopubblico, probabilmente per non affrontare il giudizio di colleghi e editor :-). Conosco un po' le agenzie letterarie e ho apprezzato molto questo tuo post. Ritengo che la scelta di fa pagare per la lettura di un manoscritto sia una scelta sensata. Forse non l'unica possibile, ma certo non da criticare. Dietro a un romanzo di successo, o anche solo pubblicato nelle 3600 copie che ricordi tu, ci sono centinaia di inediti letti, annotati, scartati. E' un lavoro vero, e come ogni lavoro merita un compenso. Penso che anche per l'aspirante autore questi novanta euro (ma c'è chi ne chiede di più) siano non un balzello ("un fiorino!") ma la garanzia che il suo testo sarà veramente letto con cura. Cosa che dovrebbe comunque avvenire in un'agenzia seria, peraltro.
Grazie, tornerò.

Marco

Sì, ma pagare un'agenzia letteraria per essere pubblicato con un piccolo editore non ha proprio senso. In questo caso un esordiente non ha bisogno di un'agenzia letteraria. Ci va solo a perdere. Si paga un'agenzia letteraria quando la casa editrice è di medio/grandi dimensioni. Cambieranno le condizioni, i prezzi, ma arrivare da un grande non ci arrivi da solo. Di piccole case editrici ce ne sono a iosa e lì ci arrivi tranquillamente da solo.

Marco, grazie, mi fanno piacere le tue parole.
Anonimo: non è solo una questione di pubblicazione, ma anche di tutela dei diritti dell'autore di cui si parla poco in genere, ossia le tante voci di un contratto. Ci sono scrittori esordienti che preferiscono non pensare a queste faccende per dedicarsi alla scrittura. Quindi, non è arrivare, ripeto, alla pubblicazione l'unico motivo per il quale si cerca un'agenzia letteraria.

No Morgan, non mi è chiaro. Prima di interpretare male le tue parole mi chiariresti meglio? :) Grazie. "tutela dei diritti dell'autore"... che vuol dire? Che le piccole case editrici non dichiarano il reale numero di libri venduti dall'autore Pinco Pallino allo stesso?

Anonimo: se non dichiarano il vero nel rendiconto è un reato della casa editrice, l'agente letterario non è la guardia di finanza. Con tutela dei diritti dell'autore intendo diverse cose, seguimi.
Le voci di un contratto editoriale sono molteplici e anche se non serve necessariamente un avvocato per interpretarle, accade che i canali dentro cui ci si pone a volte siano dannosi per l'autore, impreparato di fronte a un contratto con una casa editrice. Esempi. L'editore ha esplicitato il prezzo del libro? La percentuale sul prezzo di copertina di diritti è buona? Che cosa significa precisamente "al netto delle rese"? E "al netto da IVA" sul prezzo di copertina? Le copie in omaggio ci sono? Quante dovrebbero essere? Si esplicita quando vi sarà il rendiconto e, se no, perché? Che cosa si chiede per la promozione e la casa editrice sta accollando ulteriori spese all'autore? Quanto dura il contratto e dove è stato esplicitato? Come si capisce se è corretta la formulazione della durata? E in caso di cessione di diritti all'estero? Quali condizioni in caso di macero? E se capitasse un incendio nel magazzino della casa editrice, chi ne risponde e quali le conseguenze per l'autore? E la tiratura dell'opera? Quanto guadagna l'autore se il libro è pubblicato in e-book? In tale caso l'editore offre una percentuale chiara e definita o ambigua nelle condizioni?
Queste sono solo alcune delle questioni aperte nel rapporto con un editore, grande, medio o piccolo che sia.
Un avvocato potrà dire se le condizioni offerte sono a norma di legge e se vi è qualche fregatura nascosta.
Un agente letterario non solo dovrebbe sapere leggere quelle medesime cose (interpellando un avvocato nei casi più dubbi, a meno che non sia egli stesso un avvocato), ma spiegare all'autore se il contratto è buono o meno, e soprattutto "lottare" con l'editore per strappare migliori condizioni.
Non solo.
L'agente letterario ti accompagna per qualsiasi dubbio, anche nei momenti psicologicamente più duri dal punto di vista della scrittura o della promozione; lo scrittore esordiente si affida a lui (o lei, bene inteso) per ricevere suggerimenti prima e dopo la pubblicazione.
L'agente letterario, se osserva una condizione non rispettata del contratto, chiama l'editore e gliene dice quattro, chiedendo il rispetto degli impegni delle parti.
Insomma, se ancora non è chiaro, l'agente letterario tutela tutti i diritti dell'autore, lasciando a quest'ultimo la libertà di fare ciò che gli/le interessa: scrivere.

Grazie. Ora mi è chiaro.

Cosa mi dite di Vicky Satlow?

Dicono sia molto seria come agente letteraria. E' americana, non so se questo può contare qualcosa. Da quel che ho letto, però, la sua agenzia seleziona più che rigidamente i manoscritti che gli arrivano (e non c'è tassa di lettura). Rispondono a tutti, senza dare pareri però, se il testo è stato bocciato. Se non è stato bocciato (cosa difficile per la ferrea selezione di cui appunto ho letto) l'agenzia rappresenta lo scrittore e prende parte ai suoi guadagni futuri.

Questo è quello che ho letto nei vari commenti su internet... ma non hanno un sito ufficiale. Forse per evitare di essere sobbarcati da richieste di lettura? Mi sono fatto proprio questa idea. Comunque attendo pareri, perché ho una mezza intenzione di inviare il mio testo...

Ognuno fa il suo lavoro, ma non esistono solo romanzi.
Io scrivo poesie e mi sembra di essere una riserva indiana. Parto dal punto di vista che un lavoro letterario buono non lo è per il suo genere. E allora perché questo stigma, o poco meno, su di noi e tanta sgarbataggine, spesso, da parte degli addetti ai lavori?

ho sentito dire che i migliori agenti letterari sarebbero Grandi e associati, Bernabò, Nicolazzini, Vigevani e Santachiara. Confermi? E come fare a farsi prendere?

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.