In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

“Adesso tienimi” di Flavia Piccinni, il relativismo e la Rivelazione

“Adesso tienimi” di Flavia Piccinni, il relativismo e la RivelazioneAdesso tienimi di Flavia Piccinni è l’occasione per me di parlare di un tema scottante: quando è possibile parlare di innovazione nello stile. Vedremo il relativismo e la Rivelazione, due modi narrativi fin troppo simili agli occhi dei profani ma agli antipodi per qualità e raffinatezza artistica.

In questo percorso affronteremo le profondità bieche dell’animo umano e l’universalità del linguaggio.

TerraRossa Edizioni ripropone l’esordio di Flavia Piccinni. Terra rossa come quella che vola nel cielo di Taranto neiwind days, all’ombra dell’ILVA. Si parte da qui, da un’ambientazione magistrale che è milieu e topos mimetico del romanzo. Tuttavia il protagonista non è Taranto, né il soggetto. Non è la diossina, la malagestione delle polveri di sinterizzazione, non sono i tumori o i feti deformi. Di tutto ciò se ne deve occupare la stampa, Adesso tienimi parla di Martina, una ragazza dalla vita infelice, ma soprattutto ha come soggetto la realtà stessa. La mancanza di senso. Il vuoto.

Il tema per antonomasia, il più difficile, il più ambito e irraggiungibile. Come (e perché) parlare di qualcosa che non c’è? Si sfocia nell’insensato con estrema facilità, il rischio di essere stroncati è altissimo. Gli scrittori che affrontano questo tema sono dei coraggiosi, dei ribelli, degli amanti del brivido. Flavia Piccinni lo fa nel suo romanzo d’esordio dopo aver vinto il Premio Campiello Giovani con il racconto Non c’è tutto nei romanzi, che già dal titolo si presenta. La protagonista è sempre Martina e anche lì si ritrova il carattere anticonformista della Piccinni autrice.

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

Troppo spesso l’anticonformismo è una posa o viene scambiato per tale. Il giudizio personale e soggettivo si trasforma in una sorta di critica di pubblico ma raffazzonata e pregiudiziale. Molti non si avventurano nelle opere di ricerca stilistica perché si fanno vincere dal pericolo del “nuovo per nuovo a qualsiasi costo”, una pseudo-filosofia atta a coprire l’inesperienza e l’incapacità (non solo in narrativa). Io la chiamo tecnica del relativismo:poiché tutto è relativo (ma lo è veramente?) niente ha senso, nemmeno il romanzo in cui lo affermo. È quando lo spettacolo supera il teatro, usando il gergo di Carmelo Bene, ossia la voglia di essere sotto le luci della ribalta soffoca la vera ricerca artistica. Il relativismo è il motivo dietro al quale si scrivono e si leggono recensioni. Non è facile distinguere un malcelato improvvisatore da un genio creativo, in quest’articolo cercherò di tracciare le coordinate di riferimento.

«Tutta la storia è storia della phoné».

 (Carmelo Bene)

“Adesso tienimi” di Flavia Piccinni, il relativismo e la Rivelazione

Cito Carmelo Bene, che viene menzionato anche in Adesso tienimi, in questo passaggio:

“Su RaiSat danno Nostra Signora dei Turchi. (Film beniano, da lui stesso considerato un capolavoro N.d.R.) Eravamo andati insieme a Campi, ché volevi vedere dove era nato questo Carmelo Bene. Volevi farmelo conoscere, «ché i nostri contemporanei sono stupidi e non riconoscono quel genio partorito dalla salentinità».”

 

Oppure quando l’autrice ripete: «Un passo avanti. […] Un passo indietro.» citando la famosa scena del film in cui il personaggio interpretato proprio da Carmelo Bene tenta di buttarsi dalla finestra, senza buttarsi. La storia della phoné sarà la chiave di volta per comprendere non solo il romanzo di Piccinni, ma il panorama artistico contemporaneo, come la nuova tendenza trap nella musica.

Phoné è il rumore, ma anche la musica, è il linguaggio (pure il linguaggio visivo o il metalinguaggio), è il come, non il cosa. Non è l’inglese o l’italiano ma il suono di ogni lingua.

La stessa tendenza si riscontra nella musica trap, che ha ormai conquistato perfino Sanremo. Si intuisce la portata di questo fenomeno da un’intervista di Noisey, «il sito di VICE (rivista N.d.R) dedicato alla musica e a tutto ciò che ruota attorno al suono», alla Dark Polo Gang. Uno dei componenti spiega, nel seguente passaggio, i motivi del loro successo:

«Oggi se hai un buon suono [...] parli la stessa lingua di uno spagnolo, di un francese o di un inglese, perché è swag. Fendi è Fendi in tutto il mondo, Gucci è Gucci in tutto il mondo e per tutti rappresenta la stessa cosa».

(Wayne Santana)

 

La parola swag, o meglio ancora l’espressione eskerenon viene usata nelle canzoni per il suo significato, ma come puro significante. La musica trap decostruisce il linguaggio verbale a favore di sonorità artificiali e digitali della voce stessa.

Non a caso sempre sulla rivista VICE si parla di Carmelo Bene. Può un romanzo come Adesso tienimi essere paragonato a certa musica giovanile? È, forse, più beniana la musica trap del romanzo di Flavia Piccinni, fatto positivo e negativo al tempo stesso.

È bene il fatto che Adesso tienimi sia vicino al romanzo d’inchiesta, tant’è che l’autrice ha poi virato verso opere d’inchiesta quali Malavita e il recente Nella setta. È male nella misura in cui la narrativa, che aspirerebbe alla ricerca artistica, diviene il pretesto per fare inchiesta.Se da un lato l’ambientazione è meravigliosa e anche la citazione del pensiero beniano si fonde egregiamente con l’uso del dialetto e le riflessioni sul suono e sul linguaggio, il paragone si ferma alla facciata.

L’opera se presa da sola inciampa in se stessa, ritrovandosi a essere poco romanzo e poco inchiesta. È TerraRossa Edizioni ad avere il ruolo fondamentale nella riuscita di questa ristampa, grazie alla capacità di saper cogliere il reale valore dell’opera.È geniale ripubblicare il romanzo oggi, a fronte di una situazione ILVA in via di risoluzione da troppi anni, così come lo è un tale metalinguaggio editoriale tanto elegante quanto invettivo, come a dire che la politica è soltanto rumore. La collana in cui è inserito il romanzo centra il punto focale di cui occuparsi: Fondanti. Adesso tienimi, seppur ancora attuale purtroppo, è un libro fondante nei due sensi di essere tassello chiave dello sviluppo artistico dell’autrice e di critica aurorale alla politica.

La prosa del romanzo è caratterizzata da paragrafi brevi e nessuna interruzione in capitoli. I paragrafi brevi tendono a interrompere la lettura, poiché ogni volta il lettore dovrà ricostruire l’immagine mentale della scena (chi sono i personaggi, dove sono, etc). È una tecnica difficile e per certi versi pretenziosa. Viene usata per trasmettere un senso di disorientamento, come in Rabbia di Chuck Palahniuk, che la adotta per ingannare le nozioni di realtà del lettore nel tentativo di convincerlo dell’inconvincibile. In quel caso, Palahniuk utilizza frammenti di interviste in memoria del protagonista per dare coesione a un testo così frammentato. In Adesso tienimi c’è la prima persona a tenere unita la narrazione e la divisione in paragrafi diventa un minimo stilistico necessario per dare leggibilità a un romanzo senza capitoli.

“Adesso tienimi” di Flavia Piccinni, il relativismo e la Rivelazione

L’autrice sembra voler avvicinarsi alla realtà, la vita in fondo non ha capitoli. Questo è vero ma la risposta non può essere la phoné, l’insieme dei significanti. Lo stesso Carmelo Bene spiega che la phoné stessa non è significato della realtà, tanto meno della vita perché ogni risposta presupporrebbe un significato.

Qui nasce il grande bivio che divide il relativismo dalla Rivelazione e per comprenderlo bisogna vedere quello che io chiamo il mondo-romanzo. Il mondo-romanzo è un piano metafisico delle idee dove il romanzo nasce, si manifesta e viene interpretato. Il passato, nel mondo-romanzo, è il momento di creazione dell’opera, il presente è il romanzo stampato e il futuro sono le interpretazioni dei lettori. Il significato di ogni romanzo è il romanzo stesso.

Carmelo Bene potrebbe fare un ragionamento di questo tipo: poiché ogni lettore avrà la sua interpretazione del significato di un’opera d’arte, tanto vale lasciar perdere il significato e cogliere ciò che rimane immutato, la phoné. Per cui opera un viaggio nel tempo (nel mondo-romanzo) al momento della creazione e scrive una sceneggiatura con una precisa concezione dell’arte: il Grande Teatro, dove le parole hanno davvero lo stesso peso dei gesti, delle espressioni, della musica, etc.

È l’apocalisse, dal greco “rivelazione”, l’apocalisse delle parole. Il movimento all’indietro nel tempo dà all’atto della creazione un valore finalistico (“poiché sarà così… allora creo così”).

Mutatis mutandis anche la letteratura apocalittica, per esempio, può avere gli stessi elementi di Rivelazione: scrivo del futuro per parlare del presente, scrivo del fantastico per parlare del reale. La tecnica della Rivelazione porta con sé una concezione dell’arte ben precisa: distrugge per rivelare qualcosa. Bene lo chiama “dis-fare teatro”, per fare uno spettacolo che valga la pena di guardare. Il Limite diventa occasione di crescita, come l’idra a cui crescono due teste perdendone una. Metafora tratta da Antifragile: Prosperare nel disordine di Taleb, un saggio che mi ha incuriosito.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

In Adesso tienimi c’è la fragilità, quella situazione in cui di fronte al Limite ci si autodistrugge. In questo senso, il finale è prevedibile e anzi, ci si domanda, se la vita non ha senso perché viverla e perché citare la phoné a sproposito per nobilitare una prosa debole?

Giocando a fare il dio del mondo-romanzo si rischia di distruggere solamente il filo che lega il contenuto e lo stile, dov’è racchiusa l’arte. Si rischia di infrangere l’indipendenza del romanzo, in favore della denuncia sociale, come già visto altrove. Il gioco vale la candela? Dipende dai casi, ai posteri l’ardua sentenza.

In Adesso tienimi Flavia Piccinni lascia tutto a Martina e il relativismo soppianta la Rivelazione. Se l’autrice fosse stata davvero Martina sulla copertina, tutta quell’insensatezza e quei deliri li avrei capiti.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.