Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Abbracci che straziano. “Quella metà di noi” di Paola Cereda

Abbracci che straziano. “Quella metà di noi” di Paola CeredaQuella metà di noi di Paola Cereda (Giulio Perrone editore, tra i candidati al Premio Strega 2019) è un libro delicato e di forte impatto emotivo. Lo scenario in cui si svolge la vicenda è Barriera, quartiere alla periferia di Torino dove vive Matilde, maestra in pensione che per assolvere a un forte debito contratto deve ricominciare a lavorare e si reinventa badante. Ogni giorno da Barriera prende un tram che la porta nel centro di Torino nella casa di un anziano ingegnere bisognoso di cure.

Intorno a lei una girandola di personaggi complementari e comprimari che sfiorano o abbracciano la sua vita. E non sempre l’abbraccio è dettato dall’amore. A volte diventa una morsa che strazia la carne e il cuore. C’è l’abbraccio amorevole di Carmen, l’amica che viene dall’Equador, badante anche lei, convinta che «non tutti i desideri si realizzano e quelli che ce la fanno, a volte, non sono sufficienti a ripagare i sacrifici». Entrambe sono donne sole che vivono nel mezzo, nel mezzo di più lingue, nel mezzo di due case, nel mezzo di altre vite. E si sostengono a vicenda per non cadere, due solitudini che si incontrano, che non si colmano, ma si mischiano, ognuna partecipe dell’altra, ognuna a suo modo.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

C’è l’abbraccio affettuoso di Moreno, il vicino di casa confidente e amico partito dal Molise per studiare ingegneria e ora attore di teatro disoccupato che si barcamena tra lavoretti mal pagati convinto che i desideri sono intenzioni da prendere di petto, nonostante i no e i forse dell’esistenza. C’è l’abbraccio dolce di Giacomo Dutto, l’ingegnere che Matilde assiste, un uomo che in gioventù ha viaggiato tanto e vissuto poco, che ha rinunciato e che ha perso, un uomo che ha sempre nascosto le sue fragilità, ma che ora non può nascondere più. E poi ci sono gli abbracci che sono morse strazianti. Come quello di Emanuela, la figlia di Matilde che non perde occasione di farle pesare una mancanza o uno sbaglio, che è andata via di casa appena ha potuto, via dall’appartamento di periferia, via dalla tovaglia di plastica con i limoni che copre il tavolo della cucina, via da quei cento metri quadri di malinconia e nei quali ritorna raramente e mal volentieri. È diventata una donna dura e fredda che non fa che ripetere alla madre «tu esisti per soddisfare io miei bisogni, per vivere una vita secondaria. È a questo che servono le madri». Ma Matilde non è d’accordo perché lei non è solo una madre, lei è una donna, una donna che ha amato tanto, che ha sbagliato per amore, che sta pagando per quell’amore che l’ha fatta sentire viva mentre tutto in lei si stava spegnendo. Come dimenticare quelle mani che non hanno mai sostituito quelle del marito Edoardo morto da tanti anni, ma che l’hanno fatta sentire per un momento bella e giovane? Non si può dimenticare, il ricordo è l’unica cosa che tiene viva Matilde, che l’aiuta a sopportare Laura, la moglie dell’ingegnere, una donna arida e sbrigativa, e Dora, la cameriera rumena di casa Dutto così diverse per origine e provenienza, ma così uguali nel rancore e nella disillusione.

Abbracci che straziano. “Quella metà di noi” di Paola Cereda

Ci sono cose che non dipendono da noi anche se le desideriamo molto e quando non possiamo cambiare i fatti conviene cambiare i desideri. Matilde però non riesce a cambiare i suoi desideri ed è questo forse che la mantiene ancora viva, che la trattiene per i capelli sull’orlo del precipizio. Perché, come le ha detto una volta l’ingegnere, sarebbe bello «desiderare come desiderano i bambini. Desiderare con gusto. Farlo pienamente. Disperarsi per ottenere. Bearsi della conquista. Ricominciare a volere». E lei continua a desiderare guardando una cartolina ingiallita dagli anni appesa con un magnete a forma di ciliegia all’anta del frigorifero che le ricorda quei momenti di felicità consumati in un albergo di periferia e il dolore dell’abbandono e del tradimento di un patto. Perché la sua esistenza scorreva tranquilla fino a quando un giovane uomo le ha offerto una rosa blu regalandole uno sguardo attento e curioso e regalare uno sguardo a qualcuno significa autorizzarlo all’esistenza. E ora lei deve esistere, vuole esistere. Bisogna solo prendere coraggio e partire, reinventarsi ancora una volta donna.

Abbracci che straziano. “Quella metà di noi” di Paola Cereda

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Quella metà di noi è un libro che si legge tutto d’un fiato grazie anche a una scrittura piana e scorrevole e a una prosa pulita senza inutili forzature linguistiche. Un libro che giunge dritto al cuore, commovente, nel senso puro del termine cioè di “mettere in movimento”. E questo avviene in maniera efficace grazie alla capacità di Paola Cereda di mettere in movimento, di stimolare la nostra capacità di empatizzare con i personaggi, soprattutto con Matilde, una donna come noi, fragile nei sentimenti ma forte nell’affrontare la vita, una donna con un segreto da nascondere prima di tutto a se stessa, un segreto che come tutti i segreti è uno spazio di intimità da preservare, una pozza in cui saltare a piedi scalzi, difficile da confidare perché forse non ci sono «parole adatte a descrivere quella metà di noi che non viene raccontata e che continua ad esistere, nonostante l’imbarazzo».


Per la prima foto, copyright: freestocks.org su Unsplash.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.