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Abbecediscolo - Lettera U (Puntata n. 19)

Abbecediscolo, Lettera U, Puntata 19Un pezzo da galera

Dei delitti e delle penne, dalla detenzione alla pubblicazione. Kurt Vonnegut – nel libro Un pezzo da galera (Feltrinelli, 2004) – racconta del rilascio del protagonista, ma la realtà fa di meglio: qui a essere rilasciato è l’attestato di frequenza. La vicenda penitenziale e penitenziaria è riassunta in Libertà creativa dietro le sbarre: e i detenuti diventano scrittori, su Il Giornale.
Grazie all’aiuto di «tutor professionisti» del calibro di Valerio Evangelisti, Giancarlo De Cataldo, Corrado Augias e Giordano Bruno Guerri, gli “scrittori galeotti” di Rebibbia «compariranno nella miscellanea curata dalle edizioni Rai/Eri», mentre «Gli autori dei primi tre racconti classificati hanno ricevuto un premio in denaro e, come tutti gli altri finalisti, un pc portatile personalizzato (contenente un corso di scrittura creativa di primo e secondo livello, audio-book, e-book, dizionario on line) e un dizionario cartaceo».

«Ogni volta che si fa una cosa stupidissima si è sempre mossi dai motivi più nobili»
(Oscar Wilde)

***

Università

Dal bagaglio culturale al bagaglio a mano, viaggiare leggeri con conoscenze da bignami.
«Ospedali, galere e puttane: sono queste le università della vita. Io ho preso parecchie lauree. Chiamatemi dottore» (Charles Bukowsky, A sud di nessun nord, Tea, 2009).

Charles Bukowsky – grazie a tali titoli accademici – non avrebbe alcuna difficoltà ad apprezzare la Facoltà di Scienze della Felicità. E se la cosa vi pare bizzarra, sappiate che «La laurea in “Teoria e tecniche di salvezza dell’Umanità” della facoltà di Scienze della Felicità, non ha alcun valore legale. Chi si iscrive lo fa solo perché è interessato alle materie trattate». Finalmente si fa cultura per la cultura, avendo soldi e tempo da spendere.

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 (L’) Utente al momento non è raggiungibile

Cercasi autore fuori dal comune, purché non sembri provinciale e venda a livello nazionale. Non si senta svilito l’autore provinciale che scrive cose comuni, l’importante è che sia vendibile:  «Il contrario di quel che dico mi seduce come un mondo favoloso» (Leo Longanesi).

Longanesi e John Freeman – Direttore della rivista Granta – hanno molto in comune. Freeman, alla pagina culturale di LaStampa.it, racconta d’essere alla ricerca di scrittori italiani con qualcosa da dire: «Diciamo che mi piacerebbe incontrare il prossimo Alessandro Baricco». Il nuovo Baricco non è al momento raggiungibile, i ripetitori sono al corso di scrittura creativa.

«Occorrerebbe per la penna, come si usa per ogni micidiale strumento, il porto d'armi...»
(Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, Bompiani, 1994)

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Uomini di fatica (i forzati della scrittura)

«Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti» (Jules Renard).

Scrivo dunque sono, ma dal sono al sonno il passo è breve. Se davvero si scrivesse soltanto quando si ha qualcosa da dire, l’autore apparirebbe raramente in libreria e quasi mai sui teleschermi. Ma se il sonno della ragione genere mostri, figuriamoci il senno della ragion d’esserci!
Bruno Giurato – su Lettera 43 – parla di autori seriali: Camilleri e De Luca, ad esempio. «L'autore siciliano scrive fino a sette volumi all'anno. La qualità a volte ne soffre, ma i risultati di vendita s'offrono, a lui e ai suoi editori […]. Subito dopo c'è Erri De Luca che risponde alla fame di narrativa e di scrittura civile insieme. Specialista nei libri brevi (ottimi per una tratta Alta velocità Milano-Roma) ne ha prodotti una cinquantina, 22 solo da 2006 a oggi». E Mauro Corona? «Un suo aforisma recita: “Vivere è come scolpire, occorre togliere, tirare via il di più, per vedere dentro”. Ma lui da parte sua non toglie, mette, produce. Una caterva di pagine». Nella saggistica il filone più prolisso pare essere quello dedicato alla Casta.

«Scrivere è un ozio affaccendato»
(Johann Wolfgang Goethe)


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