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Abbecediscolo - Lettera F (Puntata n. 6)

Abbecediscolo, Lettera F, Puntata 6Falsi editoriali

Libri mai scritti, che, però, sembrano veri.
I cataloghi ci hanno abituati al peggio. Talmente certi che qualunque cosa possa varcare la soglia della libreria, non sappiamo più distinguere la bufala dalla vaccata.
Non tutti, infatti, hanno intuito che Il libro dei libri di Luca Giorgi (Mattioli 1885, 2011) parla di libri mai scritti e mai pubblicati e qualcuno cerca sul web Modella il tuo scroto del dottor Herbert Voolbydt (Insano Editore), segno che Giorgi è risultato piuttosto convincente.
Vale la pena fare un salto su Libri mai scritti, dove le proposte editoriali risultano piuttosto interessanti. Aforismi di m*rda e Di trecento pagine se ne salva una promettono bene: viene quasi da credere siano già presenti in libreria.
E sarà dura convincermi del contrario.

***

Famiglia (tutto in)

Fratelli puntelli, parenti serventi, ovvero i complimenti tra consanguinei.
Non sempre le parentele aiutano, però si fanno notare.
«Nella sua seguitissima rassegna-video su Twitter, Fiorello ha parlato anche del nuovo libro della sorella Catena, “Casca il mondo, casca la terra” (Rizzoli)», cosa che, forse, avrà alleviato la frustrazione della povera Catena.
Infatti, come sostiene l’autrice, «Io sono l’unica che, per essere sorella-di, non va in televisione» e spiega che «i mediocri non possono perdonare il successo. E non possono perdonare che questi Fiorello siano andati avanti senza appoggi. In un Paese dove tutti raccomandano tutti, io ho pagato care le mie parentele». 
Nonostante Rosario le avesse consigliato d’usare uno pseudonimo per i suoi libri, Catena ha voluto provare a tutti che «con l’onestà intellettuale e la libertà di pensiero puoi trovare persone corrette che ti giudicano per quello che sei e non per il cognome che porti.» 
Fratelli fardelli, parenti spossanti.
Per una Catena che non vuole restare al palo – a volte un cognome si fa catena di montaggio –, ci sono Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto che del matrimonio hanno fatto un’azienda. Se sposare l’arte non basta, tanto vale sposare l’artista!

***

Fantasy

Sembra facile!
Il brillante esordiente, preso da smania comunicativa e poco propenso a sprecare tempo col noioso lavorio di documentazione, si getta a capofitto in una trama fantasy. Convinto che l’estro possa sopperire a tutto, ci propina testi dove la cosa più credibile è la mappa di un nuovo mondo: con laghi, montagne, mari e foreste nello spazio di un giardinetto.
Personalità confusa offre un esempio pratico di ciò che per molti è il fantasy. E davvero non ci si spiega perché qualcuno releghi il genere nella letteratura di serie b, di questo si lamenta anche Lara Manni: «Si continua a pensare che il fantastico sia un genere commerciale e/o per adolescenti. [...] spesso mi capita di scoprire in rete dichiarazioni come “non leggerei mai un italiano”, che dimostrano che il pregiudizio ha attecchito». Non abbiamo ancora capito se la Manni esista davvero, nel frattempo, però, dice cose interessanti.

***

Fascetta editoriale

Mente sapendo di mentire, ma con garbo e a lettere cubitali.
Due cose non si possono mettere in dubbio: l’esistenza di Babbo Natale e i dati di vendita urlati dalle fascette editoriali. In entrambi i casi, si passa per guastafeste. 
Eccone alcuni esempi:

1) Esempi pratici d’arte drammatica
Abituati a ritrovarcele abbarbicate ai tanti  – presunti – bestseller, non facciamo più caso alle loro mirabolanti promesse. Per fortuna, c’è chi le ripropone fuori dal contesto originario, in tutta la loro sapida vaporosità.
Fascetta Nera le scova, le cova e poi ce le serve fresche.

2) Illusionismo editoriale
Impossibile restare perplessi davanti ai dati di vendita dichiarati in grassetto. Eppure, Massimiliano Prandini di Melted Dog esprime dei dubbi sull’ammontare reale dei numeri in fascetta. Il suo è un metodo empirico, ma geniale. Prandini ha stabilito che i dati di vendita «risultano tutti gonfiati tra le 5 e le 10 volte all'incirca. Premio “Pallone aerostatico” a “Fuori da un evidente destino” di Faletti».

3) Perle per pirla
Un testo talmente geniale da far passare per sceme tutte le case editrici che l’hanno snobbato!
A detta di Gian Paolo Serino, succede che «negli ultimi tempi gli editori facciano fascette e quarte di copertina sottolineando: “Rifiutato da tutti gli editori” o “Respinto da 50 editori”. Insomma per gli editori sottolineare che la propria categoria è di coglioni sembra essere un nuovo motivo di vanto».
Il mercato editoriale ha una gran fascetta tosta.

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Follower e fan Facebook

Di tante effe, effettivamente quanti?
Ah, la solitudine dei numeri primi! Meglio aggiungerne di secondi e terzi, così da rallegrare la compagnia. E se non è possibile convincere il vicinato a prendere la tessera del nostro fan club? Tranquilli, esiste un modo per creare ammiratori inesistenti: basterà soffiarci dentro, ma poi non offendetevi se diventerà difficile distinguervi dai palloni gonfiati. Daily Wired, titolava «Twitter, polemica per la vendita di follower» e tirava in ballo Gian Paolo Serino. Secondo l’articolista, la compravendita di «utenti finti» è da ricercare nella «necessità di apparire popolari, a fini politici o di showbusiness, o intenzione di far soldi, spacciandosi come opinion leader e ingolosendo gli inserzionisti pubblicitari». Probabilmente, non è il caso di Serino, che su Twitter specifica «Non mi occupo di follower. Sono i follower ad occupare me», e davvero non si capisce perché abbia dovuto precisarlo.


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